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GPE-0144

Litografia e disegno originale dell’artista a matita

Tavola ripiegata 25 x 12 cm, aperta 25 x 24 cm

Firmato al recto, in basso a destra: “Giulio Paolini”

Numerazione autografa al recto, in basso a sinistra

20 esemplari in numeri arabi da 1/20 a 20/20
4 prove d’artista non numerate

Da un esemplare all’altro varia leggermente il disegno eseguito a mano libera sopra il braccio destro del San Sebastiano di Guido Reni.

Alberto Tallone Editore, Alpignano (Torino)

L’edizione è commissionata all’artista dalla casa editrice Alberto Tallone Editore, Alpignano (Torino) – diretta da Aldo e Enrico Tallone – in occasione della pubblicazione del volume di Pietro Verri intitolato Sull’Indole del piacere e del dolore. Il catalogo dell’editore annovera libri di prosa e poesia antica e contemporanea, di pregiata qualità, composti e realizzati interamente a mano.

Pietro Verri, Sull’Indole del piacere e del dolore, Alberto Tallone Editore, Alpignano (Torino) 2020. 25.5 x 12.6 cm, 105 pagine, rilegato, con copertina morbida, in doppia custodia rigida. Introduzione di Stefano Zecchi, testo dell’autore, studio finale di Silvia Contarini, senza illustrazioni. Tiratura 160 copie numerate (su diversi tipi di carta), delle quali 20 (della tiratura su velina di puro cotone Magnani) includono l’edizione ripiegata, inserita in una camicia bianca con alette.

Il libro include un duplice colophon: quello relativo all’edizione riporta informazioni riguardanti il disegno originale a matita e la numerazione; quello relativo al libro riporta notizie in merito alla tiratura, al tipo di carta e al carattere tipografico del libro, al luogo e alla data di stampa (Alpignano, ottobre 2020).

L’edizione riproduce due raffigurazioni pittoriche del martirio di San Sebastiano, scomposte in più parti e giustapposte in modo incongruo: nella metà sinistra della tavola prevalgono i frammenti del Martirio di San Sebastiano (1527) di Sodoma, mentre nella metà destra domina il San Sebastiano (1615 ca.) di Guido Reni. Gli sguardi delle due figure rivolti al cielo sono posti in relazione con la scia di luce siderale situata in alto al centro. Un riquadro lineare, sfalsato rispetto all’immagine, evidenzia ulteriormente la discontinuità dell’assieme che sembra trattenuto in equilibrio precario dal cerchio delineato in alto, simile al quadrante di un orologio.
La scelta del tema del martirio e dell’estasi di San Sebastiano si richiama, in senso figurato, ai contenuti del testo settecentesco di Pietro Verri per il quale l’edizione è stata commissionata. L’iconografia del santo trafitto dalle frecce è peraltro un tema ricorrente nel lavoro di Paolini a partire dal 1999 (cfr. tra i lavori di grande formato GPO-0868, GPO-0978, GPO-1064, tra le opere su carta in particolare GPC-0939, GPC-1538, GPC-1630, GPC-1632, GPC-2154, GPC-2155, GPC-2154). Nell’estasi del martirio, Paolini ritrova infatti un’allegoria della contrapposizione tra piacere e dolore che connota la condizione stessa dell’autore, perennemente orientato verso una dimensione assoluta (rappresentata nell’edizione dalla luce cosmica e dalla forma perfetta del cerchio), pur consapevole della sua inafferrabilità (come suggerisce l’incongruenza tra le parti costitutive dell’immagine litografica).
L’edizione trae origine dal collage documentato nel Catalogo ragionato online delle opere su carta al numero GPC-2096.

Figura a sinistra: Giovanni Antonio Bazzi detto Sodoma, Martirio di San Sebastiano, 1527, 206 x 154 cm, stendardo processionale, Galleria Palatina, Palazzo Pitti, Firenze.
Figura a destra: Guido Reni,
San Sebastiano, 1615 ca., olio su tela, 127 x 92 cm, Musei di Strada Nuova, Palazzo Rosso, Genova.

Scheda a cura di Bettina Della Casa e Maddalena Disch, 30/04/2026