Contemplator enim, 1991
GPC-0807
Collage su stampa fotografica
Sette elementi 70 x 50 cm ciascuno, misure complessive 70 x 359 cm
Fondazione Giulio e Anna Paolini, Torino
Donazione dell’artista, 14 dicembre 2004, n. arch. GPC-0807
Gli elementi devono essere allineati in successione orizzontale a brevi intervalli.
I sette fogli riproducono due vedute dell’atrio d’ingresso dell’abitazione torinese di Giulio Paolini – una prospettiva angolare nella prima e nell’ultima tavola, una prospettiva frontale nelle tavole intermedie – che di volta in volta si fanno teatro di un diverso episodio.
Nel primo elemento, il modello di un ambiente espositivo, posato su un piedistallo nero, ospita sullo sfondo una superficie bianca, un quadro senza volto. Nel secondo elemento, un riflettore a soffitto dialoga con una fotografia, disposta in diagonale, che riproduce un fotografo intento a disporre le luci di un set fotografico. Nel terzo elemento, una coppia di valletti in costume teatrale trattiene sette particolari fotografici (tanti quanti i fogli costitutivi dell’opera) di cocci in gesso1. Nel quarto elemento, un’antica veduta di Piazza Vittorio Veneto a Torino (sulla quale si affaccia l’abitazione di Paolini) funge da fondale, mentre al centro, in corrispondenza del punto di fuga della prospettiva, una mano trattiene un foglio bianco che si disperde in frammenti, sparsi al di qua dell’illusoria prospettiva cittadina. Nel quinto elemento, un autoritratto disegnato dell’artista, con una puntina da disegno in corrispondenza dell’occhio sinistro, si sovrappone all’immagine di una tela bianca, posata su un cavalletto, per alludere al ruolo di “ospite” assunto dall’autore di fronte all’opera2. Nel sesto elemento, il verso del quadro che nelle Meninas (1656) di Diego Velázquez il pittore è intento a dipingere è contrapposto a una tela bianca, che rispecchia l’identità sconosciuta del quadro precluso al nostro sguardo3. Il settimo e ultimo elemento propone l’immagine di una grande struttura modulare di metallo4, all’interno della quale un riflettore è orientato verso una copia della fotografia stessa dell’atrio di casa Paolini.
L’opera si inscrive nel tema di lavoro principale del 1991, basato sul disegno o sulla riproduzione fotografica dell’atrio dell’abitazione di Paolini, con due porte sullo sfondo5. La locuzione latina del titolo (”osserva, dunque”) – ripresa dal poema De rerum natura (I secolo a.C.) del filosofo e poeta romano Tito Caro Lucrezio – richiama i versi in cui lo sguardo è invitato a contemplare il movimento degli atomi catturati nel fascio di luce di alcuni raggi di sole filtrati in una stanza buia6. Nei sette collage, l’invito a osservare si traduce nella messinscena di episodi che annunciano allo sguardo immagini ipotetiche, ancora prive di identità, invitandolo all’attesa. Da qui, l’uscita di scena dell’autore che privilegia il ruolo di spettatore, quindi la messa in risalto dell’atto visivo, l’orientamento dei riflettori sullo spazio della rappresentazione, l’utilizzo della prospettiva e del trompe-l’œil come dispositivi dello sguardo, la tela bianca come schermo di proiezione di qualunque immagine possibile, la struttura modulare come contenitore potenziale di tutte le opere immaginabili.
I sette collage hanno dato origine alla cartella grafica dallo stesso titolo, realizzata nel medesimo anno e documentata nel Catalogo ragionato online delle edizioni e dei multipli al numero GPE-0080.
1 I particolari sono tratti dal manifesto realizzato per l’esposizione personale allo Studio Marconi, Milano, nel 1984.
2 L’immagine riproduce l’opera dell’artista intitolata L’ospite, 1986 (GPO-0569). Il volto disegnato, ricalcato da un ritratto scattato dal fotografo Gérard Amséllem nel 1983, è introdotto da Paolini nel proprio lavoro nel 1989 (cfr. tra i quadri GPO-0646, tra le opere su carta da GPC-0752 a GPC-0759, GPC-1687).
3 In questo senso, la tela bianca evoca anche il ruolo dello specchio in fondo alla stanza nel dipinto di Velázquez – nel quale si riflette l’immagine dei Reali di Spagna che il pittore è presumibilmente intento a effigiare – come nota Paolini nell’intervista di M. Bourel, Giulio Paolini. Contemplateur donc, in "Art Press", n. 164, Parigi, dicembre 1991, p. 20.
4 La struttura basata sulla moltiplicazione di Disegno geometrico (cfr. GPO-0001), evocato attraverso le dimensioni e le diagonali, rappresenta una versione tridimensionale di quella matrice concettuale e fondamento della poetica paoliniana. La struttura volumetrica, che compare qui per la prima volta, viene realizzata l’anno successivo per l’allestimento delle esposizioni personali presso le gallerie Christian Stein, Milano e Yvon Lambert, Parigi nell’autunno del 1992. Il disegno della struttura trova un riscontro anche nell’edizione Promenade, 1992 (GPE-0088).
5 Il tema è indagato anzitutto nei lavori di grande formato intitolati Contemplator enim (cfr. GPO-0681, GPO-0683), mentre tra le opere su carta del 1991 trova un riscontro iconografico in alcuni studi senza titolo (GPC-0812, GPC-0813, GPC-0814, GPC-0817, GPC-0818, GPC-0819).
6 Lucrezio, De rerum natura, libro II, v. 114 sgg.
• Quarto elemento: immagine tratta da Davide Bertolotti, L’Italia pittoresca e descritta, Giuseppe Pomba e C., Torino 1838, tav. 304 (”Piazza Vittorio Emanuele a Torino”).
• Quinto elemento: figura tratta da un ritratto di Giulio Paolini scattato da Gérard Amsellem, 1983.
• Sesto elemento, verso della tela: Diego Velázquez, Las Meninas, 1656, olio su tela, 318 x 276 cm, Museo del Prado, Madrid.
• Titolo tratto da Lucrezio, De rerum natura, libro II, versi 114-115 (“Contemplator enim, cum solis lumina cumque inserti fundunt radii per opaca domorum” / ”Osserva quando s’infiltrano in una camera buia e vi portano la luce i raggi del sole”).
• Immagini di sfondo: vedute dell’atrio d’ingresso dell’abitazione di Giulio Paolini scattate da Paolo Mussat Sartor, 1991.
| 1991 | Rivoli, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Giulio Paolini. Anteprima 1, 4 maggio - 30 giugno, non ripr. |
| 1991 | New York, SteinGladstone Gallery, Giulio Paolini, 26 ottobre - 21 dicembre. |
| 2008 | Barcellona, Museu Picasso, Olvidando a Velázquez / Forgetting Velázquez. Las Meninas, 15 maggio - 28 settembre, ripr. col. pp. 167 (tavola Rovine Future), 195 (tavola Fuori l’autore); in mostra è presente solo il sesto elemento. |
| • | “Art Press”, n. 164, Parigi, dicembre 1991, ripr. pp. 16-17 (veduta espositiva Rivoli 1991), ripr. col. pp. 18 (tavole L’ospite), 20 (tavole Rovine future e La città proibita). |
| • | M. Disch, Giulio Paolini. Hors-d’œuvre, in Giulio Paolini. La voce del pittore – Scritti e interviste 1965-1995, a cura di Id., ADV Publishing House, Lugano 1995, pp. 96-98, 100-101, 114, ripr. n. 22 (tavola Fuori l’autore). |
| • | Oggi per domani. Cinque artisti contemporanei nella Collezione BSI, catalogo della mostra, Museo Cantonale d’Arte, Lugano, Skira editore, Milano 2001, ripr. n. 70 p. 54 (tavola Fuori l’autore). |
| • | B. Rüdiger, Arte Povera. Le problème de la forme et son ombre, in Arte Povera. Monument, contre-monument et histoire, a cura di C. Palermo, Éditions Mimésis, Parigi 2023, pp. 294-295, ripr. col. n. 14 p. 295 (tavola L’ospite). |