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GPO-0867

Strutture di metallo, microlampadine a luce bianca racchiuse in tubi di plastica, cavi d’acciaio

Centosessantuno elementi di misure diverse: 150 x 150 cm, 200 x 200 cm, 250 x 250 cm, misure complessive variabili

Comune di Lodi

Acquistato nel 2001

Il progetto di luminaria ideata per la città di Lodi, per l’allestimento durante la stagione natalizia lungo l’asse viario principale, si compone di un nucleo centrale e di una serie diradata di elementi singoli1. L’assieme centrale è costituito da ventotto quadrati, fra loro sfalsati e intersecati, ed è animato da un meccanismo luminoso intermittente che sottolinea l’effetto di espansione centrifuga dei componenti. Da questa costellazione si alternano in successione e con progressivo diradamento verso le estremità del percorso, quattordici sagome, che attraverso la combinazione variabile di quadrilateri prendono la forma di stelle.
Come recita il titolo, lo sviluppo dell’opera conduce dalle “tele” alle “stelle”, ovvero, in chiave metaforica, allude all’itinerario che dalla tela preparata porta verso una forma compiuta, appartenente a una dimensione assoluta e irraggiungibile, come le stelle, magici corpi siderali distanti anni luce. In altre parole, il lavoro rinvia al cammino senza approdo verso l’opera, che l’artista affronta sempre da capo di fronte alla superficie vergine di una tela o di un foglio, vagliando le infinite ipotesi di immaginare un “quadro” (evocate attraverso le combinazioni di quadrati, potenzialmente illimitate, così come attraverso la dinamica centrifuga che anima la costellazione centrale). Nelle parole dell’artista: “Il quadro, prima di annunciarsi e definirsi come tale, come un’unità raggiunta e conclusa, appartiene al magma delle ipotesi e delle visioni che rincorrendosi e confondendosi l’una con l’altra affollano il campo visivo di un artista”
2.

1 In origine l’artista aveva previsto un allestimento centrifugo in un’unica piazza, una sorta di “big bang” che prevedeva una deflagrazione di quadrilateri a partire dal denso nucleo centrale, immaginato come una massa sferoide. In fase di esecuzione, il proposito iniziale è stato adattato a uno sviluppo in estensione lungo le vie della città e la parte centrale è stata modificata in una configurazione più orizzontale e appiattita. L’incarico affidato all’artista nel 2001 è nato sulla scia delle luminarie commissionate ad artisti contemporanei dalla fine degli anni Novanta a Torino nell’ambito dell’iniziativa “Luci d’artista”.
2 G. Paolini, nota inedita, settembre 2001; manoscritto presso l’archivio dell’artista.

Scheda a cura di Maddalena Disch , 10/07/2026