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GPE-0013

Litografia e serigrafia

Sei tavole 50 x 50 cm ciascuna

Titolato, firmato e datato al recto di ciascuna tavola, in basso: titolazione individuale, nell’ordine dalla prima all’ultima tavola: “Isfahan”, “Epidauro”, “Rebus”, “Monitor”, “Antologia”, “Collezione“ (al centro), “Giulio Paolini 1974” (a destra)

Numerazione autografa al recto di ciascuna tavola, in basso a sinistra

80 esemplari in numeri arabi da 1/80 a 80/80
10 esemplari in numeri romani da I/X a X/X

Jabik e Colophon Editori, Milano

La cartella si inscrive nella produzione di arte moltiplicata della casa editrice Jabik, Milano – fondata nel 1973 da Floriano De Angeli – in coedizione con l’editore milanese Colophon. Gli artisti coinvolti sono prevalentemente rappresentati dallo Studio Marconi, con il quale Paolini collabora dal 1973.

L’allestimento delle sei tavole, incorniciate individualmente senza passe-partout, prevede l’accostamento a brevi intervalli regolari in due file parallele di tre unità ciascuna. La successione delle tavole è prestabilita, nell’ordine si susseguono Isfahan, Epidauro, Rebus, Monitor, Antologia e Collezione.

Le sei litografie, siglate ciascuna da un titolo individuale – Isfahan, Epidauro, Rebus, Monitor, Antologia, Collezione – presentano una “collezione” eterogenea di immagini. Visivamente autonome l’una dall’altra, condividono la messa a fuoco del centro ottico, quale punto di fuga prospettico e semantico.
Isfahan è un fotomontaggio in cui il punto di fuga dell’immagine – una veduta del cortile della moschea del Venerdì a Isfahan – è nascosto da una copia ridotta dell’immagine medesima. Attraverso la mise en abîme l’opera prefigura il tema centrale nella produzione dell’artista intorno alla metà degli anni Settanta: il raddoppiamento, che porta lo sguardo a interrogare non solo sé stesso, ma anche l’immagine e la rappresentazione come tali.
Epidauro è costituito dagli angoli lacerati della fotografia di un ambiente espositivo, disposti in modo da generare un’area centrale vuota. Ovvero, nelle parole dell’artista, in modo da segnare i “limiti provvisori di uno spazio virtuale e mutevole”, paragonabile a quello di un palcoscenico, come suggerisce il titolo che evoca la sede di un antico teatro greco.
Rebus propone una veduta aerea della muraglia cinese, divisa orizzontalmente dalla scritta francese “horizon” (ripresa da un dipinto di René Magritte) e lacerata lungo il lato opposto alla linea mediana orizzontale. Il paradosso tra la parola “orizzonte” (che in una veduta paesaggistica indica la linea di confine tra il cielo e la terra o il mare) e la veduta a volo d’uccello (priva di orizzonte), nonché tra la veduta aerea e la lacerazione che simula il profilo di una catena montuosa, è siglato dal titolo, che sottende un rapporto enigmatico tra parole e immagini, tipico dell’omonimo gioco enigmistico.
Monitor presenta il quadrante di un orologio, al quale si sovrappone, al centro, l’immagine di un nastro magnetico. La sovrapposizione dei due oggetti animati da una dinamica rotatoria – definita dal movimento delle lancette e dallo scorrimento del nastro – genera una tautologia concentrica.
In
Antologia l’immagine di una “antologia” di colori su un foglio bianco è coperta, in corrispondenza dei vertici dell’immagine, dagli angoli lacerati di un altro foglio bianco; la parte restante di questo secondo foglio è accartocciata al centro, come a fare eco alla mescolanza informale dei colori.
Collezione è una griglia di sessantaquattro elementi quadrati, costituiti dalla sovrapposizione concentrica e arbitraria di piccoli particolari fotografici di dipinti di artisti contemporanei al centro di altri particolari più grandi. Le singole immagini, private della loro originaria identità, rivivono così come tasselli incastonati nella trama regolare della scacchiera.
I collage originali delle sei tavole sono documentati nel Catalogo ragionato online delle opere su carta ai numeri GPC-0287, GPC-0288, GPC-0285, GPC-0284, GPC-0286, GPC-0283.

Isfahan: veduta della moschea tratta da una pubblicità della compagnia aerea Iran air, in “L’Europeo”, a. XXX, n. 1-2, 10 gennaio 1974, p. 75.
Rebus: veduta aerea della Muraglia Cinese; scritta tratta da René Magritte, Le miroir vivant, 1928, olio su tela, 54.4 x 73 cm, Museum Boijmans Van Beuningen, Rotterdam.
Monitor: immagine dell’orologio tratta da Samuel Abraham Goudsmit, Robert Clairborne, Quarta dimensione: tempo, Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1967, p. 8 (”L’ora ufficiale americana”).

1975 Monaco di Baviera, Galerie Art in Progress, Giulio Paolini, 18 aprile - 21 maggio.
1975 Milano, Studio Marconi e Centro Jabik & Colophon Editori, Giulio Paolini, dal 29 aprile.
1975 Bologna, Studio G7, Giulio Paolini. "Collezione" e altre grafiche, dal 31 maggio.
1977 Mannheim, Mannheim Kunstverein, Giulio Paolini, 31 luglio - 28 agosto, non ripr.
1982 Bielefeld, Kunsthalle Bielefeld, Grafik aus den siebziger Jahren. Neuerwerbungen der Grafischen Sammlung, 11 luglio - 5 settembre, ripr. n. 44 pp. 34-35; esemplare 35/80.
1992 Bonn, Bonner Kunstverein, Giulio Paolini. Impressions graphiques. Das graphische Werk 1967-1992, 24 febbraio - 29 marzo (catalogo Impressions graphiques. L’opera grafica 1967-1992 di Giulio Paolini, Marco Noire Editore, Torino 1992, cat. n. 13).
1992 Graz, Künstlerhaus, Neue Galerie e Stadtmuseum, Identität: Differenz. Tribüne Trigon 1940-1990. Eine Topografie der Moderne, 3 ottobre - 8 novembre, ripr. p. 495.
1993 Winterthur, Kunstmuseum Winterthur, Giulio Paolini. Impressions graphiques. Das druckgraphische Werk 1967-1992, 16 gennaio - 7 marzo (catalogo Impressions graphiques. L’opera grafica 1967-1992 di Giulio Paolini, Marco Noire Editore, Torino 1992, cat. n. 13).
1995 Lisbona, Fundação Calouste Gulbenkian / Centro de Arte Moderna José de Azeredo Perdigão, Giulio Paolini. Impressions graphiques. Múltiplos e Obra Gráfica 1969-1995, 16 marzo - 28 maggio, non ripr. nel pieghevole (catalogo Impressions graphiques. L’opera grafica 1967-1992 di Giulio Paolini, Marco Noire Editore, Torino 1992, cat. n. 13).
1996 Apolda, Kunsthaus Apolda Avantgarde, Giulio Paolini. Impressions graphiques, 27 settembre - 27 ottobre (catalogo Impressions graphiques. L’opera grafica 1967-1992 di Giulio Paolini, Marco Noire Editore, Torino 1992, cat. n. 13).
1997 Göppingen, Kunsthalle, Giulio Paolini. Impressions graphiques. Das graphische Druckwerk 1967-1995, 9 marzo - 13 aprile (catalogo Impressions graphiques. L’opera grafica 1967-1992 di Giulio Paolini, Marco Noire Editore, Torino 1992, cat. n. 13).
2010 Milano, Studio d’arte Cannaviello, Anni 70, 17 settembre - 10 novembre; esemplare 71/80.
2014 Bologna, Studio G7, Giulio Paolini. Opera grafica e collage, 20 settembre - 15 novembre; Isfahan, Epidauro, Rebus e Antologia.
2018-19 Milano, Studio d’arte Cannaviello, Multipli, 29 novembre 2018 - 22 gennaio 2019; esemplare 71/80.
2022 Parigi, Librairie Marian Goodman, Giulio Paolini. Printed Editions and Multiples (1967-1977), 6 ottobre - 26 novembre; esemplare III/X.
G. Paolini, Queste sei litografie…, prima pubblicazione nel cartoncino d’invito dell’esposizione personale al Centro Jabik & Colophon, Milano, aprile 1975 (ripubblicato in Impressions graphiques. L'opera grafica 1967-1992 di Giulio Paolini, Marco Noire Editore, Torino 1992, cat. n. 13).
“Studio Marconi. Grafica”, n. 1, Milano, 25 novembre 1980, ripr. col. s.p. (Antologia, Rebus, Epidauro, Isfahan e Monitor).
The Tate Gallery 1982-84: Illustrated Catalogue of Acquisitions, Tate Gallery, Londra 1986.
Impressions graphiques. L’opera grafica 1967-1992 di Giulio Paolini, Marco Noire Editore, Torino 1992, cat. n. 13, ripr. col., con scritto dell’artista Queste sei litografie….
Arte italiana. Esperienze degli anni ‘60/’80. Arte concettuale, Arte povera, Costruttività, Arte cinetica nella collezione della Banca Commerciale Italiana a Francoforte, Umberto Allemandi & C., Torino 1992, p. 52 (scheda di F. Gualdoni), ripr. col. p. 53 (Epidauro, Monitor e Rebus, esemplari p.a.).
Scheda a cura di Bettina Della Casa e Maddalena Disch, 12/04/2024