Prologo, 1993
GPC-0873
Litografia fustellata, matita, matita rossa e collage su carta
50 x 70 cm
Firmato, titolato e datato al verso, al centro: “ “Prologo” / Giulio Paolini / 1993”
Collezione privata, Bologna
La riproduzione fotografica di uno scalone monumentale reca al centro, in corrispondenza di una cornice dorata, un ritaglio rettangolare. Da questo “quadro” cieco, situato nel punto di fuga della veduta prospettica, si affaccia un rettangolo bianco, delle medesime dimensioni, che trova riscontro negli altri rettangoli applicati in ordine sparso tutt’intorno all’immagine, di dimensioni crescenti verso il primo piano e recanti un disegno che accenna a ulteriori riquadri. Un tracciato a matita rossa prolunga le diagonali del quadro centrale fin quasi ai margini del foglio.
La dispersione di riquadri rinvia al tentativo, costantemente rinnovato dall’artista, di dare un volto al quadro, o meglio di interrogare la possibilità stessa che possa averne uno. Il prolungamento delle diagonali suggerisce un numero potenzialmente illimitato di ipotesi, così come il titolo rinvia al momento che precede l’inizio della narrazione o dello spettacolo, in cui nulla è definito e tutto è ancora possibile.
In senso lato, il titolo designa la condizione o piuttosto la dimensione propria di ogni lavoro di Paolini, a partire dal suo primo quadro, Disegno geometrico (GPO-0001) – qui evocato attraverso le diagonali rosse – che nel 1960 si limitava a proporre la squadratura geometrica della superficie, preliminare a qualsiasi immagine.
Lo stesso tema conosce alcune varianti realizzate tra il 1993 e il 1994 (cfr. tra le opere di grande formato GPO-091 e tra le opere su carta GPC-0899, GPC-2339, GPC-0883). Il titolo ricompare in due opere su carta del 2016-17, formalmente diverse, ma concettualmente comparabili (GPC-1570, GPC-1986).
L’opera costituisce il collage originale dell’edizione grafica dallo stesso titolo, realizzata nel medesimo anno e documentata nel Catalogo ragionato online delle edizioni e dei multipli al numero GPE-0092.