Seleziona la tua lingua

MENU / OPERE SU CARTA

QRcode

Senza titolo (dalla serie dei “Disegni”), 1964

GPC-0042

Foglio da disegno con iscrizione a inchiostro nero, tubetti di colore

72.8 x 49.5 cm

Firmato e datato sul foglio da disegno, al recto, in alto a sinistra: “Giulio Paolini 1964”

Collezione dell'artista

Allestimento in espositore di plexiglas, da collocare su base bianca opaca (80 x 80 x 50 cm) oppure, in situazione domestica, su tavolo o altro piano orizzontale di appoggio.
Dimensioni dell’espositore: altezza 20 cm, larghezza e lunghezza variabili secondo le dimensioni del foglio da disegno, tali però da lasciare almeno 5 centimetri di respiro sui quattro lati.
Il foglio va disposto sul fondo dell’espositore, leggermente sfalsato e in posizione aperta (il lato firmato è da considerarsi come recto). La piegatura del foglio deve rimanere percettibile – eventualmente alzando di poco la parte superiore del foglio – per evitare l’effetto di appiattimento. I tre tubetti di colore vanno appoggiati sul foglio ravvicinati, ma fra loro sfalsati.

Un foglio da disegno, firmato e datato in alto a sinistra e piegato in quattro, contiene tre tubetti di colore, rispettivamente rosso, giallo e azzurro.
I tre oggetti sono accostabili ad altri strumenti di lavoro legati alla tecnica pittorica, che l’artista ha inserito in altre varianti dei cosiddetti
“Disegni”, quali un pennello e una spatola, o uno straccio sporco di colore (GPC-0031, 0036, 0037).
La serie dei
“Disegni” è stata realizzata nel 1964, in un numero sconosciuto di esemplari (fino a oggi ne sono noti una trentina). Da un esempio all’altro, il foglio da disegno rivela al suo interno un elemento cartaceo, un oggetto oppure un’immagine, che in molti casi rinvia – per implicita corrispondenza – al foglio medesimo o al concetto di disegno.
“Il titolo ‘
Disegni’, tra virgolette, è volto a disorientare l’osservatore di queste opere che sono e, al contempo, non sono dei disegni: lo sono, in quanto ne hanno la medesima natura (il supporto); non lo sono perché non accolgono alcun segno grafico”1. Il concetto di “disegno” viene infatti indagato anzitutto – talora in modo ironico – attraverso la natura del suo supporto convenzionale, il foglio di carta, mettendo in gioco la sua superficie, la sua estensione e la sua visibilità.
“Nei ‘
Disegni’ l’idea è di escludere qualsiasi tipo di intervento o di manipolazione diretta. Il foglio sigla perciò soltanto i termini di una pura coincidenza (la firma e l’anno) e trattiene, ma non elabora, quel dato materiale (un altro foglio, la matita, una riproduzione, uno strumento di lavoro) che risulta così implicato in un progetto senza intenzione né finalità”2.
In origine, l’artista aveva concepito la presentazione di queste opere in modalità ripiegata – enfatizzandone la provocazione e l’enigmaticità del fatto percettivo – come attesta un allestimento realizzato in studio
3. Di fatto, per ragioni espositive e funzionali, i “Disegni” vengono esposti con i fogli dischiusi, allestiti in un espositore o teca di plexiglas, per convalidarne l’estraneità rispetto al concetto ordinario di disegno destinato a una presentazione a parete.
La presenza dei tubetti di colore richiama un’opera precedente di Paolini,
Senza titolo del 1961, in cui tre tubetti di diverso colore, trattenuti su una tavola coperta da cotone da imballaggio e avvolta da un foglio di polietilene trasparente, trovano corrispondenza in tre piccoli riquadri di carta dello stesso colore, applicati sul polietilene4.

1 G. Paolini in conversazione con I. Bernardi, 22 ottobre 2012.
2 G. Paolini, Idem, Giulio Einaudi editore, Torino 1975, p. 42, nuova edizione Electa, Milano 2023, p. 68.
3 Cfr. Giulio Paolini 1960-1972, catalogo della mostra, Fondazione Prada, Milano 2003, ripr. p. 103.
4 Cfr. GPO-0012; M. Disch, Giulio Paolini. Catalogo ragionato 1960-1999, Skira editore, Milano 2008, vol. 1, cat. n. 12.

2019 Roma, Palazzo delle Esposizioni, Mostre in mostra. Roma contemporanea dagli anni Cinquanta ai Duemila/1, 30 maggio - 28 luglio, senza catalogo.
Scheda a cura di Ilaria Bernardi e Maddalena Disch, 30/01/2026