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Il pastore al suo padrone, 2022

GPE-0152

Litografia

Fedrigoni Tintoretto

30 x 30 cm

Firmato al recto, in basso a destra: “Giulio Paolini”

Numerazione autografa al recto, in basso a sinistra

35 esemplari in numeri arabi da 1/35 a 35/35
20 esemplari in numeri romani da I/XX a XX/XX

Edizioni l’Obliquo, Brescia

Grafica Sette Srl e Seven Media, Bagnolo Mella (Brescia)

L’edizione è realizzata dalle Edizioni l’Obliquo, Brescia – dirette da Giorgio Bertelli – in occasione della pubblicazione del poema Le berger à son maître (1920) di Antonin Artaud, a cura di Pasquale Di Palmo. L’opera sigla la trentennale collaborazione tra l’artista torinese e l’editore bresciano, avviata nel 1991 con un’altra pubblicazione di Antonin Artaud (cfr. L’ombelico dei limbi, 1991, GPE-0082). Inaugura inoltre una triplice collaborazione tra Bertelli e Paolini, proseguita con altre due cartelle grafiche dedicate a uno scrittore francese del XX secolo (cfr. Nodo scorsoio, GPE-0155 e Progetto, GPE-0157).

Cartella a due ante in cartoncino bianco, con tasca interna, formato chiuso 30.5 x 30.5 cm; in copertina titoli in rosso e nero (titolo, autori, curatore, editore). Contiene un frontespizio (al recto identico alla copertina, ma con titolo in nero, al verso ringraziamento e copyright), un foglio con la poesia di Antonin Artaud (in francese e italiano), un foglio con una nota di Pasquale di Palmo, la tavola e il colophon.

Riporta informazioni relative allo stampatore, alla tiratura, alla tecnica di stampa, al tipo di carta, al luogo e alla data di stampa (Brescia, 1 gennaio 2022). Numerazione in basso al centro.

Poesia di Antonin Artaud, Le berger à son maître (1920).
Nota di Pasquale di Palmo riferita alla poesia di Artaud e alla collaborazione trentennale di Paolini con le Edizioni l’Obliquo.

Sullo sfondo del cielo notturno, il giovane soffiatore di bolle di sapone, ripreso dal dipinto Les bulles de savon (1734 ca.) di Jean-Baptiste-Siméon Chardin, è correlato a tre tondi, in modo che sembrino “soffiati” dal giovinetto.
In chiave metaforica, il protagonista è una controfigura dell’autore, colto nel suo passatempo preferito: il suo “soffio” allude al divenire di un’opera. Nello stesso tempo, la dispersione delle “bolle di sapone” è anche una
vanitas riferita all’atto creativo: da un’opera all’altra, l’autore rinnova la (vana) illusione di dare corpo a una dimensione assoluta e ineffabile, rappresentata dal cosmo.
Il tema iconografico del soffiatore di bolle di sapone è introdotto da Paolini nel proprio lavoro all’inizio degli anni Novanta (cfr. tra le edizioni GPE-0072 e GPE-0079). Il collage dal quale l’edizione trae origine (GPC-2010) risale infatti al 1990: proprio l’atmosfera cosmica ha suggerito all’editore questa scelta per accompagnare in un silenzioso dialogo il poema di Antonin Artaud incluso nella cartella grafica e ripreso nel titolo dell’edizione.

Figura: Jean-Baptiste-Siméon Chardin, Les bulles de savon, 1734 ca., olio su tela, 61 x 63.2 cm, The Metropolitan Museum of Art, New York.

Scheda a cura di Bettina Della Casa e Maddalena Disch, 03/02/2026