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GPC-0066

Due stampe fotografiche applicate l’una sull’altra

40 x 50 cm

Ubicazione sconosciuta

Come in altri casi della stessa epoca, l’applicazione del collage su un pannello (o una tavola) rivestito di tela era un modo in uso all’epoca per dare maggiore peso o valore all’opera. Oggi, oltre che apparire obsoleto, risulta un allestimento problematico, in quanto crea ambiguità sullo statuto dell’opera, che viene intesa come “quadro”. L’artista suggerisce di staccare il collage dalla tela, quindi di appoggiarlo su un supporto rigido (cartone) e di incorniciarlo in una teca di plexiglas (con sufficiente spazio libero di ca. 7 cm per lato).

1966 Milano, Galleria dell’Ariete, Giulio Paolini, dal 15 aprile, non ripr.
2024-25 Arte Povera #3, Mulier Mulier, Bruxelles, 16 novembre 2024 - 25 gennaio 2025.
F. Guzzetti, “Non si trattava di elaborare degli spazi astratti”: Giulio Paolini all’Ariete, 1966, in Spazi astratti. Interferenze fra architettura e arti a Milano 1945-1970, a cura di A.V. Navone, L. Tedeschi e S. Setti, Electa, Milano 2024, p. 128, non ripr.
Scheda a cura di Ilaria Bernardi e Maddalena Disch, 02/02/2026