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GPE-0120

Litografia su cartoncino fustellato, lastra di plexiglas, calco in gesso

Cartoncino fustellato 33 x 41 cm, lastra Ø 47 cm, calco h 14.5 cm

15 x 47 x 47 cm

Firmato al colophon allegato all’edizione: “Giulio Paolini”

Numerazione autografa al colophon allegato all’edizione

150 esemplari in numeri arabi da 1/150 a 150/150
15 prove d’artista in numeri arabi da 1/15 (p.a.) a 15/15 (p.a.)

Banca della Svizzera Italiana, Lugano

L’edizione è commissionata all’artista dalla Banca della Svizzera Italiana (dal 2017 integrata nel gruppo EFG International) come omaggio per i propri clienti.

Scatola in cartone bianco con coperchio blu, muto, 8.5 x 48.5 x 48.5 cm. Contiene l’edizione e un foglio di colophon con indicazioni di allestimento, nota dell’artista e profilo biografico, in italiano e inglese.

Riporta informazioni relative alla tecnica, alle misure, alla tiratura e all’allestimento. Firma e numerazione in basso al centro.

Nota dell’artista, Elea, antica colonia greca..., riferita al soggetto dell’edizione e profilo biografico dell’artista a cura di Maddalena Disch.

L’allestimento prevede la collocazione dell’opera su un piano di appoggio (base bianca o tavolo con superficie neutra), a cominciare dal cartoncino fustellato, al quale si sovrappone la lastra di plexiglas. Il calco in gesso va collocato sopra la lastra, a breve distanza dal tondo bianco, in modo che si rispecchi nella propria immagine riprodotta nel tondo fotografico.

Il busto in gesso del filosofo greco Parmenide è collocato su una lastra di plexiglas circolare, che trattiene un’immagine fotografica – costituita da due tondi fra loro sfalsati – a sua volta applicata su un foglio bianco con un tracciato lineare. L’immagine fotografica reca impressi altri elementi di formato circolare, in modo che sembrino orbitare nello spazio cosmico: un'immagine in negativo del busto di Parmenide e la base dello stesso calco in gesso – una volta in positivo e una volta in negativo – associata a un cerchio bianco oppure alla riproduzione di un pianeta. I vari elementi iconografici creano un gioco di richiami e specularità, che amplifica l'incrocio di sguardi tra il calco in gesso e la sua immagine fotografica.
Nelle parole dell’artista: “Elea, antica colonia greca – nome che oggi non designa alcun luogo – era situata sulle coste del Cilento nei pressi dell'attuale città di Salerno: fu sede della Scuola eleatica, filosofia presocratica che ebbe in Parmenide il suo esponente principale. L'immagine che qui la evoca, lontana da ogni riferimento territoriale, allude agli anni-luce attraversati dalle figure del Tempo: il volto di Parmenide sembra ritrovarsi e riconoscersi nel riflesso in negativo situato tra i corpi celesti”
1.
Il prototipo del multiplo è documentato nel Catalogo ragionato online dei quadri, delle sculture e delle installazioni al numero GPO-1179.

1 G. Paolini, nota riportata nel colophon che accompagna l’edizione.

Busto neoclassico di Parmenide, fonte non identificata.

G. Paolini, Elea, antica colonia greca..., nota inclusa nel foglio di colophon dell’edizione.
Conservare il futuro. L’arte contemporanea alla Fondazione Querini Stampalia / Conserving the Future. Contemporary art at the Querini Stampalia Foundation, a cura di C. Bertola e M. Savaris, Grafiche Veneziane, Venezia 2015, s.p. (nella cronologia espositiva scheda sull'edizione), ripr. col. s.p.
G. Paolini, A come Accademia, in Giulio Paolini. A come Accademia, catalogo della mostra, Accademia Nazionale di San Luca, Roma, Gangemi Editore, Roma 2023, pp. 17-22.
Scheda a cura di Bettina Della Casa e Maddalena Disch, 30/04/2026