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Scipione col figlio e i messi di Antioco, 1970-71

GPO-0222

Inchiostro su carta applicata con puntine da disegno bianche su tela preparata

110 x 157 cm

Collezione Lorenzo e Marilena Bonomo

L’opera evoca un altro quadro, riportando l’ingombro e la descrizione – iscritta a inchiostro in alto sul foglio di carta appuntato sulla tela preparata – di Scipione col figlio e i messi di Antioco (1800), un dipinto di Jean-Auguste-Dominique Ingres andato distrutto1.

1 Il testo trascritto a mano dall’artista, ripreso da L’opera completa di Ingres (Rizzoli, Milano 1968, p. 87) recita: “Scipione col figlio e i messi di Antioco / Distrutto presso il collezionista Gatteaux, nell’incendio del 1871. Noto attraverso la copia incisa da Normand e una fotografia nella Bibliothèque Nationale di Parigi. / Recava la scritta: “J.A.D. Ingres pinxit 1800. Mon premier tableau 2e grand prix de Rome”, riferentesi al secondo posto conseguito dal dipinto al “Prix de Rome”, il 4 aprile 1800. / Il tema riguardava Antioco che avendo saputo della malattia del suo nemico Scipione, gli rimanda il figlio, da lui tenuto prigioniero; in particolare era raffigurato il momento in cui Scipione, avendo / accanto a sé il figlio restituito dal generoso avversario, incarica gli inviati dal re di Siria di ringraziare il loro sovrano”.

Testo tratto da L’opera completa di Ingres, collana “Classici dell’arte”, n. 19, Rizzoli, Milano 1968, p. 87 (commento a Jean-Auguste-Dominique Ingres, Scipione col figlio e i messi di Antioco, 1800).

M. Disch, Giulio Paolini. Catalogo ragionato 1960-1999, Skira editore, Milano 2008, vol. 1, cat. n. 222, p. 230, ripr.
S. Bann, Apoteosi di Omero. Da Paolini a Ingres, in S. Bann et al., Il passato al presente (In tema, n. 2), Fondazione Giulio e Anna Paolini, Torino, Corraini Edizioni, Mantova 2016, p. 131 (italiano) / 130 (inglese), non ripr.
Scheda a cura di Maddalena Disch , 04/05/2026