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GPO-0888

Tavola sagomata, tele preparate sagomate, stampa fotografica scontornata, asta di legno, foglio di carta da musica con iscrizioni autografe, matita nera, cornice argentata, prova di stampa arrotolata, cartella portadisegni, tavola rettangolare, contenitori portariviste, fogli da disegno e altri elementi cartacei, riga centimetrata, lampada, sedie

Tavola e tela sagomate 120 x 180 cm ciascuna, misure complessive 210 x 240 x 130 cm

Titolato, firmato e datato al recto del foglio di carta da musica, al centro:” “Requiem” / Giulio Paolini / 2003-04”

GAM Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea, Torino, in comodato da Fondazione per l'Arte Moderna e Contemporanea CRT

Acquistato nel 2005, n. inv. CRT/71

L’assieme composito degli elementi costitutivi di Requiem evoca un pianoforte a coda: una tavola sagomata, appoggiata su tre sedie, rappresenta la cassa armonica, mentre una tela preparata, anch’essa sagomata, funge da coperchio alzato, sorretto da un’asta. La tastiera è formata da una tavola rettangolare, posata su sei contenitori portariviste, impilati in modo sfalsato su due sedie.
La tela a forma di coperchio reca al recto un foglio di carta da musica, trafitto da una matita nera e siglato in calligrafia autografa con la firma, il titolo e la data dell’opera, mentre al verso trattiene l’immagine scontornata dell’
Arianna addormentata (la riproduzione della scultura ellenistica è rovesciata rispetto all’originale). Sul piano della cassa armonica sono posate, l’una sull’altra, una prova di stampa arrotolata a cartiglio, una cornice argentata e una tela rovesciata di formato semicircolare, nonché una cartella portadisegni e alcuni fogli da disegno. Sulla “tastiera” sono liberamente accostati quattro fogli bianchi e, in posizione centrale, un foglio di carta protocollo, sul quale due cartoncini di tonalità ocra fungono da cartella aperta per un campionario di dodici carte colorate, ordinate in accurata successione (il primo foglio, visibile per intero, è dorato) e trattenute da una riga centimetrata. A breve distanza dalla tastiera, si trova una sedia, mentre un’altra sedia è capovolta a terra tra le sedute che sorreggono il pianoforte (altri fogli bianchi sono sparsi al suolo e sulla sedia rovesciata). Una lampada accesa, fissata alla tavola sagomata, illumina gli oggetti posati sulla cassa armonica.
La figura di Arianna – secondo il mito greco abbandonata dal suo amato Teseo durante il sonno – suggerisce l’intonazione metafisica di questo “pianoforte” silenzioso: gli oggetti di lavoro dell’artista sono “abbandonati” a se stessi, le loro voci tacciono (la cornice è vuota, la cartella portadisegni è chiusa, i fogli sono bianchi, la prova di stampa è arrotolata); il pianista sembra precipitosamente uscito di scena, la sua sedia è vuota. E proprio alla sua assenza è riferito il “requiem”: l’autore si è defilato dal suo ruolo deputato – ha abdicato alla sua “autorietà” – per lasciare il campo all’opera, affinché, unica protagonista, possa rivelarsi allo sguardo che a distanza e in silenzio la attende. L’autore “in esilio” accerta, semplicemente, la sua estraneità rispetto al farsi dell’opera.
Nelle parole dell’artista, il titolo, “alla lettera, è un ricordo di qualcosa che non c’è più, ma in questo caso è qualcosa che non c’è ancora o che non ci può essere… qualcosa che non riusciamo a toccare”
1. Qualcosa che rimane sospeso tra il non più e il non ancora, nel silenzio di echi muti e risonanze ineffabili.

1 G. Paolini in conversazione con P.G. Castagnoli, Galleria dell’Oca, Roma, 25 novembre 2004, pubblicato in Giulio Paolini. Le cose, materia di disegno, a cura di M. D’Alessandro e L. Laureati, in “disegno industriale”, n. 13, Roma, 2005, p. 98.

Arianna addormentata, copia romana del I-II sec. d.C. da un originale ellenistico, marmo, 161 cm, Musei Vaticani, Roma (riproduzione tratta da Francis Haskell, Nicholas Penny, Taste and the Antique: The Lure of Classical Sculpture 1500-1900, Yale University Press, New Haven, Connecticut 1982, p. 185, fig. 96, “Cleopatra”).

2004 Torre Pellice, Tucci Russo Studio per l’Arte Contemporanea, Giulio Paolini. Qui e ora, 8 maggio - 26 settembre.
2004 Roma, Galleria dell’Oca, Giulio Paolini. Carte segrete, 5 novembre 2004 - 10 gennaio 2005.
2006-07 Torino, Torino Esposizioni, Museo Museo Museo 1998-2006. Otto anni di acquisizioni per le raccolte della GAM, 8 novembre 2006 - 27 gennaio 2007, ripr. col. s.p.
2011-13 Torino, GAM Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Quattro nuove tematiche per le collezioni della GAM, 4 marzo 2011 - febbraio 2013, [nel volume Collezioni. Volume terzo: Allestimento 2011-2013, Torino 2012] citato come esposto p. 331, ripr. p. 212, ripr. col. 224-225 (veduta dell’opera in mostra), riferimenti nel testo di E. Volpato pp. 212-213; allestito nella sezione “Malinconia”.
2020-23 Torino, GAM Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Il primato dell’opera. Il nuovo allestimento della collezione del Novecento storico, 26 settembre 2020 - 8 ottobre 2023, senza catalogo.
G. Paolini in conversazione con P.G. Castagnoli, Galleria dell’Oca, Roma, 25 novembre 2004, estratto pubblicato in M. D’Alessandro, L. Laureati, Giulio Paolini. Le cose, materia di disegno, in “disegno industriale”, n. 13, Roma, 2005, pp. 96-100 (italiano) / 101-105 (inglese).
M. D’Alessandro, L. Laureati, Giulio Paolini. Le cose, materia di disegno, in “disegno industriale”, n. 13, Roma, 2005, ripr. col. pp. 98, 99 (vedute espositive Roma 2004).
G. Paolini, Quattro passi. Nel museo senza muse, Giulio Einaudi editore, Torino 2006, ripr. p. 127 (veduta espositiva Roma 2004).
M. Volpi, La luminosa bellezza del disegno, in Risonanze #2. Giulio Paolini & Fabio Vacchi, catalogo della mostra, Spazio Risonanze, Auditorium Parco della Musica, Roma, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo (Milano) 2008, p. 38, ripr. p. 62 (veduta espositiva Roma 2004; ripubblicato in M. Volpi, L’occhio senza tempo. Saggi di critica e storia dell’arte contemporanea, Lithos editrice, Roma 2008, p. 256, ripr. p. 74, con indicazione errata della proprietà).
L. Cherubini, Hic et nunc, ivi, p. 58.
Dieci anni di acquisizioni per la GAM di Torino 1998-2008, a cura di P.G. Castagnoli e E. Volpato, Umberto Allemandi & C., Torino 2008, scheda ragionata di V. D’Urso p. 513, ripr. col. n. 89 (veduta espositiva Roma 2004), ripr. col. s.p. (veduta espositiva Torino 2006-07).
Dieci anni e oltre. La collezione della Fondazione per l'Arte Moderna e Contemporanea – CRT per Torino e il Piemonte, a cura di M. Beccaria e E. Volpato, Archive Books, Berlino 2010, p. 362, ripr. col. p. 367 (veduta espositiva Torino 2006-07).
A. Bona, Tormento e follia, in "MAG. Magazine d'arte della GAM", n. 2, Torino, giugno - settembre 2011, ripr. col. p. 11 (veduta espositiva Torino 2011).
Collezioni. Volume terzo: Allestimento 2011-2013, a cura di D. Eccher, GAM Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino, Umberto Allemandi & C., Torino 2012, pp. 195 (riferimento nel testo di G. Contessi), 212-213 (riferimento nel testo di E. Volpato), ripr. p. 212, ripr. col. pp. 224-225 (veduta espositiva Torino 2011).
L. Cherubini, Amori Loro, in L’uomo e l’arte, catalogo della mostra, Erica Ravenna Arte Contemporanea, Roma, Maretti Editore, Roma 2021, p. 20, non ripr.
L. Madaro, Ordine e rigore nell’archivio di Giulio Paolini, in “Arte”, n. 574, Milano, giugno, 2021, ripr. col p. 81 (veduta espositiva Torre Pellice 2004).
G. Paolini, Eccomi. Qui dove sono, Fondazione Giulio e Anna Paolini, Torino 2025, ripr. col. p. 117 (veduta espositiva Torre Pellice 2004).
Scheda a cura di Maddalena Disch , 13/07/2026