Questo disegno / Questo testo, 1982
GPE-0159
Stampa fotolitografica
Copertina: Ventura Affresco su cartone
Pagine interne: Fedrigoni Golden Star K 115 g
Libro chiuso 24.5 x 17.5 cm, aperto 24.5 x 34.7 cm
Senza iscrizioni
Senza numerazione
850 esemplari non numerati
Fabrizio Pozzilli Editore, Roma
Tipolitografia Fernando Begliomini, Roma
L’edizione si inscrive nella collana di libri d’artista Libro-Lavoro, curata e prodotta dall’editore romano Fabrizio Pozzilli. Comune denominatore tra le pubblicazioni sono il formato e la rilegatura con copertina rigida e dorso in tela nera. Il volume di Paolini è la seconda uscita per la collana, avviata nel 1979 con Michele Parisi.
Riporta informazioni relative alla tecnica di stampa (Offset Roland), al fotolitista (Arti Litozincografiche Eliseo, Roma), al tipo di carta, alla tiratura e al copyright (© 1982 Giulio Paolini, Fabrizio Pozzilli).
Il volume con legatura cartonata color ombra – dorso in tela nera, titoli in nero al piatto anteriore, sguardie mute in carta avoriata – è composto da 112 pagine in carta da lucido1. Come annunciano i due segmenti del titolo, i contenuti del libro interessano un “disegno” e un “testo”, sviluppati il primo alle pagine di sinistra e il secondo alle pagine di destra2.
A sinistra, la successione delle pagine si apre con una trama di piccoli segni che ricalcano i punti di intersezione dei moduli di una griglia regolare, riportata subito dopo. Le pagine successive propongono frammenti lacerati di un disegno antico3 – limitati al contorno lineare oppure desunti da una riproduzione fotografica – alternati a frammenti di descrizione di questo disegno (il testo manoscritto è lacerato o sovrascritto dal medesimo testo orientato in modo speculare4). Le ultime pagine presentano invece frammenti lacerati neri, disposti a comporre un’incongrua superficie oppure, limitati al disegno del contorno, sovrapposti gli uni agli altri. In chiusura, a complemento della griglia iniziale, compare il disegno geometrico della squadratura, seguito dall’immagine di un foglio accartocciato che lascia intravedere l’incipit della descrizione (”questo disegno”), come fosse il manoscritto del testo intravisto alle pagine precedenti.
A destra, le pagine in successione numerata propongono minuscoli segni astratti, che segnano man mano, in ordine alfabetico dalla “a” alla “z”, la posizione delle singole lettere che costituiscono il testo riportato nell’indice finale. Alla pagina 1 sono indicate con un solo segno le occorrenze della lettera “a”, alla pagina 2 le occorrenze della lettera “a” e “b”, e così via fino alla pagina 21 che rintraccia tutte le lettere dell’alfabeto che compongono la frase scandita nell’indice, in 21 righe corrispondenti alle 21 pagine del “testo”. La frase recita: “Le pagine che precedono l’indice del volume presentano la distribuzione per ordine alfabetico delle singole lettere che costituiscono questo testo”.
Il volume presenta dunque una lettura anatomica del linguaggio visivo e testuale, scomposto in unità minime, che a dispetto dell’apparenza analitica dissolve l’immagine e la scrittura in forme e segni privati del loro significato originario. Il “disegno” rimane ignoto e il “testo” illeggibile; la fine di ciascun percorso di lettura riporta all’inizio, in un circuito chiuso. Nelle pagine di sinistra, disegno e scrittura si rincorrono senza trovare alcuna coincidenza, mentre nelle pagine di destra i segni riferiti al linguaggio testuale diventano indizi di un ipotetico disegno. Nella successione delle pagine traslucide, inoltre, i segni del testo e le parti del disegno si incalzano a vicenda, in un’inestricabile ambiguità che smentisce la netta bipartizione annunciata nel titolo come pure l’identità precisa indicata dall’aggettivo dimostrativo “questo”.
Sul piano concettuale, il “disegno” come il “testo” non rivelano alcunché per riportare l’attenzione alla falsariga preliminare – alla premessa – che presiede al loro ipotetico divenire. Il “disegno”, oltre che attraverso l’impaginazione di frammenti, si annuncia attraverso “le condizioni di inquadratura spaziale”5 (la griglia in apertura, il disegno della squadratura in chiusura); il “testo” si limita a rinviare all’indice del volume, che per definizione annuncia i contenuti di un libro.
1 Nell’ordine si susseguono l’occhiello con indicazione relativa alla collana, il frontespizio, sei pagine mute, ottantotto pagine con interventi dell’artista, sei pagine mute, una pagina che sigla la parte dei contenuti con la datazione “Torino 1981-1982”, il colophon, una pagina con la data di stampa e dettagli relativi allo stampatore e all’editore, in chiusura due pagine mute.
2 Essendo il libro costituito da fogli di carta da lucido, stampati su un solo lato, a ogni doppia pagina stampata (a sinistra e a destra) segue una doppia pagina non stampata (corrispondente al verso, vuoto, delle pagine stampate). Le pagine di sinistra, riservate al “disegno”, non sono numerate, mentre le pagine di destra, relative al “testo”, recano una numerazione autografa da 1 a 21, riportata nell’indice finale.
3 Il disegno, non identificato finora, rappresenta un’allegoria delle arti, probabilmente di origine settecentesca.
4 Il testo manoscritto recita: “Questo disegno può essere così descritto: un tempio circolare coperto a cassettoni a somiglianza del Pantheon e dove già si dispongono lungo la parete i busti degli antichi”.
5 Paolini si esprime in questi termini a proposito del suo primo quadro, Disegno geometrico, 1960 (GPO-0001), che attraverso la squadratura della superficie della tela si limita a indicare le “condizioni di inquadratura spaziale in cui il quadro potrebbe nascere” (cfr. M. Pistoi, Presentazioni: Giulio Paolini, in “Marcatrè”, n. 19-22, Milano, aprile 1966, p. 385, intervista ripubblicata in Giulio Paolini 1960-1972, a cura di G. Celant, Fondazione Prada, Milano 2003, pp. 178, 180).
| 1989 | Torino, Salone del Libro, Impressions graphiques. Progetti e collaborazioni editoriali di Giulio Paolini, 12-18 maggio, cat. n. 8 (sezione “Edizioni a tiratura numerata”), non ripr. |
| 1992 | Bonn, Bonner Kunstverein, Giulio Paolini. Impressions graphiques. Das graphische Werk 1967-1992, 24 febbraio - 29 marzo (catalogo Impressions graphiques. L’opera grafica 1967-1992 di Giulio Paolini, Marco Noire Editore, Torino 1992, cat. n. 39). |
| 1993 | Winterthur, Kunstmuseum Winterthur, Giulio Paolini. Impressions graphiques. Das druckgraphische Werk 1967-1992, 16 gennaio - 7 marzo (catalogo Impressions graphiques. L’opera grafica 1967-1992 di Giulio Paolini, Marco Noire Editore, Torino 1992, cat. n. 39). |
| 1995 | Lisbona, Fundação Calouste Gulbenkian / Centro de Arte Moderna José de Azeredo Perdigão, Giulio Paolini. Impressions graphiques. Múltiplos e Obra Gráfica 1969-1995, 16 marzo - 28 maggio, non ripr. nel pieghevole della mostra (catalogo Impressions graphiques. L’opera grafica 1967-1992 di Giulio Paolini, Marco Noire Editore, Torino 1992, cat. n. 39). |
| 1995 | Limoges, Saint-Yrieix-la-Perche, Théâtre du Centre Jean-Pierre Fabrègue, Bookmakers. Une exposition des livres d’artistes de Zona Archives, 2 giugno - 15 agosto, citato come esposto s.p., non ripr. |
| 1996 | Torino, Galleria Martano, Artists’ Books, 8 maggio - 10 giugno, citato come esposto s.p., non ripr. |
| 1996 | Apolda, Kunsthaus Apolda Avantgarde, Giulio Paolini. Impressions graphiques, 27 settembre - 27 ottobre (catalogo Impressions graphiques. L’opera grafica 1967-1992 di Giulio Paolini, Marco Noire Editore, Torino 1992, cat. n. 39). |
| 1997 | Göppingen, Kunsthalle, Giulio Paolini. Impressions graphiques. Das graphische Druckwerk 1967-1995, 9 marzo - 13 aprile (catalogo Impressions graphiques. L’opera grafica 1967-1992 di Giulio Paolini, Marco Noire Editore, Torino 1992, cat. n. 39). |
| 2002 | Parigi, Istituto Italiano di Cultura, Impressions graphiques. L’œuvre graphique de Giulio Paolini 1967-2000, 23 aprile - 21 maggio, senza catalogo. |
| 2002 | Modena, Biblioteca civica d’arte Luigi Poletti, Giulio Paolini. Pagine, 20 settembre - 23 novembre, ripr. col. p. 38 (didascalia p. 91). |
| 2016 | Torino, Norma Mangione Gallery, I/2.3.4..., 20 febbraio - 9 aprile. |
| 2023 | Milano, Libreria Antiquaria Pontremoli, Arte Povera, 16 febbraio - 2 marzo, ripr. col. pp. 75 (copertina e frontespizio), 76, scheda di R. Colombo e C. Lietti pp. 74-75. |
| • | Impressions graphiques. L’opera grafica 1967-1992 di Giulio Paolini, Marco Noire Editore, Torino 1992, cat. n. 39, ripr. |
| • | Giulio Paolini, Le Nouveau Musée, Villeurbanne 1984, vol. Images/Index, ripr. pp. 56-57. |
| • | F. Poli, Note di lettura, in Giulio Paolini, Lindau, Torino 1990, p. 41, non ripr. (ripubblicato in Giulio Paolini. Von heute bis gestern / Da oggi a ieri, catalogo della mostra, Neue Galerie im Landesmuseum Joanneum, Graz, Cantz Verlag, Ostfildern-Ruit 1998, p. 67, non ripr.). |
| • | L. Dematteis, G. Maffei, Libri d’artista in Italia 1960-1998, Regione Piemonte, Torino 1998, cat. n. 2091 p. 178, ripr. p. 177 (copertina). |
| • | Guardare Raccontare Pensare Conservare. Quattro percorsi del libro d’artista dagli anni Sessanta ad oggi, catalogo della mostra, Casa del Mantegna, Mantova, Corraini Edizioni, Mantova 2005, ripr. p. 85. |
| • | Galleria Nazionale d'Arte Moderna & MAXXI. Le Collezioni 1958-2008, a cura di S. Frezzotti, C. Italiano e A. Rorro, Mondadori Electa, Milano 2009, vol. II, ripr. p. 771. |