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Aria, 1983-84

GPO-0529

Collage fotografico montato tra sagome di plexiglas, foglie d’alloro, frammenti fotografici, lastra di plexiglas, cavo d’acciaio

Elemento sospeso 210 x 190 cm, lastra di plexiglas 100 x 100 cm

Musée d’art contemporain de la Haute-Vienne – Château de Rochechouart, Rochechouart

Acquistato nel 1987 dal Fonds national d’art contemporain, CNAP, Parigi (n. inv. 3406);
dall'1 febbraio 1988 in deposito, dal 2007 assegnato alla collezione del Musée départemental d’art contemporain, in seguito Musée d’art contemporain de la Haute-Vienne – Château de Rochechouart, Rochechouart, e nel 2009 trasferito al museo, n. inv. 2009.11

L’angelo deve essere allestito a una distanza dal soffitto di almeno 80-100 cm in modo da oscillare liberamente e a una distanza dal suolo di circa 180-200 cm. La fruizione dell’opera richiede sufficiente respiro tutt’intorno (almeno 150 cm di distanza da altre opere o elementi architettonici, in modo che l’angelo possa oscillare liberamente) e la possibilità per il pubblico di deambulare a 360 gradi intorno all’opera senza altre interferenze visive. L’ambiente espositivo deve avere un’altezza minima di 5.50 metri – per consentire un’adeguata oscillazione e visibilità dell’angelo – ed essere dotato di un soffitto che consenta di fissare stabilmente il cavo di sospensione.

Una figura alata costituita da un collage fotografico con prelievi da riproduzioni di opere di Antonio Canova – montato tra due sagome di plexiglas sospese al soffitto mediante un cavo d’acciaio – oscilla a mezz’aria in posizione capovolta. A terra una lastra di plexiglas trattiene al suolo alcuni particolari fotografici di altre opere dell'artista ritagliati a forma di foglia, mentre sopra la lastra e tutt’intorno sono sparse delle foglie d’alloro.
Il titolo allude alla condizione di una forma instabile, sospesa nell’aria, e nello stesso tempo all’omonimo motivo musicale.
Lo stesso soggetto è stato elaborato in altre tre varianti, realizzate tra il 1983 e il 1988 (GPO-0502, GPO-0528, GPO-0626).

Figura: Antonio Canova, Genio funebre del Sepolcro di Clemente XIII, 1787-92, marmo, 820 x 630 x 254 cm, Basilica di San Pietro, Roma (riproduzione tratta da L’opera completa di Canova, collana “Classici dell’arte”, n. 213, Rizzoli, Milano 1976, tav. XI).
Ali: Antonio Canova, Genio destro del
Cenotafio degli Stuart, 1817-19, marmo, 560 x 280 x 140 cm, Basilica di San Pietro, Roma (riproduzione tratta da L’opera completa di Canova, collana “Classici dell’arte”, n. 213, Rizzoli, Milano 1976, tavv. LVIII e LIX).

1985 Parigi, Galerie Maeght Lelong, Giulio Paolini. Melanconia ermetica, 14 maggio - 29 giugno, citato come esposto p. 32 n. 4, non ripr.
1985-86 Jouy-en-Josas, Fondation Cartier, Sculptures. Première approche pour un parc, 6 ottobre 1985 - 15 gennaio 1986, ripr. p. 50 (veduta espositiva Parigi 1985).
1990 Montbéliard, Musée du Château, Mémoires d’artistes, 16 giugno - 4 settembre, citato come esposto p. 54, ripr. p. 27.
1990-91 Barcellona, Fundació Joan Miró, Antiguitat-modernitat en l’art del segle XX, 13 dicembre 1990 - 10 febbraio 1991, citato come esposto p. 220, ripr. col. p. 173.
1991 Parigi, Espace Art Défense, 30 œuvres du Fonds National d’Art Contemporain à La Défense, 26 giugno - 26 settembre, scheda di J.-F. Taddei p. 44, ripr. p. 45.
1994-95 Bordeaux, capc Musée d’art contemporain, Pour les chapelles de Vence, 25 novembre 1994 - 19 febbraio 1995, non ripr.
1996 Nizza, Musée d’Art Moderne et d’Art Contemporain, Chimériques Polymères. Le plastique dans l’art contemporain, 29 giugno - 14 settembre, citato come esposto p. 239, ripr. p. 204, scheda di J.L. Maubant p. 204.
2005 Reims, Palais du Tau, Anges, dal 25 giugno, senza catalogo.
2018-19 Milano, Fondazione Carriero, Giulio Paolini. Del Bello ideale, 26 ottobre 2018 - 10 febbraio 2019, ripr. col. vol. 1 pp. 146-147, 148-149 (vedute dell’opera in mostra), ripr. b/n vol. 1 p. 174 (veduta espositiva Parigi 1985).
G. Celant, The Knot Arte Povera, Umberto Allemandi & C., Torino 1985, ripr. p. 161 (veduta espositiva Parigi 1985); edizione italiana: Arte Povera, Umberto Allemandi & C., Torino 1989, ripr. p. 167; edizione francese: Arte Povera, Art Édition, Villeurbanne 1989 ripr. p. 175.
Neoclassico. La ragione, la memoria, una città: Trieste, a cura di F. Caputo e R. Masiero, Marsilio Editori, Venezia 1990, ripr. p. 24 (veduta espositiva Parigi 1985; volume complementare al catalogo della mostra Neoclassico. L’attualità: arte, architettura, design, Civico Museo Revoltella, Galleria d’Arte Moderna, Trieste 1990).
La Collection 1985-1991, Château de Rochechouart, Musée Départemental d’Art Contemporain, Rochechouart 1991, scheda di G. Tosatto p. 100, ripr. col. p. 101, citato nell’elenco delle opere in collezione p. 142.
E. Clausen, La vocazione teatrale dell’opera d’arte, in “art’o”, n. 12, Bologna, autunno 2002, ripr. p. 34 (veduta espositiva Parigi 1985).
G. Lista, Arte Povera, 5 Continents Editions, Milano 2006, scheda p. 49, ripr. col. n. 34.
M. Disch, Giulio Paolini. Catalogo ragionato 1960-1999, Skira editore, Milano 2008, vol. 2, cat. n. 529, p. 541, ripr. (veduta espositiva Parigi 1985).
Flying Too Close to the Sun. Myths in Art from Classical to Contemporary, a cura di James Cahill, Phaidon Press Ltd, Londra 2018, p. 86, ripr. (veduta espositiva Parigi 1985).
Giulio Paolini. A come Accademia, catalogo della mostra, Accademia Nazionale di San Luca, Roma, Gangemi Editore, Roma 2023, ripr. p. 193 (veduta espositiva Parigi 1985), ripr. col. pp. 286-287 (veduta espositiva Milano 2018).
Lo stato dell’arte. 5 domande / 3 artisti. Intervista a Giulio Paolini, in “Inside Art”, a. 19, n. 128, Roma, luglio 2023, ripr. pp. 72-73 (veduta espositiva Parigi 1985).
Scheda a cura di Maddalena Disch , 30/01/2026