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GPC-0002

Inchiostro nero su carta quadrettata

35 x 50 cm

Firmato e datato al verso, al centro: “Giulio Paolini / 1961”

Collezione privata

Due pagine strappate da un quaderno a quadretti sono ri-accostate a breve distanza l’una dall’altra su un foglio bianco di dimensioni maggiori. Un tracciato rettilineo a inchiostro nero, che si arresta al margine interno delle due pagine, rende manifesto l’intervallo che le separa, così come i confini irregolari dei lati lacerati.
“La ferita dello strappo è medicata attraverso un filetto che incornicia e trattiene le due parti, fungendo da limite o presa di coscienza della superficie del foglio. Il tracciato a inchiostro constata la superficie che si viene a determinare davanti ai nostri occhi”
1.
Oltre a proseguire la “verifica” della superficie cartacea avviata nel 1960, l’opera indaga il rapporto tra il (di)segno e la superficie di supporto, anticipando i lavori di grande formato del 1962, dove un riquadro a inchiostro si interrompe tra sei unità di carta quadrettata disposte a intervalli regolari su un pannello di masonite (cfr. GPO-0018, GPO-0019; M. Disch,
Giulio Paolini. Catalogo ragionato 1960-1999, Skira editore, Milano 2008, vol. 1, cat. nn. 18-19).

1 L’artista in conversazione con Ilaria Bernardi, 22 ottobre 2012.

1971 Bari, Galleria Marilena Bonomo, dall’11 dicembre.
I. Bernardi, Giulio Paolini. Opere su carta: un laboratorio gestuale per la percezione dell’immagine, Prinp Editore, Torino 2017, pp. 30, 32, 36, 216, ripr. col. p. 31.
Scheda a cura di Ilaria Bernardi e Maddalena Disch, 24/11/2021