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GPO-0100

Tela preparata

160 x 210 x 100 cm

Firmato, titolato e datato al verso, sulla tela in basso al centro: “Giulio Paolini / L’esprit de finesse / 1966”

Pinault Collection

Il vertice superiore della tela deve coincidere con il punto di fuga dello sguardo (160 cm da terra).

Una grande tela triangolare equilatera è collocata nell’angolo inferiore di un ambiente, in modo che il vertice superiore coincida con il punto di fuga dello sguardo.
L’opera fa parte della linea di ricerca distintiva del 1966, che a partire da una medesima premessa – delle tele giustapposte a segnare l’angolo di un ambiente, inteso come elementare punto di origine di uno spazio – sviluppa le più diverse configurazioni ottiche, mettendo in gioco lo scarto tra il presupposto logico – il dato elementare e razionale – e la complessità illogica e mutevole della percezione. Rispetto alle configurazioni spaziali ottiche generate dalla maggior parte delle altre opere della serie, in questo caso il piano inclinato della tela che nasconde la spazialità dell’angolo propone una situazione inversamente complementare.
Il titolo cita il concetto che
Blaise Pascal contrappone all’“esprit de géométrie”nei suoi Pensieri (1670): lo “spirito di finezza” corrisponde alla forma di conoscenza attinente alla sfera dei sensi e dell’intuizione diretta, mentre lo “spirito di geometria” è la conoscenza scientifica e analitica, ottenuta con procedimenti geometrici e razionali, lontani dall’uso concreto.

Titolo tratto da Blaise Pascal, Pensées, 1670.

1966 Milano, Galleria dell’Ariete, Giulio Paolini, dal 15 aprile, cat. n. 6, non ripr.
1966 Torino, Galleria Notizie, Aspetti dell’avanguardia in Italia, dal 4 ottobre, citato come esposto, non ripr.
1987 Parigi, Galerie Durand-Dessert, Arte Povera 1965-1971, 10 gennaio - 7 marzo.
1987 Nîmes, Musée des Beaux-Arts, Italie hors d’Italie, 10 luglio - 30 settembre, citato come esposto p. 214 n. 52, ripr. p. 99.
1995 Parigi, Galerie Durand-Dessert, Arte Povera 1965-1972, 11 marzo - 13 maggio.
2006 Venezia, Palazzo Grassi, Where Are We Going? Opere scelte dalla Collezione François Pinault, 30 aprile - 1 ottobre, ripr. col. p. 112.
2013-15 Venezia, Punta della Dogana, François Pinault Foundation, Prima materia, 30 maggio 2013 - 15 febbraio, citato come esposto p. 246, ripr. col. p. 239 (veduta dell'opera in mostra), riferimento nella conversazione di G. Celant con L. Ufan e M. Govan p. 40.
Giulio Paolini, Università di Parma, Centro Studi e Archivio della Comunicazione, Quaderno n. 30, Parma 1976, ripr. n. 68.
M. Bouisset, Arte Povera, Éditions du Regard, Parigi 1994, ripr. col. p. 53.
Arte italiana. Ultimi quarant’anni. Pittura aniconica, catalogo della mostra, Galleria d’Arte Moderna, Bologna, Skira editore, Milano 1998, ripr. p. 116 n. 82.
C. Bouyeure, Arte Povera, Aperto Libro, in “Ligeia”, nn. 25-28, Parigi, ottobre 1998 - giugno 1999, pp. 74, 76 (dichiarazione di M. Durand-Dessert), ripr. p. 73.
Giulio Paolini 1960-1972, a cura di G. Celant, Fondazione Prada, Milano 2003, ripr. p. 163.
A. Zevi, Peripezie del dopoguerra nell’arte italiana, Giulio Einaudi editore, Torino 2005, p. 289, non ripr.
Land Art, Concettuale, Arte Povera, a cura di F. Gualdoni, “Art Now. Corriere della Sera”, n. 6, Skira editore, Milano 2007, ripr. col. n. 13 p. 34.
M. Disch, Giulio Paolini. Catalogo ragionato 1960-1999, Skira editore, Milano 2008, vol. 1, cat. n. 100, p. 128, ripr.
R. Cuomo, Giulio Paolini. Lo spazio, 1967 (In collezione, n. 4), Fondazione Giulio e Anna Paolini e Corraini Edizioni, Mantova 2016, p. 55 (italiano) / 52 (inglese), non ripr.
F. Guzzetti, “Non si trattava di elaborare degli spazi astratti”: Giulio Paolini all’Ariete, 1966, in Spazi astratti. Interferenze fra architettura e arti a Milano 1945-1970, a cura di A.V. Navone, L. Tedeschi e S. Setti, Electa, Milano 2024, pp. 125, 130-131, ripr. p. 132 (veduta espositiva Milano 1966).
Scheda a cura di Maddalena Disch , 22/04/2026