Senza titolo, 1970
GPC-0175
Collage su carta
33.7 x 47.8 cm
Firmato e datato al verso, al centro: “Giulio Paolini / 1970”
Collezione privata
La fotografia di una superficie sfocata – si tratta di un particolare ingrandito a dismisura, fino a diventare illeggibile – applicata su un foglio di supporto più grande, è parzialmente nascosta da particolari lacerati della stessa immagine. Altri frammenti più piccoli si disperdono sul foglio bianco, tutt’intorno alla superficie fotografica.
“La deflagrazione sottende una messa in discussione dell’immagine e in particolare della sua estensione, che, in questo caso, può essere quella circoscritta dal riquadro fotografico, oppure quella delineata dai frammenti che fuoriescono dalla loro copia. Contaminare l’interezza dell’immagine con frammenti dell’immagine medesima che precipitano sulla sua superficie e che da questo ‘impatto’ generano altri frammenti proiettati verso l’esterno, significa mettere in scena un ambiguo gioco di ipotesi su quale sia e fin dove arrivi lo spazio della rappresentazione che stiamo osservando”1.
L’opera rappresenta il primo esempio finora noto di deflagrazione di frammenti lacerati – con progressivo diradamento e graduale diminuzione delle dimensioni dal centro verso l’esterno – intesa a disperdere i confini o l’integrità, e quindi la leggibilità di un’immagine.
Il dettaglio ingrandito fino all’indecifrabilità è accostabile, sul piano concettuale, alle sperimentazioni sviluppate in opere su tela dello stesso periodo, quali i Fotogrammi della luce (cfr. da GPO-0171 a GPO-0174).
1 G. Paolini in conversazione con I. Bernardi, 12 dicembre 2012.
| • | I. Bernardi, Giulio Paolini. Opere su carta: un laboratorio gestuale per la percezione dell’immagine, Prinp Editore, Torino 2017, pp. 92, 94, ripr. col. p. 93. |