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Contemplator enim, 1991

GPE-0080

Litografia

Sette tavole 70 x 50 cm ciascuna

Firmato al colophon della cartella: “Giulio Paolini”

Numerazione autografa al colophon della cartella

100 esemplari in numeri arabi da 1/100 a 100/100
30 esemplari in numeri romani da I/XXX a XXX/XXX

Galleria Christian Stein, Milano-Torino

Tipografia Torinese, Grugliasco (Torino)

L’edizione è realizzata dalla Galleria Christian Stein, Milano-Torino, in concomitanza con la pubblicazione del libro di Paolini con lo stesso titolo e gli stessi contenuti. Nel libro, articolato in sette capitoli, le tavole sono affiancate agli scritti, mentre nella cartella grafica le sette tavole sciolte sono accompagnate da un bifoglio con i testi. Il titolo Contemplator enim sigla un preciso ambito tematico sviluppato dall’artista nel 1991, che trova espressione tra l’altro in un’opera coeva commissionata all’artista da Christian Stein per il giardino della sua abitazione milanese (cfr. GPO-0684).

Cartella a due ante in similpelle nera, con dorso in tela nera e tre nastri di chiusura neri, con tre lembi, formato chiuso 70.5 x 51 x 1 cm; al piatto anteriore etichetta con titoli in nero su fondo bianco (autore, titolo). Contiene le sette tavole e tre bifogli: il primo con frontespizio (prima facciata) e colophon (terza facciata), gli altri due con un testo dell’artista, rispettivamente in italiano e inglese.

Riporta informazioni relative alle tavole, alla tiratura, all’autore delle fotografie costitutive delle tavole (Paolo Mussat Sartor), alla data di stampa (marzo 1991), all’editore e allo stampatore. Numerazione e firma al centro.

Ripubblicazione integrale del testo dell’artista redatto per il libro coevo Contemplator enim, Galleria Christian Stein, Torino-Milano e Hopefulmonster editore, Firenze 1991. Dopo l’avvertenza (Mai più una mostra), si susseguono sette capitoli numerati e titolati: I. Pro memoria [antologia di scritti e note 1963-1989], II. Rovine future, III. La città proibita, IV. Fuoco fatuo, V. L’ospite, VI. Fuori l’autore, VII. Contemplator enim.

Le nove tavole, incorniciate singolarmente senza passe-partout, devono essere allestite in sequenza orizzontale, a brevi intervalli regolari l’una dall’altra (misure complessive circa 71 x 370 cm). L’ordine di successione è vincolante: la prima reca al centro un modello su un piedistallo nero, la seconda un set fotografico, la terza è animata da una coppia di valletti, la quarta propone un’antica veduta in prospettiva, la quinta un autoritratto disegnato dell’artista, la sesta uno scorcio della tela rovesciata delle Meninas di Velázquez, l’ultima una struttura modulare.

Le sette tavole riproducono due vedute dell’atrio d’ingresso dell’abitazione torinese di Giulio Paolini – una prospettiva angolare nella prima e nell’ultima tavola, una prospettiva frontale nelle tavole intermedie – che di volta in volta si fanno teatro di un diverso episodio.
Nella prima tavola, il modello di un ambiente espositivo, posato su un piedistallo nero, ospita sullo sfondo una superficie bianca, un quadro senza volto. Nella seconda tavola, un riflettore a soffitto dialoga con una fotografia, disposta in diagonale, che riproduce un fotografo intento a disporre le luci di un set fotografico. Nella terza tavola, una coppia di valletti in costume teatrale trattiene sette particolari fotografici (tanti quanti le tavole della cartella stessa) di cocci in gesso
1. Nella quarta tavola, un’antica veduta di Piazza Vittorio Veneto a Torino (sulla quale si affaccia l’abitazione di Paolini) funge da fondale, mentre al centro, in corrispondenza del punto di fuga della prospettiva, una mano trattiene un foglio bianco che si disperde in frammenti, sparsi al di qua dell’illusoria prospettiva cittadina. Nella quinta tavola, un autoritratto disegnato dell’artista, con una puntina da disegno in corrispondenza dell’occhio sinistro, si sovrappone all’immagine di una tela bianca, posata su un cavalletto, per alludere al ruolo di “ospite” assunto dall’autore di fronte all’opera2. Nella sesta tavola, il verso del quadro che nelle Meninas (1656) di Diego Velázquez il pittore è intento a dipingere è contrapposto a una tela bianca, che rispecchia l’identità sconosciuta del quadro precluso al nostro sguardo3. La settima tavola propone infine l’immagine di una grande struttura modulare di metallo4, all’interno della quale un riflettore è orientato verso una copia della fotografia stessa dell’atrio di casa Paolini.
La cartella grafica si inscrive nel tema di lavoro principale del 1991, basato sul disegno o sulla riproduzione fotografica dell’atrio dell’abitazione di Paolini, con due porte sullo sfondo
5. La locuzione latina del titolo (”osserva, dunque”) – ripresa dal poema De rerum natura (I secolo a.C.) del filosofo e poeta romano Tito Caro Lucrezio – richiama i versi in cui lo sguardo è invitato a contemplare il movimento degli atomi catturati nel fascio di luce di alcuni raggi di sole filtrati in una stanza buia6. Nelle tavole dell’edizione, l’invito a osservare si traduce nella messinscena di episodi che annunciano allo sguardo immagini ipotetiche, ancora prive di identità, invitandolo all’attesa. Da qui, l’uscita di scena dell’autore che privilegia il ruolo di spettatore, quindi la messa in risalto dell’atto visivo, l’orientamento dei riflettori sullo spazio della rappresentazione, l’utilizzo della prospettiva e del trompe-l’œil come dispositivi dello sguardo, la tela bianca come schermo di proiezione di qualunque immagine possibile, la struttura modulare come contenitore potenziale di tutte le opere immaginabili.
L’edizione trae origine dal gruppo di collage documentato nel Catalogo ragionato online delle opere su carta al numero GPC-0807.

1 I particolari sono tratti dal manifesto realizzato per l’esposizione personale allo Studio Marconi, Milano, nel 1984 (cfr. la descrizione dell’edizione GPE-0051 alla nota 1).
2 L’immagine riproduce l’opera dell’artista intitolata L’ospite, 1986 (GPO-0569). Il volto disegnato, ricalcato da un ritratto scattato dal fotografo Gérard Amséllem nel 1983, trova un riscontro anche in altre due edizioni del 1991 (GPE-0081, GPE-0082).
3 In questo senso, la tela bianca evoca anche il ruolo dello specchio in fondo alla stanza nel dipinto di Velázquez – nel quale si riflette l’immagine dei Reali di Spagna che il pittore è presumibilmente intento a effigiare – come nota Paolini nell’intervista di M. Bourel, Giulio Paolini. Contemplateur donc, in "Art Press", n. 164, Parigi, dicembre 1991, p. 20.
4 La struttura basata sulla moltiplicazione di Disegno geometrico (cfr. GPO-0001), evocato attraverso le dimensioni e le diagonali, rappresenta una versione tridimensionale di quella matrice concettuale e fondamento della poetica paoliniana. La struttura volumetrica, che compare qui per la prima volta, viene realizzata l’anno successivo per l’allestimento delle esposizioni personali presso le gallerie Christian Stein, Milano e Yvon Lambert, Parigi nell’autunno del 1992. Il disegno della struttura trova un riscontro anche nell’edizione Promenade, 1992 (GPE-0088).
5 Il tema è indagato anzitutto nei lavori di grande formato intitolati Contemplator enim (cfr. GPO-0681, GPO-0683), mentre tra le opere su carta del 1991 trova un riscontro iconografico in alcuni studi senza titolo (GPC-0812, GPC-0813, GPC-0814, GPC-0817, GPC-0818, GPC-0819).
6 Lucrezio, De rerum natura, libro II, v. 114 sgg.

Quarta tavola: incisione raffigurante Piazza Vittorio Veneto, Torino.
Quinta tavola: figura tratta da un ritratto di Giulio Paolini scattato da Gérard Amsellem, 1983.
Sesta tavola, verso della tela: Diego Velázquez,
Las Meninas, 1656, olio su tela, 318 x 276 cm, Museo del Prado, Madrid.
Titolo tratto da Lucrezio,
De rerum natura, libro II, versi 114-115 (“Contemplator enim, cum solis lumina cumque inserti fundunt radii per opaca domorum” / ”Osserva quando s’infiltrano in una camera buia e vi portano la luce i raggi del sole”).
Immagini di sfondo: vedute dell’atrio d’ingresso dell’abitazione di Giulio Paolini scattate da Paolo Mussat Sartor, 1991.

1991 Pesaro, Galleria Franca Mancini, Giulio Paolini. Il “Teatro” dell’opera, 10 agosto - 20 settembre, ripr. col. s.p. (tavola La città proibita).
1992 Bonn, Bonner Kunstverein, Giulio Paolini. Impressions graphiques. Das graphische Werk 1967-1992, 24 febbraio - 29 marzo (catalogo Impressions graphiques. L’opera grafica 1967-1992 di Giulio Paolini, Marco Noire Editore, Torino 1992, cat. n. 81).
1993 Winterthur, Kunstmuseum Winterthur, Giulio Paolini. Impressions graphiques. Das druckgraphische Werk 1967-1992, 16 gennaio - 7 marzo (catalogo Impressions graphiques. L’opera grafica 1967-1992 di Giulio Paolini, Marco Noire Editore, Torino 1992, cat. n. 81).
1993 Prato, Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Inside Out – Museo Città Eventi, 27 marzo - 16 maggio, citato come esposto p. 108, ripr. pp. 10 (tavola L’ospite), 25 (tavola Fuoco fatuo), 26 (tavola Fuori l’autore).
1995 Lisbona, Fundação Calouste Gulbenkian / Centro de Arte Moderna José de Azeredo Perdigão, Giulio Paolini. Impressions graphiques. Múltiplos e Obra Gráfica 1969-1995, 16 marzo - 28 maggio, non ripr. nel pieghevole della mostra (catalogo Impressions graphiques. L’opera grafica 1967-1992 di Giulio Paolini, Marco Noire Editore, Torino 1992, cat. n. 81).
1996 Apolda, Kunsthaus Apolda Avantgarde, Giulio Paolini. Impressions graphiques, 27 settembre - 27 ottobre (catalogo Impressions graphiques. L’opera grafica 1967-1992 di Giulio Paolini, Marco Noire Editore, Torino 1992, cat. n. 81).
1997 Göppingen, Kunsthalle, Giulio Paolini. Impressions graphiques. Das graphische Druckwerk 1967-1995, 9 marzo - 13 aprile (catalogo Impressions graphiques. L’opera grafica 1967-1992 di Giulio Paolini, Marco Noire Editore, Torino 1992, cat. n. 81).
1999 Londra, Lisson Gallery, Giulio Paolini. Stanze, 16 aprile - 22 maggio.
2000 San Gabriele (Teramo), Fondazione Staurós Italiana Onlus, Nona Biennale d’Arte Sacra, 15 luglio - 15 ottobre, ripr. col. p. 239.
2001 Milano, Association Jacqueline Vodoz et Bruno Danese, Impressions Graphiques. L’opera grafica di Giulio Paolini, 1967-2000, 17 maggio - 22 giugno, non ripr.
2002 Modena, Biblioteca civica d’arte Luigi Poletti, Giulio Paolini. Pagine, 20 settembre - 23 novembre, non ripr. (a p. 65 riproduzione della tavola Rovine future nel libro Contemplator enim).
2017-18 Bologna, Biblioteca Universitaria, Vedere l’invisibile. Lucrezio nell’arte contemporanea, 20 novembre 2017 - 14 gennaio 2018, ripr. col. p. 72 (tavola L’Ospite), scheda di R. Pinto p. 73.
G. Paolini nell’intervista di M. Bourel, Giulio Paolini. Contemplateur donc, in "Art Press", n. 164, Parigi, dicembre 1991, pp. 19-21, in francese (ripubblicato in Giulio Paolini. La voce del pittore, a cura di M. Disch, ADV Publishing House, Lugano 1995, pp. 260-261, in italiano).
G. Paolini, Contemplator enim, Galleria Christian Stein, Milano, Hopefulmonster editore, Firenze 1991, ripr. col. pp. 13 (Pro memoria), 19 (Rovine future), 25 (La città proibita), 29 (Fuoco fatuo), 32 (L’ospite), 37 (Fuori l’autore), 41 (Contemplator enim).
A. Zevi, Giulio Paolini: Le repliche del naufragio / The replicas of the shipwreck, in “L’Architettura”, a. XXXVII, n. 433, Roma, novembre 1991, ripr. col. pp. 906-907 (eccetto Pro memoria).
M. Bourel, Giulio Paolini. Contemplateur donc, in "Art Press", n. 164, Parigi, dicembre 1991, pp. 19-21, ripr. col. p. 18 (Fuori l’autore).
Impressions graphiques. L’opera grafica 1967-1992 di Giulio Paolini, Marco Noire Editore, Torino 1992, cat. n. 81, ripr. col.; con scritto dell’artista Abito qui...; nell’elenco delle opere s.p. la didascalia è erroneamente associata al numero di catalogo 80.
M. Disch, Giulio Paolini. Hors-d’œuvre, in Giulio Paolini. La voce del pittore - Scritti e interviste 1965-1995, a cura di Id., ADV Publishing House, Lugano 1995, pp. 96-98, 100-101, 114, ripr. n. 22 (L’ospite).
Giulio Paolini. Von heute bis gestern / Da oggi a ieri, catalogo della mostra, Neue Galerie im Landesmuseum Joanneum, Graz, Cantz Verlag, Ostfildern-Ruit 1998, ripr. col. pp. 293-299.
Lucrezio, De rerum natura, Giulio Einaudi editore, Torino 2003, ripr. col.
G.R. Utley, Las Meninas in Twentieth-Century Art, in Velázquez’ “Las Meninas”, a cura di S. Stratton-Pruitt, Cambridge University Press, Cambridge 2003, p. 192, ripr. p. 193 (Fuori l’autore, in negativo).
M. Disch, Giulio Paolini. Catalogo ragionato 1960-1999, Skira editore, Milano 2008, vol. 2, cat. n. 681 p. 694, non ripr.
Luciano Fabro. Habiter l’autonomie / Inhabiting Autonomy, a cura di B. Rüdiger, École nationale des beaux-arts, Lione 2010, ripr. col. pp. 143-149.
I. Bernardi, M. Disch, Giulio Paolini: L’autore che credeva di esistere. Un autoritratto in absentia, in Giulio Paolini. Sulla soglia, catalogo della mostra, Giacomo Guidi Arte Contemporanea, Roma 2013, pp. 42-44 (italiano) / 48-50 (inglese), ripr. col. p. 41 (Fuori l’autore).
D. Pellacani, Deviazioni e incontri: il De rerum natura tra letteratura e arte, in Ragione e furore. Lucrezio nell’Italia contemporanea, a cura di F. Citti e D. Pellacani, Edizioni Pendragon, Bologna 2020, pp. LIV-LV, ripr. col. nn. 79-85.
R. Pinto, Gli artisti e Lucrezio, una storia ancora viva, ivi, p. 15.
Scheda a cura di Bettina Della Casa e Maddalena Disch, 30/01/2026