L’Île enchantée, 1995-96
GPO-0768
Stampa fotografica in teca di plexiglas, diapositiva, diaproiettore, base di plexiglas
Teca 50 x 50 x 3 cm, misure complessive variabili
Opera non più esistente
• 1996, Parigi, Galerie Yvon Lambert: la teca con il volto di Reynolds è situato al centro dell’ampia parete di fondo dello spazio espositivo, illuminata dalla proiezione del paesaggio di Watteau, mentre nella parte centrale dell’ambiente espositivo, parzialmente oscurato, un gruppo di altre opere formano un’”isola”, che attraverso la sua inaccessibilità e densità materializza l’inavvicinabilità o l’imperscrutabilità dell’opera verso cui l’autore-spettatore volge lo sguardo.
• 1998, Graz, Neue Galerie; 1999, Torino, GAM Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea; 2001, Verona, Palazzo Forti: la teca è montata al centro di una grande tela preparata, appoggiata su un cavalletto situato al margine di un fitto e inestricabile assieme di opere. Alla proiezione fissa si sovrappone inoltre una seconda proiezione di diapositive di opere precedenti, che sullo sfondo del paesaggio di Watteau si dissolvono in un flusso di immagini pressoché indecifrabili.
La proiezione a piena parete riproduce la parte superiore del celebre dipinto di Jean-Antoine Watteau citato nel titolo (L’Île enchantée, 1717). Al centro della proiezione, una teca di plexiglas propone il particolare del volto con la mano a visiera di un autoritratto giovanile di Joshua Reynolds (Self-portrait, 1747-48). L’area antistante la proiezione – riservata agli spettatori ed eventualmente abitata da altre opere – diventa la “sponda” che nel quadro di Watteau è animata dai personaggi in attesa di imbarcarsi verso la mitica isola di Citera.
La sovrapposizione del volto di Reynolds e del profilo paesaggistico di Watteau “si fa teatro di una coincidenza e suggerisce una visione rovesciata”, spiega Paolini. “Il nostro campo visivo si colloca qui in senso speculare e contrario: è lo sguardo dell’artista (Reynolds fu proprietario del quadro di Watteau e lo conservò fino alla sua morte) ad osservare il nostro punto di vista. Trovandoci a sostituire la presenza dei personaggi originali in primo piano, assenti dalla scena, ciò che ‘guardiamo’ è dunque lo stesso sguardo che ci è rivolto, che così ci nomina testimoni oculari, figure necessarie a quel ‘dopo’ che sempre l’opera attende.”1
Nell’incrocio di sguardi fra l’autore, che abbagliato dal fascio di luce del proiettore tenta, con la mano a visiera, di intravedere qualcosa, e lo spettatore, che scruta l’orizzonte alla ricerca di un’apparizione, entrambi misurano la distanza che li separa dalla meta irraggiungibile: l’approdo alla compiutezza dell’opera, la visione assoluta. Tanto l’autore quanto lo spettatore – come ripetutamente ha sostenuto Paolini – sono ospiti dell’opera, che sempre li trascende: l’autore non offre alcunché di compiuto allo spettatore, ma insieme a lui guarda in lontananza, verso il divenire dell’opera.
1 G. Paolini in Giulio Paolini. Von heute bis gestern / Da oggi a ieri, catalogo della mostra, Neue Galerie im Landesmuseum Joanneum, Graz, Cantz Verlag, Ostfildern-Ruit 1998, pp. 173, 175.
• Figura: Joshua Reynolds, Self-Portrait, 1747-48, olio su tela, 63 x 74 cm, National Portrait Gallery, Londra.
• Paesaggio: Jean-Antoine Watteau, L’île enchantée, 1717, olio su tela, 47.5 x 56.3 cm, Collezione privata, Svizzera.
| 1996 | Parigi, Galerie Yvon Lambert, Giulio Paolini. L’Île enchantée, 6 gennaio - 17 febbraio. |
| 1998 | Graz, Neue Galerie im Landesmuseum Joanneum, Giulio Paolini. Von heute bis gestern / Da oggi a ieri, 4 aprile - 31 maggio, citato come esposto p. 181 n. 15, ripr. col. p. 326 (veduta espositiva Parigi 1996), riferimento nel testo di M. Disch pp. 141, 143. |
| 1999 | Torino, GAM Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Giulio Paolini. Da oggi a ieri, 8 maggio - 25 luglio, citato come esposto p. 38 n. 41, ripr. col. pp. 96-97 (veduta espositiva Graz 1998), 115-117 (veduta dell’opera in mostra). |
| 2001 | Verona, Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Palazzo Forti, Giulio Paolini. Premio Internazionale Koinè 2000 alla carriera, 15 settembre 2001 - 6 gennaio 2002, citato come esposto p. 74, ripr. col. pp. 54-57 (veduta espositiva Parigi 1996), 58-61 (vedute espositive Torino 1999), testo di M. Disch pp. 54-60. |
| • | G. Paolini in Giulio Paolini. Von heute bis gestern/Da oggi a ieri, Neue Galerie im Landesmuseum Joanneum, Graz, Cantz Verlag, Ostfildern-Ruit 1998, pp. 173, 175. |
| • | G. Paolini, Quattro passi. Nel museo senza muse, Giulio Einaudi editore, Torino 2006, tavola n. X (veduta espositiva Graz 1998). |
| • | M. Disch, Giulio Paolini. Catalogo ragionato 1960-1999, Skira editore, Milano 2008, vol. 2, cat. n. 768, pp. 780-781, ripr. col. (vedute espositive Parigi 1996 e Graz 1998). |
| • | Arte povera 2011, a cura di G. Celant, Mondadori Electa, Milano 2011, ripr. col. n. 323 (veduta espositiva Parigi 1996). |
| • | Giulio Paolini. A come Accademia, catalogo della mostra, Accademia Nazionale di San Luca, Roma, Gangemi Editore, Roma 2023, ripr. col. p. 227 (veduta espositiva Graz 1998). |
| • | Giulio Paolini. Et in Arcadia ego, catalogo della mostra, Galleria d’Arte Moderna Achille Forti, Verona, Manfredi Edizioni, Verona 2024, ripr. col. p. 17 (veduta espositiva Verona 2001). |
| • | Giulio Paolini. A come Accademia, catalogo della mostra, Accademia Nazionale di San Luca, Roma, Gangemi Editore, Roma 2023, ripr. col. p. 231 (veduta espositiva Torino 1999). |