Senza titolo, 1990
GPC-2010
Inchiostro nero e collage su carta
33 x 33 cm
Firmato e datato al verso, al centro: “Giulio Paolini / 1990”
Collezione privata, Brescia
Sullo sfondo del cielo notturno, il giovane soffiatore di bolle di sapone, ripreso dal dipinto Les bulles de savon (1734 ca.) di Jean-Baptiste-Siméon Chardin, è correlato a tre tondi, in modo che sembrino “soffiati” dal giovinetto.
In chiave metaforica, il protagonista è una controfigura dell’autore, colto nel suo passatempo preferito: il suo “soffio” allude al divenire di un’opera. Nello stesso tempo, la dispersione delle “bolle di sapone” è anche una vanitas riferita all’atto creativo: da un’opera all’altra, l’autore rinnova la (vana) illusione di dare corpo a una dimensione assoluta e ineffabile, rappresentata dal cosmo.
L’opera è tra i primi esempi del tema iconografico del soffiatore di bolle di sapone, introdotto nel 1990 e divenuto nel tempo tra i più caratteristici del repertorio paoliniano (cfr. tra le opere su carta GPC-1712, GPC-0800, GPC-0832, GPC-1082, tra le opere di grande formato GPO-0679, GPO-0698, GPO-0714, GPO-0884).
Nel 2022 il collage è stato utilizzato per l’edizione grafica Il pastore al suo padrone, documentata nel Catalogo ragionato online delle edizioni e dei multipli al numero GPE-00152.
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Figura: Jean-Baptiste-Siméon Chardin, Les bulles de savon, 1734 ca., olio su tela, 61 x 63.2 cm, The Metropolitan Museum of Art, New York.