L’anello immaginario, 1989
GPC-1435
Matita, matita rossa e collage su carta
Ubicazione sconosciuta
Dalla busta aperta, applicata al centro del foglio in posizione sfalsata, si affaccia un cartoncino bianco che reca delineata la squadratura della superficie, con gli archetti del compasso e le mediane a matita, mentre le diagonali sono tracciate a matita rossa e proseguite fino ai margini del foglio. Al centro, in corrispondenza dell’incrocio delle diagonali, un ritaglio circolare pone in risalto e nello stesso tempo lascia scoperto il punto focale in cui tutto converge.
Nella poetica dell’artista, il disegno della squadratura rinvia al suo primo quadro, Disegno geometrico, 1960 (GPO-0001), matrice concettuale di tutto il suo lavoro, inteso come contenitore potenziale di tutte le immagini possibili, come impalcatura preliminare di qualunque narrazione, in cui le diagonali diventano linee di fuga di una prospettiva orientata verso l’infinito.
L’opera costituisce il collage originale dell’edizione grafica dallo stesso titolo, realizzata nel medesimo anno (GPE-0068), il cui contesto di realizzazione – un volume intitolato L'anello immaginario. Storia di amore – ha suggerito all’artista l’immagine dell’anello come foro o cerchio per evocare, insieme alla busta, un messaggio ignoto, un segreto affidato all’immaginario.