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Contemplator enim, 1991

GPO-0681

Matita su tela preparata, su tela rovesciata e su parete, calchi in gesso, teca di plexiglas

Due tele 170 x 130 cm ciascuna, due calchi 39 x 138 x 5 cm ciascuno, teca 71 x 71 x 35 cm, misure complessive variabili

Sammlung Siegfried Weishaupt

1991, Rivoli, Castello di Rivoli: la disponibilità di una parete molto lunga induce l'artista a integrare il disegno prospettico alle due estremità con due riquadri delle medesime dimensioni della teca di plexiglas. L’opera è esposta insieme a Hic et nunc (Le Radeau de la Méduse) (GPO-0680), in modo che la teca riceva il fascio di luce inviato dal proiettore appartenente a quel lavoro.
1991,
New York, SteinGladstone Gallery: l’allestimento riproduce fedelmente quello originale presentato a Rivoli.

Il tracciato lineare sulla parete inscrive le due tele – orientate l’una al recto e l’altra al verso e sormontate ciascuna dal calco in gesso di un timpano classico – nel disegno in prospettiva di un ambiente. Entrambe le tele recano delineate, a loro volta, un’inquadratura spaziale, come fossero due porte affacciate verso un ambiente ulteriore1. Fra le due tele, in corrispondenza del centro della parete e del punto di fuga della prospettiva, si trova una teca di plexiglas vuota.
La locuzione latina del titolo – "osserva dunque" – è ripresa da un passaggio del
De rerum natura di Lucrezio, in cui lo sguardo è invitato a contemplare il movimento degli atomi catturati nel fascio di luce di alcuni raggi di sole filtrati in una stanza buia2.
Con la complicità del titolo, il motivo della stanza vuota indica uno spazio invalicabile, riservato al teatro delle immagini piuttosto che alla scena del mondo. “Non a caso – dichiara l’artista – le due porte che nella realtà delimitano la stanza sono raffigurate da due tele, o meglio da una sola tela che, orientata al recto e al verso, si presenta al tempo stesso aperta e chiusa”
3. Il palcoscenico disabitato, da cui l’autore si è dichiaratamente ritirato, invita a osservare la scena silenziosa che prelude al manifestarsi di un’eventuale e imprevedibile apparizione nel luogo deputato della rappresentazione, caratterizzato dagli artifici e dai trompe l’oeil distintivi della sua dimensione.
Lo stesso tema è stato sviluppato in una variante coeva (GPO-0683), così come in una versione ulteriore ideata nel medesimo anno per Christian Stein (GPO-0684).
Il titolo e l’iconografia di Contemplator enim costituiscono, in generale, un ambito formale e concettuale distintivo dei primi anni Novanta (cfr. tra gli altri la pubblicazione dell’artista intitolata Contemplator enim, Hopefulmonster editore, Firenze 1991).

1 La situazione riprende quella dell'atrio d'ingresso dell'abitazione dell'artista, con le due porte sullo sfondo orientate verso gli spazi di soggiorno.
2 Lucrezio, De rerum natura, libro II, v. 114 sgg.
3 G. Paolini in conversazione con M. Disch (2005), in M. Disch, Giulio Paolini. Catalogo ragionato 1960-1999, Skira editore, Milano 2008, vol. 2, cat. n. 681, p. 694.

Titolo tratto da Lucrezio, De rerum natura, libro II, versi 114-115 (“Contemplator enim, cum solis lumina cumque inserti fundunt radii per opaca domorum” / ”Osserva quando s’infiltrano in una camera buia e vi portano la luce i raggi del sole”).

1991 Rivoli, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Anteprima 1. Giulio Paolini, 4 maggio - 30 giugno, ripr. pp. 13, 17 (vedute dell’opera in mostra), alle pp. 10-11 riproduzione di un disegno in scala dell’opera, riferimento nel testo di G. Verzotti pp. 5-6, 8.
1991 New York, SteinGladstone Gallery, Giulio Paolini, 26 ottobre - 21 dicembre.
G. Paolini nell’intervista di M. Bourel, Giulio Paolini, contemplateur donc, in “Art Press”, n. 164, Parigi, dicembre 1991, pp. 18-19 (ripubblicato in italiano in Giulio Paolini. La voce del pittore - Scritti e interviste 1965-1995, a cura di M. Disch, ADV Publishing House, Lugano 1995, pp. 258-59).
G. Paolini in conversazione con M. Disch (2005), in M. Disch, Giulio Paolini. Catalogo ragionato 1960-1999, Skira editore, Milano 2008, vol. 2, cat. n. 681, p. 694.
M. Bourel, Giulio Paolini, contemplateur donc, in “Art Press”, n. 164, Parigi, dicembre 1991, ripr. pp. 16-17 (veduta espositiva Rivoli 1991).
D. Scudero, È il mondo che gira, in “Opening”, n. 22, Roma, marzo 1994, ripr. s.p. (veduta espositiva Rivoli 1991).
M. Disch, Giulio Paolini. Hors-d’œuvre, in Giulio Paolini. La voce del pittore - Scritti e interviste 1965-1995, a cura di M. Disch, ADV Publishing House, Lugano 1995, pp. 96-98, 100, ripr. n. 39 (veduta espositiva Rivoli 1991).
Castello di Rivoli 20 anni d’arte contemporanea, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli, Skira editore, Milano 2005, ripr. col. pp. 140-141 (veduta espositiva Rivoli 1991).
A. Zevi, Peripezie del dopoguerra nell’arte italiana, Giulio Einaudi editore, Torino 2005, p. 366, non ripr.
M. Disch, Giulio Paolini. Catalogo ragionato 1960-1999, Skira editore, Milano 2008, vol. 2, cat. n. 681, pp. 694-695, ripr. (veduta espositiva Rivoli 1991).
Collezione Christian Stein. Una storia dell'arte italiana / A History of Italian Art, IVAM Institut Valencià d'Art Modern, Valencia e Museo Cantonale d'Arte, Lugano, Mondadori Electa, Milano 2010, ripr. col. p. 317 (veduta espositiva New York 1991).
Imaginae 1960-1990, catalogo della mostra, Fondo Giov-Anna Piras, Asti 2011, ripr. s.p. (veduta espositiva Rivoli 1991).
Ragione e furore. Lucrezio nell’Italia contemporanea, a cura di F. Citti e D. Pellacani, Edizioni Pendragon, Bologna 2020, pp. LIV-LV, 15-17, ripr. n. 73.
Scheda a cura di Maddalena Disch , 30/01/2026