Diorama (II), 1985-86
GPO-0566
Collage su tela preparata e su tela rovesciata, matita su parete
Otto elementi 38 x 50 cm ciascuno, misure complessive 230 x 270 cm
Collezione privata, courtesy Repetto Gallery
Otto tele a forma di settore di cerchio1, ognuna con applicato un frammento cartaceo sagomato, sono distribuite in ordine sparso come provenissero dall’unità evocata attraverso il cerchio disegnato a parete in posizione centrale, verosimilmente trattenuto dalla mano riprodotta nel frammento applicato sulla tela leggermente sfalsata rispetto al disegno. L’assieme è inscritto negli angoli visuali di due occhi fra loro rovesciati, ritagliati da riproduzioni di un disegno antico e applicati sulle tele situate alle estremità sinistra e destra.
Il titolo, già utilizzato in un’opera del 1979 (GPO-0407), richiama l’ambientazione che attraverso una serie di effetti speciali, di luce e di prospettiva, genera l’illusione di una realtà tridimensionale, in questo caso riferita alla visione di un quadro.
1 Le tele sagomate sono state proposte a Paolini dal gallerista Massimo Minini, che le aveva recuperate al Colorificio Nord a Milano, dove un tempo Lucio Fontana faceva realizzare le tele dei suoi Quanta.
Immagine dell’occhio tratta da Opere di G. G. Winckelmann, prima edizione italiana completa, Fratelli Giachetti, Prato 1830-34, vol. XIII, tav. XXV, n. 60 (“Occhio di un Bacco”).
| • | M. Disch, Giulio Paolini. Catalogo ragionato 1960-1999, Skira editore, Milano 2008, vol. 2, cat. n. 566, p. 577, ripr. |