Reportage, 2000
GPO-0846
Ingrandimento fotografico incorniciato, collage su vetro, su cornice rovesciata e su parete, matita e matita rossa su carta e su parete
Due cornici 102 x 102 cm ciascuna, misure complessive su ciascuna parete 305 x 305 cm
Collezione dell'artista
Le due parti del lavoro, allestite su due pareti contrapposte e designate qui come A e B, riferiscono due situazioni fra loro complementari. Nel lato A il disegno incorniciato1 nasconde la parte superiore di una figura seduta, delineata sulla parete in grandezza al vero e orientata verso lo spettatore. Il profilo del personaggio si estende anche nei frammenti cartacei applicati sul vetro della cornice: alcuni elementi ripresi da un ritratto disegnato dell’artista riproducono una mano e parte del volto2. L’occhio della figura è situato in corrispondenza del punto di fuga della prospettiva ed è attraversato dall’incrocio di due diagonali a matita rossa3. Tutt’intorno sulla parete è disegnata una trama regolare di riquadri, delle stesse dimensioni dell’elemento incorniciato.
Nel lato B la cornice centrale è rovesciata e reca l’iscrizione autografa “Reportage / Giulio Paolini / 2000”. Il disegno sulla parete propone la medesima trama di “quadri”, ma in questo caso sullo sfondo della prospettiva che nel lato A è situata all’interno della cornice. Nella parte superiore del disegno, una raggiera di linee a matita rossa evoca il campo visivo della figura seduta. Sulla cornice e sulla parete sono sparsi alcuni frammenti del ritratto utilizzato nel lato A.
Il titolo sigla il nesso tra le due parti dell’opera: il lato B “riporta” – da qui il termine “reportage” – il punto di vista della figura seduta, rappresentata nel lato A. Da un lato all’altro, il campo visivo del personaggio diventa anche il nostro: il soggetto del “reportage” non è la visione di un quadro (per quanto attestato da titolo, firma e data), bensì l’atto visivo medesimo.
1 L’ingrandimento fotografico riproduce il disegno in prospettiva di un pavimento o palcoscenico, articolato da una trama modulare e inteso come spazio virtuale della rappresentazione.
2 Nel ritratto originale, l’immagine del volto è delineata in sovrapposizione ad alcuni fogli bianchi trattenuti da una puntina da disegno, in modo che quest’ultima coincida con l’occhio sinistro dell’artista. Il disegno è stato utilizzato per la prima volta nel 1989 in una serie di opere su carta intitolate Senza titolo (Ni le soleil ni la mort) (cfr. da GPC-0752 a GPC-0759).
3 Le diagonali rosse evocano quelle di Disegno geometrico, 1960 (GPO-0001) e, come in numerose altre opere, contraddistinguono le linee che delimitano il cono visuale.
| 2000 | Zurigo, Galerie Annemarie Verna, Giulio Paolini. Reportage, 26 maggio - 15 luglio. |