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Il momento della verità, 2008

GPC-1100

Litografia con ritaglio centrale montata tra due lastre di plexiglas, cavi d’acciaio

61 x 49 cm

Firmato al recto, in basso a destra: “Giulio Paolini”, numerazione, in basso a sinistra: “3/100”

Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino

Donazione dell’artista, 2008

L’opera prevede un allestimento nell’area centrale dell’ambiente (mai a ridosso di una parete), in modo da garantire sufficiente profondità di campo allo sguardo che la attraversa. Le due lastre devono essere sospese al soffitto mediante due cavi d’acciaio.
La presenza di una o più altre opere nello stesso ambiente non è vincolante; il lavoro può orientare lo sguardo anche verso uno scorcio d’ambiente o un paesaggio esterno.
Le staffe di metallo che nella prima presentazione nel 2008 trattenevano l’opera anche al suolo sono tuttora conservate presso il Castello di Rivoli, ma non sono vincolanti nell’allestimento, anzi, è preferibile ometterle.

Si tratta di un esemplare dell’edizione Immacolata Concezione. Senza titolo / Senza autorem, 2008 (GPE-0117), in cui l’artista ha praticato un ritaglio ortogonale nell’area centrale (come fosse un foglio ritagliato, simile a quelli riprodotti tutt’intorno); il foglio è trattenuto fra due lastre di plexiglas, sospese al soffitto mediante due cavi d’acciaio. L’immagine riproduce la visione dall’occhio sinistro di una figura accomodata su un divano e intenta a disegnare.
L’opera allestita nell’ambiente fissa un punto di osservazione, fungendo, per mezzo del ritaglio vuoto ad altezza d’occhio, da “cannocchiale” che orienta lo sguardo dello spettatore verso altri lavori esposti. Soggetto dell’opera è pertanto l’atto visivo medesimo, connotato attraverso il titolo come “momento della verità”, attraverso il quale l’occhio costruisce un’immagine o mette a fuoco un dato visivo.
L’opera ha conosciuto finora due allestimenti, entrambi ideati dall’artista per il Castello di Rivoli: nel 2008, nella mostra “Una stanza tutta per sé” per la quale l’opera è stata ideata, segnava il punto di vista verso l’assieme delle altre opere di Paolini riunite nella stanza. Nel 2010, invece, allestita al centro dell’ambiente, orientava lo sguardo verso il lavoro
Detto (non) fatto (GPO-0991) presentato sulla parete di fronte.

Immagine al centro tratta da Conrad G. Mueller, Mae Rudolph et al., Luce e visione, Mondadori, Milano 1968, p. 149.

2008-09 Rivoli, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Una stanza tutta per sé, 2 aprile 2008 - 18 gennaio 2009, senza catalogo.
2010-11 Rivoli, Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea, Tutto è connesso. Opere della collezione del Castello di Rivoli 1998-2009, 8 giugno 2010 - settembre 2011, senza catalogo.
Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea. La Residenza Sabauda – La Collezione, Skira editore, Milano 2008, p. 414, ripr. col. pp. 416-417 (veduta espositiva Rivoli 2008).
Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea. La storia e le collezioni, a cura di C. Christov-Bakargiev e M. Beccaria, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli, Umberto Allemandi & C., Torino 2023, vol. II, p. 821 (riferimento nel testo di M. Beccaria), ripr. col. p. 829.
M. Beccaria, Il modello in persona, in Giulio Paolini. Et in Arcadia ego, catalogo della mostra, Galleria d’Arte Moderna Achille Forti, Verona, Manfredi Edizioni, Imola 2024, p. 61, non ripr.
Scheda a cura di Maddalena Disch, 27/04/2026