Seleziona la tua lingua

I volumi monografici commissionati dalla Fondazione a storici dell’arte prendono in esame ciascuno un’opera di Giulio Paolini appartenente alla collezione della Fondazione. La copertina e un inserto a fisarmonica sono ideati dall’artista.
La collana è realizzata in collaborazione con Corraini Edizioni, Mantova.
13 x 21 cm, illustrazioni b/n e a colori, in italiano e in inglese.
Per acquistare i libri clicca qui.

 

In_collezione_1_Cover_Foto_Vianello.jpg

In_collezione_1_Inserto_Foto_Vianello.jpg

Barbara Satre, Giulio Paolini. Essere o non essere, 1994-95, “In collezione”, n. 1, 2014 (96 pagine)

L’indagine critica pone in luce uno dei temi d’affezione di Paolini, costantemente rimesso in scena nella propria ricerca: il cammino verso l’opera, il progetto dell’opera in divenire. Le riflessioni di Barbara Satre sono integrate con una postfazione di Maddalena Disch e con una sezione di apparati che include dettagli tecnici sull’opera, riferimenti espositivi e bibliografici, nonché una breve antologia critica.

In_collezione_2_Cover_Foto_Corraini.jpg

In_collezione_2_Inserto_Foto_Corraini.jpg

Elisabetta Trincherini, Giulio Paolini. Delfo (IV), 1997, “In collezione”, n. 2, 2015 (80 pagine)

Il filo conduttore delle riflessioni svolte è il rapporto tra autore e spettatore, indagato attraverso la costruzione spaziale e il linguaggio fotografico sottesi all’opera. L’analisi è guidata da riferimenti scientifici, filosofici e storico-artistici, nonché da puntuali richiami ad altri lavori dell’artista.

In_collezione_3_Cover_Foto_MD.jpg

In_collezione_3_Inserto_Foto_MD.jpg

Johannes Meinhardt, Giulio Paolini. Senza titolo, 1961, “In collezione”, n. 3, 2015 (96 pagine)

Attraverso un percorso storico-artistico che rintraccia la messa in discussione della pittura e del concetto di quadro intorno al 1960, così come attraverso un’attenta disamina di altre opere dell’artista, Johannes Meinhardt enuclea l’originalità degli assunti sviluppati da Paolini nei primi cinque anni della sua attività.

In_collezione_4_Cover_Foto_MD.jpg

In_collezione_4_Inserto_Foto_Corraini.jpg

Riccardo Cuomo, Giulio Paolini. Lo spazio, 1967, “In collezione”, n. 4, 2016 (96 pagine)

L’autore si sofferma in particolare sull’intricata sovrapposizione fra aspetti concettuali e fisico-percettivi che distinguono l’opera in esame. Cuomo pone inoltre a confronto la componente tautologica e linguistica de Lo spazio con alcuni lavori coevi di Luciano Fabro e Alighiero Boetti, così come con altre opere dello stesso Paolini. 

In_collezione_5_CoverInterno_Foto_Corraini.jpg

In_collezione_5_Inserto_Foto_Corraini.jpg

Laura Iamurri, Giulio Paolini. Teresa nella parte di Giovanna d’Arco in prigione (tavola ottica), 1969, “In collezione”, n. 5, 2018 (72 pagine)

L’autrice analizza l’opera a partire dalla fonte dell’immagine utilizzata e dalla produzione coeva dell’artista. Riflettendo sui nessi con il film Blow-Up di Michelangelo Antonioni, Iamurri sviluppa nuovi percorsi di lettura intorno ai motivi e ai temi messi in gioco da Paolini, con particolare attenzione all’atto visivo.

In_collezione_6_Cover_Foto_Corraini.jpg

In_collezione_6_Inserto_Foto_Corraini.jpg

Fabio Belloni, Giulio Paolini. Disegno geometrico, 1960, “In collezione”, n. 6, 2019 (128 pagine)

Nel 1960 Giulio Paolini ha realizzato un’opera con l’aiuto di un manuale, un tiralinee e un compasso; alcuni anni dopo ha riconosciuto in quel quadro il proprio battesimo d’artista. Fabio Belloni propone la prima lettura critica di Disegno geometrico, indagando la genesi, i significati e il valore del suo formidabile ruolo nelle vicende sia dell’autore sia della contemporaneità artistica.