Elea, 2009
GPE-0120
Litografia su cartoncino fustellato, lastra di plexiglas, calco in gesso
Cartoncino fustellato 33 x 41 cm, lastra Ø 47 cm, calco h 14.5 cm
15 x 47 x 47 cm
Firmato al colophon allegato all’edizione: “Giulio Paolini”
Numerazione autografa al colophon allegato all’edizione
150 esemplari in numeri arabi da 1/150 a 150/150
15 prove d’artista in numeri arabi da 1/15 (p.a.) a 15/15 (p.a.)
Banca della Svizzera Italiana, Lugano
L’edizione è commissionata all’artista dalla Banca della Svizzera Italiana (dal 2017 integrata nel gruppo EFG International) come omaggio per i propri clienti.
Scatola in cartone bianco con coperchio blu, muto, 8.5 x 48.5 x 48.5 cm. Contiene l’edizione e un foglio di colophon con indicazioni di allestimento, nota dell’artista e profilo biografico, in italiano e inglese.
Riporta informazioni relative alla tecnica, alle misure, alla tiratura e all’allestimento. Firma e numerazione in basso al centro.
Nota dell’artista, Elea, antica colonia greca..., riferita al soggetto dell’edizione e profilo biografico dell’artista a cura di Maddalena Disch.
L’allestimento prevede la collocazione dell’opera su un piano di appoggio (base bianca o tavolo con superficie neutra), a cominciare dal cartoncino fustellato, al quale si sovrappone la lastra di plexiglas. Il calco in gesso va collocato sopra la lastra, a breve distanza dal tondo bianco, in modo che si rispecchi nella propria immagine riprodotta nel tondo fotografico.
Il busto in gesso del filosofo greco Parmenide è collocato su una lastra di plexiglas circolare, che trattiene un’immagine fotografica – costituita da due tondi fra loro sfalsati – a sua volta applicata su un foglio bianco con un tracciato lineare. L’immagine fotografica reca impressi altri elementi di formato circolare, in modo che sembrino orbitare nello spazio cosmico: un'immagine in negativo del busto di Parmenide e la base dello stesso calco in gesso – una volta in positivo e una volta in negativo – associata a un cerchio bianco oppure alla riproduzione di un pianeta. I vari elementi iconografici creano un gioco di richiami e specularità, che amplifica l'incrocio di sguardi tra il calco in gesso e la sua immagine fotografica.
Nelle parole dell’artista: “Elea, antica colonia greca – nome che oggi non designa alcun luogo – era situata sulle coste del Cilento nei pressi dell'attuale città di Salerno: fu sede della Scuola eleatica, filosofia presocratica che ebbe in Parmenide il suo esponente principale. L'immagine che qui la evoca, lontana da ogni riferimento territoriale, allude agli anni-luce attraversati dalle figure del Tempo: il volto di Parmenide sembra ritrovarsi e riconoscersi nel riflesso in negativo situato tra i corpi celesti”1.
Il prototipo del multiplo è documentato nel Catalogo ragionato online dei quadri, delle sculture e delle installazioni al numero GPO-1179.
1 G. Paolini, nota riportata nel colophon che accompagna l’edizione.
Busto neoclassico di Parmenide, fonte non identificata.
| • | G. Paolini, Elea, antica colonia greca..., nota inclusa nel foglio di colophon dell’edizione. |
| • | Conservare il futuro. L’arte contemporanea alla Fondazione Querini Stampalia / Conserving the Future. Contemporary art at the Querini Stampalia Foundation, a cura di C. Bertola e M. Savaris, Grafiche Veneziane, Venezia 2015, s.p. (nella cronologia espositiva scheda sull'edizione), ripr. col. s.p. |
| • | G. Paolini, A come Accademia, in Giulio Paolini. A come Accademia, catalogo della mostra, Accademia Nazionale di San Luca, Roma, Gangemi Editore, Roma 2023, pp. 17-22. |