Lezione di pittura, 1995
GPO-0752
Collage su carta, matita su parete
Tre elementi incorniciati 100 x 70 cm ciascuno, misure complessive 100 x 213 cm
Collezione privata
Una figura maschile seduta, in atteggiamento assorto, è ambientata al centro di una sequenza alterna di pieni e vuoti, chiari e scuri: nel primo dei tre elementi accostati a brevi intervalli, un passe-partout bianco inquadra un foglio grigio che reca applicato al centro un riquadro bianco; nell’elemento centrale un passe-partout bianco lascia intravedere un riquadro più piccolo delineato sulla parete; nel terzo elemento un passe-partout bianco incornicia un foglio nero con un riquadro vuoto al centro.
Controfigura dell’autore, il personaggio sembra meditare sul “suo” quadro – che nel gioco combinatorio di inquadrature resta una traccia in controluce, un’ipotesi sfuggente – nell’attesa dell’ispirazione o di una rivelazione.
La “lezione” menzionata nel titolo vuole alludere, secondo l’artista, all’impossibilità di teorizzare alcunché sulla pittura: “Non ho mai tenuto una lezione di pittura perché non ho mai insegnato un’arte che nessuno può credere di poter imparare”1.
L’opera fa parte di un gruppo di lavori omonimi, realizzati fra il 1994 e il 1998 (sia nel grande formato sia come collages), che hanno quale comune denominatore il personaggio seduto, con la testa fra le mani.
1 G. Paolini, Lezione di pittura, Exit Edizioni, Lugo (Ravenna) 1995, p. 9.
Lionello Balestrieri, Beethoven, 1900, olio su tela, 202 x 420 cm, Museo Revoltella, Trieste.
| 1995 | Torino, Galleria 1000eventi e Bloomsbury Books & Arts, Giulio Paolini. Lezione di pittura, giugno. |
| • | G. Paolini, Lezione di pittura, Exit Edizioni, Lugo (Ravenna) 1995, p. 9. |
| • | M. Disch, Giulio Paolini. Catalogo ragionato 1960-1999, Skira editore, Milano 2008, vol. 2, cat. n. 752, p. 765, ripr. col. |