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GPO-0056

Tavole di masonite

201 x 70 cm (due elementi 100 x 70 cm ciascuno)

Firmato e datato al verso, della tavola superiore sul riquadro di carta bianca: “Giulio Paolini” (in alto a sinistra), “1964” (in basso a sinistra)

Fondazione Giulio e Anna Paolini, Torino

Donazione dell’artista, 25 ottobre 2012, n. arch. GPO-0056

Due tavole di masonite giustapposte in senso verticale (unite al verso e tenute leggermente staccate da piccoli spessori adesivi) implicano un dilemma di identità: un’ambiguità fra quadro e parete, copia e originale.
L’opera fa parte degli otto lavori esposti nella prima mostra personale dell’artista alla Galleria La Salita a Roma nel 1964, costituiti da semplici tavole di compensato, che appoggiate a terra o sospese al muro “‘sostituiscono’ la presenza dei quadri alle pareti e analizzano i puri rapporti convenzionali di un’esposizione”
1 come scrive l’artista nel 1973. Amplificando il gesto che si limita a suggerire la visione eventuale di un quadro, fin dall’inizio prescelto da Paolini a paradigma della propria ricerca, questi lavori aprono il campo all’interrogazione che l’opera pone nel momento della sua esposizione e quindi della sua percezione.
La presenza al verso di una riproduzione fotografica di un braccio maschile nudo riprende una caratteristica del ciclo di opere realizzate nel 1963, che verteva sul coinvolgimento del recto e del verso, a prescindere però da una correlazione logica fra i due lati del quadro.

1 G. Paolini, Note di lavoro, in “NAC”, n. 3, Milano, marzo 1973, p. 10. Cfr. anche la lettera di Paolini a Plinio De Martiis del 4 luglio 1964, in cui, dopo considerazioni critiche rispetto al trionfo della Pop Art alla Biennale di Venezia del 1964, gli anticipa il progetto della propria mostra in questi termini: "La mia ‘mostra’, chiusa la Biennale, sarà una rappresentazione finalmente esplicita, definitiva, della situazione attuale, ed è già ora rivolta ad orientare la mia attività semplicemente ad ‘essere’, senza più mediazioni, accorgimenti o ogni altra sorta di accessori estetici" (manoscritto conservato presso Archivio di Stato di Latina, Fondo La Tartaruga, Busta 26).

1964 Roma, Galleria La Salita, Giulio Paolini, dal 31 ottobre.
1998 Roma, Spazio per l’arte contemporanea Tor Bella Monaca, 20 mostre a La Salita dal 1960 al 1978. Omaggio a Gian Tomaso Liverani, 2 dicembre 1998 - 10 gennaio 1999, senza catalogo, citato come esposto nel ciclostilato della mostra.
2002 Faenza, Galleria Comunale d’Arte, Omaggio a Tomaso Liverani, 28 settembre 2002 - 7 gennaio 2003, ripr. col. s.p.
2019 Roma, Palazzo delle Esposizioni, Mostre in mostra. Roma contemporanea dagli anni Cinquanta ai Duemila/1, 30 maggio - 28 luglio, senza catalogo.
G. Paolini, Note di lavoro, in “NAC”, n. 3, Milano, marzo 1973, p. 10 (ripubblicato in Id., Idem, Giulio Einaudi editore, Torino 1975, p. 42).
Conceptual Art, Arte Povera, Land Art, catalogo della mostra, Galleria Civica d’Arte Moderna, Torino 1970, ripr. p. 97 (didascalia p. 203).
G. Paolini, Idem, Giulio Einaudi editore, Torino 1975, ripr. p. 14.
Giulio Paolini, Università di Parma, Centro Studi e Archivio della Comunicazione, Quaderno n. 30, Parma 1976, ripr. n. 47.
Giulio Paolini 1960-1972, a cura di G. Celant, Fondazione Prada, Milano 2003, ripr. col. p.114.
M. Disch, Giulio Paolini. Catalogo ragionato 1960-1999, Skira editore, Milano 2008, vol. 1, cat. n. 56, p. 89 (con errore nel numero di opere menzionate in relazione alla prima esposizione personale a Roma nel 1964), ripr. col.
Scheda a cura di Maddalena Disch, 21/01/2022