Idea del Tempio della Pittura, 1983
GPE-0044
Litografia
Quattro tavole 25 x 37 cm ciascuna
Firmato al recto della quarta tavola, in basso a destra: “Giulio Paolini”
Numerazione autografa al recto della quarta tavola, in basso a destra
100 esemplari in numeri arabi da 1/100 a 100/100
6 prove d’artista non numerate
Editrice Inonia, Roma
Litografia Colitti, Roma
L’edizione si inscrive nella produzione di opere moltiplicate della casa editrice Inonia, fondata nel 1980 a Roma da Bruno e Liana Corà (il nome riprende il titolo di un’opera del poeta russo Sergej Aleksándrovič Esenin). Nel corso degli anni Ottanta, Corà cura per Inonia edizioni di Carla Accardi, Marco Bagnoli, Bizhan Bassiri, Alighiero Boetti, Daniel Buren, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Sol LeWitt, Mario Merz, Giulio Paolini, Vettor Pisani, Michelangelo Pistoletto e Ettore Spalletti. Le edizioni sono prodotte a sostegno dell’attività della rivista “A.E.I.U.O.”, emanazione della casa editrice.
Cartella orizzontale a tre ante in pelle marrone, contropiatti foderati in seta marrone, con tasca interna, formato chiuso 26.5 x 39 x 1 cm; al piatto anteriore titoli dorati (autore, titolo). Contiene un bifoglio con frontespizio (prima facciata) e scritto dell’artista (terza facciata), le quattro tavole e un foglio con un testo di Bruno Corà (al recto) e il colophon (al verso).
Riporta informazioni relative ai contenuti, allo stampatore, alla data di stampa (dicembre 1983), al tipo di carta, alle misure, al rivestimento della cartella, alla tiratura, alle iscrizioni autografe, al testo di Bruno Corà e all’editore.
• Composizione in versi di Bruno Corà, dedicata alla Pittura e al Disegno, articolata in sette momenti tematici (proporzione, moto, colore, lume, prospettiva, composizione, forma).
• Scritto di poetica dell’artista intitolato Sette note, redatto per l’occasione.
Le quattro tavole, incorniciate singolarmente senza passe-partout, vanno accostate a brevi intervalli in una sequenza orizzontale (misure complessive circa 26 x 158 cm). L’ordine di successione è vincolante: la prima tavola reca disegnato il profilo di una mano, la seconda la riproduzione fotografica di una figura maschile, la terza l’immagine di una figura femminile, l’ultima include il disegno dell’occhio.
L’allestimento delle quattro tavole in successione orizzontale compone al centro l’immagine frammentaria di una colonna antica, suggerita dal capitello e da una base incongrua costituita da particolari di origine diversa. Da questa colonna si sviluppa, su entrambi i lati, in modo speculare, un tracciato prospettico, che nel contempo prosegue il cono visivo, delineato in rosso a partire dalle due estremità della composizione (nell’ultima tavola il cono si diparte dalla riproduzione di un occhio). Nel campo visivo di questo sguardo speculare si susseguono in ordine sparso vari riquadri, di formato trapezoidale e progressivamente ridotti (in conformità alla fuga prospettica). Alcuni sono vuoti, altri includono il frammento di un disegno di colonne; due riquadri propongono una riproduzione, divisa in due parti, del dipinto di David Allan The Origin of Painting (The Maid of Corinth) (1775), mentre l’immagine nell’ultima tavola riproduce un particolare architettonico di un ambiente con una colonna1. Il cono visivo e l’occhio trovano una figura complementare nel disegno della mano nella prima tavola, che cerca di trattenere la vertiginosa “fuga” di riquadri.
Il titolo – ripreso dall’omonimo trattato del pittore manierista Giovanni Paolo Lomazzo, che immaginò una teoria neoplatonica della pittura organizzata nella struttura architettonica di un tempio – suggerisce la chiave di lettura. Il motivo della colonna rimanda a un tempio, mentre il dipinto allegorico di Allan richiama il mito fondativo della pittura. In questo “Tempio della Pittura”, lo sguardo abbraccia una moltitudine di quadri – potenzialmente infiniti – che riverberano l’idea di pittura, la quale tuttavia sfugge a ogni tentativo di definizione univoca.
L’edizione trae origine da un progetto nato nel 1981 (GPC-0586) come studio per un lavoro di grande formato, mai realizzato2.
1 Il dipinto di Allan raffigura le origini della pittura secondo la leggenda di Plinio il Vecchio, con una giovane intenta a fissare sul muro l’ombra del suo amato. Il particolare fotografico di un ambiente è desunto da una veduta della Galerie Paul Maenz, Colonia.
2 Il progetto è stato pubblicato nella rivista d’arte “A noir, E blanc, I rouge, U vert, O bleu” (a. II, n. 3, marzo 1981, pp. 3-12), accompagnato da una didascalia a cura della redazione che annuncia l’opera in preparazione, “da esporsi in due versioni successive, quest’estate a Berlino e in autunno a Parigi”. La prima occasione è costituita da una personale al Neuer Berliner Kunstverein di Berlino, prevista nell’estate 1981 ma infine rinviata all’estate dell’anno successivo (dove Paolini espone Del bello intelligibile. Parte quinta: “Museumsinsel”, GPO-0467, un lavoro analogamente riconducibile all’interesse per la teoria di Lomazzo); la succitata mostra parigina rimane invece sconosciuta.
• Figure: David Allan, The Origin of Painting (The Maid of Corinth), 1775, olio su tavola, 38.70 x 31 cm, Scottish National Gallery, Edinburgo.
• Immagine dell’occhio tratta da Opere di G. G. Winckelmann, prima edizione italiana completa, Fratelli Giachetti, Prato 1830-34, vol. XIII, tav. XXV, n. 60 (“Occhio di un Bacco”).
• Titolo ripreso da Giovanni Paolo Lomazzo, Idea del tempio della pittura, Milano 1590.
| 1984 | Villeurbanne, Le Nouveau Musée, Giulio Paolini, 20 gennaio - 18 marzo, non ripr. |
| 1985 | Ravenna, Pinacoteca Comunale, Loggetta Lombardesca, Giulio Paolini. Tutto qui, 15 giugno - 22 settembre, non ripr. |
| 1985-86 | Montréal, Musée d’art contemporain, Giulio Paolini, 7 luglio - 8 settembre, itinerante: Vancouver, Vancouver Art Gallery, 29 novembre 1985 - 19 gennaio 1986, stesso catalogo esposizione personale Villeurbanne 1984. |
| 1986 | Charleroi, Palais des Beaux-Arts, Giulio Paolini, 15 febbraio - 30 marzo, stesso catalogo esposizione personale Villeurbanne 1984. |
| 1992 | Bonn, Bonner Kunstverein, Giulio Paolini. Impressions graphiques. Das graphische Werk 1967-1992, 24 febbraio - 29 marzo (catalogo Impressions graphiques. L’opera grafica 1967-1992 di Giulio Paolini, Marco Noire Editore, Torino 1992, cat. n. 46). |
| 1993 | Winterthur, Kunstmuseum Winterthur, Giulio Paolini. Impressions graphiques. Das druckgraphische Werk 1967-1992, 16 gennaio - 7 marzo (catalogo Impressions graphiques. L’opera grafica 1967-1992 di Giulio Paolini, Marco Noire Editore, Torino 1992, cat. n. 46). |
| 1995 | Lisbona, Fundação Calouste Gulbenkian / Centro de Arte Moderna José de Azeredo Perdigão, Giulio Paolini. Impressions graphiques. Múltiplos e Obra Gráfica 1969-1995, 16 marzo - 28 maggio, non ripr. nel pieghevole della mostra (catalogo Impressions graphiques. L’opera grafica 1967-1992 di Giulio Paolini, Marco Noire Editore, Torino 1992, cat. n. 46). |
| 1996 | Apolda, Kunsthaus Apolda Avantgarde, Giulio Paolini. Impressions graphiques, 27 settembre - 27 ottobre (catalogo Impressions graphiques. L’opera grafica 1967-1992 di Giulio Paolini, Marco Noire Editore, Torino 1992, cat. n. 46). |
| 1997 | Göppingen, Kunsthalle, Giulio Paolini. Impressions graphiques. Das graphische Druckwerk 1967-1995, 9 marzo - 13 aprile (catalogo Impressions graphiques. L’opera grafica 1967-1992 di Giulio Paolini, Marco Noire Editore, Torino 1992, cat. n. 46). |
| 2002 | Modena, Biblioteca civica d’arte Luigi Poletti, Giulio Paolini. Pagine, 20 settembre - 23 novembre, ripr. col. pp. 44-45 (didascalia p. 92). |
| 2006 | Rivoli, Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea, Libri Books Bücher, 29 aprile - 30 luglio, senza catalogo. |
| • | G. Paolini nell’intervista di S. Taylor, A Conversation with Giulio Paolini, in “The Print Collector’s Newsletter”, a. 15, n. 5, New York, novembre-dicembre 1984, pp. 167-168, in inglese (ripubblicato in Giulio Paolini. La voce del pittore - Scritti e interviste 1965-1995, a cura di M. Disch, ADV Publishing House, Lugano 1995, pp. 198-199, in italiano). |
| • | S. Taylor, A Conversation with Giulio Paolini, in “The Print Collector’s Newsletter”, a. XV, n. 5, New York, novembre-dicembre 1984, pp. 167-168, ripr. pp. 166-167 (ripubblicato in italiano in Giulio Paolini. La voce del pittore - Scritti e interviste 1965-1995, a cura di M. Disch, ADV Publishing House, Lugano 1995, pp. 198-199, non ripr.). |
| • | Alighiero e Boetti, Sol LeWitt, Giulio Paolini, catalogo della mostra, Galleria Pieroni, Roma, Edizioni Pieroni, Roma 1984, ripr. s.p. |
| • | F. Poli, Giulio Paolini, Lindau, Torino 1990, ripr. n. 47 pp. 44-45. |
| • | Impressions graphiques. L’opera grafica 1967-1992 di Giulio Paolini, Marco Noire Editore, Torino 1992, cat. n. 46, ripr. col. (esemplare p.a.), con scritto dell’artista Sette note; nell’elenco delle opere s.p. la didascalia è erroneamente associata al numero di catalogo 45. |