Con F. de P. (Villa degli enigmi), 2025
GPE-0165
Litografia e disegno a matita nera e matita rossa
Fedrigoni Arena
Tavola ripiegata 25 x 25 cm, aperta 50 x 50 cm
Firmato al recto, in basso a destra: "Giulio Paolini"
Numerazione manoscritta non autografa al recto, in basso a sinistra
35 esemplari in numeri arabi da 1/35 a 35/35
20 esemplari in numeri romani da I/XX a XX/XX
Edizioni l'Obliquo, Brescia
Grafica Sette Srl e Seven Media, Bagnolo Mella (Brescia)
L’edizione si inscrive nell’attività delle Edizioni l’Obliquo, Brescia – fondate nel 1986 da Giorgio Bertelli – dedicata alla pubblicazione di libri d’artista, edizioni grafiche, testi inediti di narrativa e poesia accompagnati da un’edizione o da un disegno originale ideati da un artista contemporaneo.
Cartella a due ante in cartoncino bianco, con tasca interna, formato chiuso 25.5 x 25.5 cm; in copertina titoli in rosso e nero (autore, titolo, editore). Contiene un frontespizio (al recto identico alla copertina, ma con titolo in nero, al verso ringraziamento e copyright), uno scritto dell'artista, la tavola e il colophon.
Riporta informazioni relative allo stampatore, alla tiratura, alla tecnica di stampa, al tipo di carta, al luogo e alla data di stampa (Brescia, 30 marzo 2025). Numerazione in basso al centro.
Nota dell'artista, Villa degli enigmi, riferita al titolo e al soggetto dell'edizione.
Al centro del foglio, piegato in quattro, è riprodotto un assieme di tele preparate di diversa misura, sovrapposte in ordine di grandezza decrescente e orientate alternativamente al recto e al verso, con progressiva rotazione1. La catasta piramidale è inscritta alla base nel disegno in prospettiva di un quadrato di poco più grande, mentre un altro quadrato, parallelo al piano dell'immagine e tracciato a matita – con accenno degli assi ortogonali, anch'essi a matita, e delle diagonali a matita rossa – allude all'inquadratura di un quadro. Alcuni frammenti fotografici, desunti dalla riproduzione di un dipinto di Filippo de Pisis (citato nel titolo dell'edizione attraverso le iniziali), sono disposti in ordine sparso, in caduta libera, come tracce di pittura, echi di altri quadri e al tempo stesso indizi di un quadro ancora sconosciuto.
Nelle parole dell’artista: “In questa mia edizione vediamo le tracce – quelle che ho potuto raccogliere – lasciate da de Pisis durante il suo soggiorno alla clinica di Villa Fiorita, dove dipingeva nella serra del parco: fiori secchi e molto eleganti, nati dal suo pennello poco prima della sua scomparsa. Inutile evitarne la caduta a cascata sulle tante tele disposte a piramide. È così che quei frammenti sparsi, prelevati dai suoi dipinti e disposti in uno spazio ordinato e simmetrico, si offrono qui alla nostra osservazione”2.
L'edizione trae origine da un collage realizzato nel 2024, documentato nel Catalogo ragionato online delle opere su carta al numero GPC-2357.
1 La successione sfalsata di tele è ripresa da una fotografia del lavoro di Paolini intitolato Jamais vu, 2005 (GPO-0903).
2 G. Paolini, Villa degli enigmi, scritto incluso nella cartella che contiene l’edizione. Villa Fiorita a Brugherio (Lombardia), sede della clinica per malattie nervose durante alcuni decenni, ospitò de Pisis dal 1949 al 1956; il titolo Villa degli enigmi riprende invece il soprannome dato da Giorgio de Chirico a Villa del Seminario a Ferrara, dove nella primavera del 1917 si trovarono degenti Carlo Carrà, Filippo de Pisis e lo stesso de Chirico.
Frammenti: dipinto di Filippo de Pisis non identificato.