Crystal Palace, 1997
GPO-0786
Smalto nero e smalto dorato su parete, lastre di plexiglas con spessore colorato, cornici di legno bianco con filettatura dorata, elemento di plexiglas, cappello a cilindro con fascia colorata
Riquadri a smalto dorato su parete 100 x 100 cm ciascuno, sei cornici e sei lastre di plexiglas 100 x 100 cm ciascuna, elemento di plexiglas 100 x 141 x 70.5 cm, misure complessive variabili
Collezione privata
Il tracciato delle porte può svilupparsi su tre pareti adiacenti, oppure su un’unica parete, con le porte disegnate sui due lati di un passaggio o di un’apertura.
• 1997, Venezia, Biennale: l’opera è ambientata sulla facciata esterna del Padiglione Italia.
Sei “porte” delineate a smalto nero si allineano in successione regolare su una parete interrotta al centro da una porta vera e propria, che determina le dimensioni di quelle disegnate. Al centro di ciascuna porta virtuale, una cornice in legno bianco con una filettatura dorata nel profilo interno trattiene una lastra di plexiglas delle medesime misure, di volta in volta leggermente ruotata (a partire dal primo elemento, dove coincide con la cornice) e contraddistinta da un diverso profilo di colore (nell’ordine da sinistra a destra: giallo, blu, rosso, viola, marrone, verde). Altri quadrati delle medesime dimensioni sono disegnati a smalto dorato in caduta libera sulla parte superiore della parete, fino a essere “trattenuti” dalle cornici, nelle quali “trovano dimora” accolte dal profilo dorato. Sopra la porta vera, un acrobata a testa in giù, dipinto a smalto nero e in grandezza al vero, punta il dito, come per sorreggersi, sul vertice di un elemento in plexiglas dal profilo colorato, costituito da una lastra disposta a losanga, nella quale è inserita di taglio la metà di un’altra lastra identica, in modo da evocare un oggetto ruotante (lo spessore della lastra a losanga comprende i colori dal giallo al viola, mentre il profilo di quella perpendicolare la gamma dal blu al verde). Appena più in là, come fosse scivolato via dalla testa del personaggio in equilibrio, si trova un cappello a cilindro dotato di sei nastri colorati accostati secondo la gamma dello spettro.
Il titolo, che cita la sede della prima Esposizione universale di Londra del 1851, il noto edificio in vetro di Joseph Paxton, prende riferimento agli elementi trasparenti che nell’insieme evocano un numero illimitato di “quadri”; analogamente i colori dello spettro rinviano a una summa universale.
Nell’ambito della Biennale di Venezia del 1997, per la quale l’opera era stata ideata, gli innumerevoli quadrati e quadri sparsi sulla facciata d’ingresso del Padiglione Italia, alludevano, secondo l’artista, al “numero delle opere esposte all’interno dell’edificio, o al numero delle edizioni passate o future di questa esposizione; o ancora, ad altre ‘porte’ che potrebbero aprirsi, altre infinite volte, su questo stesso o altro disegno”1.
1 G. Paolini in Giulio Paolini. Early Dynastic, catalogo della mostra, Studio d’Arte Contemporanea Pino Casagrande, Roma, Skira editore, Milano 2001, p. 51.
| 1997 | Venezia, Giardini di Castello, Padiglione Italia, Biennale di Venezia: XLVII Esposizione Internazionale d’Arte. Futuro Presente Passato, 15 giugno - 9 novembre, citato come esposto p. 705, non ripr. |
| • | G. Paolini, Crystal Palace, in Giulio Paolini. Early Dynastic, catalogo della mostra, Studio d’Arte Contemporanea Pino Casagrande, Roma, Skira editore, Milano 2001, p. 51. |
| • | Giulio Paolini. Von heute bis gestern / Da oggi a ieri, catalogo della mostra, Neue Galerie im Landesmuseum Joanneum, Graz, Cantz Verlag, Ostfildern-Ruit 1998, ripr. col. pp. 332-333 (veduta espositiva Venezia 1997). |
| • | S. Bann, Giulio Paolini, in Rewriting Conceptual Art, a cura di M. Newman e J. Bird, Reaktion Books, Londra 1999, pp. 169-170, non ripr. |
| • | Giulio Paolini. Early Dynastic, catalogo della mostra, Studio d’Arte Contemporanea Pino Casagrande, Roma, Skira editore, Milano 2001, ripr. col. pp. 52-53 (veduta espositiva Venezia 1997). |
| • | M. Disch, Giulio Paolini. Catalogo ragionato 1960-1999, Skira editore, Milano 2008, vol. 2, cat. n. 786, pp. 802-803 (con misure errate), ripr. col. (veduta espositiva Venezia 1997). |
| • | I. Bernardi, Il giuoco delle parti, in Giulio Paolini, catalogo della mostra, MACRO Museo d'Arte Contemporanea Roma, Roma e Whitechapel Gallery, Londra, Quodlibet Edizioni, Roma 2014, p. 85 (italiano) / 93 (inglese), non ripr. (ripr. di uno studio p. 93). |
| • | I. Bernardi, Sulla soglia. Giulio Paolini e la Biennale di Venezia, in Crocevia Biennale, a cura di F. Castellani e E. Charans, Scalpendi Editore, Milano 2017, p. 243, non ripr. |
| • | A. Soldaini, “Cos’altro c’è da dire?”, in Giulio Paolini. A come Accademia, catalogo della mostra, Accademia Nazionale di San Luca, Roma, Gangemi Editore, Roma 2023, p. 40, non ripr. |