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GPC-0961

Inchiostro nero e collage su carta

25 x 33 cm

Firmato e datato al verso, in alto al centro: “Giulio Paolini 1966”

Collezione privata, Santa Maria Capua Vetere

Nell’immagine fotografica di Ugo Mulas che riproduce Lucio Fontana nel proprio studio, mentre sembra accingersi a eseguire un taglio sulla tela situata davanti a sé1, Paolini ha inserito un riquadro monocromo, di colore rosa, in corrispondenza dell’inquadratura della finestra al centro dell’immagine, come a occultare con una superficie cieca la prospettiva sul paesaggio esterno. Paolini ha inoltre iscritto la dedica “A Lucio Fontana”, in lettere maiuscole distribuite a intervalli equidistanti su tre file, secondo una modalità sperimentata in altre opere dello stesso anno.
In un successivo omaggio all’artista milanese, ideato per un numero della rivista “NAC Notiziario Arte Contemporanea” nel febbraio del 1970, Paolini evoca quest’opera nei termini seguenti: “Nel mese di febbraio del 1966, Lucio Fontana ‘vide’ il cielo, incorniciato nella finestra del suo studio, dello stesso colore della tela che aveva davanti a sé”
2.

1 L’immagine fa parte della serie scattata da Mulas nel 1964, in cui Fontana, con una lama in mano, finge di apprestarsi a realizzare un taglio su una tela intonsa (sulla quale, di fatto, era già intervenuto precedentemente).
2 G. Paolini, in “NAC Notiziario Arte Contemporanea”, n. 31, Milano, 15 febbraio 1970, p. 26. Secondo la memoria dell’artista, la data evocata si riferisce con ogni probabilità alla sua prima e unica visita nello studio di Fontana, insieme a Luciano Pistoi.

Ritratto di Lucio Fontana nel proprio studio scattato da Ugo Mulas, 1966.

A. Acoccella, “Paolini, Giulio”, in Dizionario Lucio Fontana, a cura di L. P. Nicoletti, Quodlibet, Macerata 2023, p. 408, non ripr.
Scheda a cura di Maddalena Disch, 20/04/2026