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GPO-0774

Plexiglas colorato e sagomato, costume teatrale

Diciotto elementi di plexiglas, misure complessive variabili

Opera non più esistente

1996, Roma, Villa Medici: l’opera è allestita nella rampa che dal piano terra conduce al primo piano, con gli indumenti disposti in alto nel vano inclinato della finestra, come scivolassero sulle lastre di plexiglas addossate al suolo contro la parete.

Ispirato all’opera più celebre dell’orafo e scultore romano Luigi Valadier (1726-1785) – il Surtout (1783) conservato al Louvre – e nello stesso tempo alla tragica morte di quest’ultimo, gettatosi nel Tevere, Surtout Valadier si compone di un costume teatrale di epoca settecentesca, sospeso a una certa altezza, in corrispondenza di diciotto lastre di plexiglas sagomate, appoggiate a terra ai piedi della parete. Nel loro insieme le lastre ricompongono sia le dimensioni della superficie del centrotavola di Valadier, sia il percorso del Tevere a Roma; la loro colorazione grigio scura evoca le torbide acque notturne in cui Valadier morì suicida. “La caduta dei frammenti rappresenta così al tempo stesso il capolavoro e la fine dell’artista”, spiega Paolini1.

1 G. Paolini nell’intervista di A. Di Genova, in “Il manifesto”, Roma, 10 marzo 1996.

Titolo e dimensioni: Luigi Valadier, Plateau de surtout, 1783, bronzo dorato, marmo, alabastro, granito, porfido, 12 x 506.5 x 87.5 cm, Musée du Louvre, Parigi.

1996 Roma, Accademia di Francia, Villa Medici, Giulio Paolini. Correspondances, 13 marzo - 28 aprile, cat. n. 19, non ripr., con una nota dell’artista.
G. Paolini in Giulio Paolini. Correspondances, catalogo della mostra, Accademia di Francia, Villa Medici, Roma, Umberto Allemandi & C., Torino 1996, s.p.
G. Paolini nell’intervista di A. Di Genova, in “Il manifesto”, Roma, 10 marzo 1996.
M. Disch, Giulio Paolini. Catalogo ragionato 1960-1999, Skira editore, Milano 2008, vol. 2, cat. n. 774, p. 788, ripr. col.
Giulio Paolini. A come Accademia, catalogo della mostra, Accademia Nazionale di San Luca, Roma, Gangemi Editore, Roma 2023, ripr. col. p. 222 (veduta espositiva Roma 1996).
Scheda a cura di Maddalena Disch , 03/07/2026