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Elea, 2009

GPO-1179

Inchiostro rosso, inchiostro nero e collage su carta, lastra di plexiglas, calco in gesso

Collage 33 x 41 cm, lastra Ø 47 cm, calco h 14.5 cm, misure complessive 15 x 47 x 47 cm

Titolato, datato e firmato al recto, sul foglio bianco: ""Elea" / 2009 / Giulio Paolini"

Collezione privata

L’allestimento prevede la collocazione dell’opera su un piano di appoggio (base bianca o tavolo con superficie neutra), a cominciare dal collage su carta, al quale si sovrappone la lastra di plexiglas. Il calco in gesso va collocato sopra la lastra, a breve distanza dal tondo bianco, in modo che si rispecchi nella propria immagine riprodotta in negativo nel tondo fotografico.

Il busto in gesso del filosofo greco Parmenide è collocato su una lastra di plexiglas circolare, che trattiene due tondi fra loro sfalsati – l'uno di carta nera, l'altro a soggetto cosmico – sui quali sono applicati altri elementi d'immagine di formato circolare, in modo che sembrino orbitare nello spazio cosmico. I tondi applicati a collage riproducono un'immagine in negativo del busto di Parmenide e la base dello stesso calco in gesso – una volta in positivo e una volta in negativo – associata a un cerchio bianco oppure alla riproduzione di un pianeta. I vari elementi iconografici creano un gioco di richiami e specularità, che amplifica l'incrocio di sguardi tra il calco e la sua immagine fotografica. L'assieme di tondi si sovrappone a un foglio bianco, che reca delineato a inchiostro rosso e nero un tracciato lineare, proseguito sui due tondi più grandi.
Nelle parole dell’artista: “Elea, antica colonia greca – nome che oggi non designa alcun luogo – era situata sulle coste del Cilento nei pressi dell'attuale città di Salerno: fu sede della Scuola eleatica, filosofia presocratica che ebbe in Parmenide il suo esponente principale. L'immagine che qui la evoca, lontana da ogni riferimento territoriale, allude agli anni-luce attraversati dalle figure del Tempo: il volto di Parmenide sembra ritrovarsi e riconoscersi nel riflesso in negativo situato tra i corpi celesti”
1.
L'opera costituisce il prototipo del multiplo con lo stesso titolo, realizzato nel medesimo anno (GPE-0120).
Il busto di Parmenide è protagonista anche di un’altra opera, analogamente intitolata
Elea ma affatto diversa, realizzata sempre nel 2009 (GPO-0981).

1 G. Paolini, nota riportata nel colophon che accompagna il multiplo Elea, 2009 (GPE-0120).

Busto neoclassico di Parmenide, fonte non identificata.

Scheda a cura di Maddalena Disch, 29/04/2026