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GPO-0905

Leggii, scritti autografi lacerati, matita e collage su tela preparata, collage su parete

Tela 190 x 300 cm, misure complessive 270 x 300 x 95 cm

Collezione dell'artista

2005, Pesaro, Galleria Mancini: l’opera è fisicamente indipendente dalla parete, sulla quale sono esposti quattro Studi per "Sottosopra" (venduti separatamente). Dopo la vendita dei primi quattro, l’artista ne ha realizzati altri quattro, nell'idea che questo lavoro debba essere venduto insieme ad almeno due Studi; di fatto, questi ultimi sono venduti autonomamente. Alcuni frammenti lacerati di carta da musica sono sparsi a terra.
2006, La Spezia, CAMEC: l’artista riformula l’opera, ponendola in relazione più stretta con la parete: i leggi poggiano contro la parete, sulla quale si aggiunge un grande riquadro delineato a matita, con l’accenno delle diagonali in corrispondenza dei quattro vertici (analogamente a matita), e un collage di frammenti lacerati di carta da musica.
2009, Bologna: l’allestimento riprende quello precedente, senza variazioni.
2020, Torre Pellice: l’artista riformula nuovamente l’opera, sostituendo gli interventi a parete con una grande tela, recante il medesimo riquadro con diagonali in corrispondenza dei vertici. I frammenti di carta da musica sono applicati in parte sulla tela e in parte sulla parete.

L'opera è costituita da una tela preparata, sospesa alla parete, e da due leggii musicali inseriti uno nell'altro con orientamenti contrapposti, allestiti a ridosso della tela. Due scritti autografi, riportati dall'artista rispettivamente su un foglio bianco e su carta da musica, sono lacerati in frammenti, in parte trattenuti tra i leggii e in parte sparsi, in caduta libera, sulla tela e sulla parete. Sulla tela, le quattro diagonali in corrispondenza dei vertici suggeriscono una spazialità rigorosa, contrapposta al disordine della scena “sottosopra”, allestita al di qua di quella soglia invalicabile.
I due testi dell'artista hanno per oggetto l'autonomia dell'opera d'arte rispetto al suo presunto autore. Il primo, trascritto su un foglio bianco, riguarda il "passaggio di consegne" fra Verrocchio e Leonardo, mentre il secondo, riportato su carta da musica, quello tra Rossini e Wagner. In entrambi i casi si tratta della presa di coscienza, da parte dell'artista anziano, dell’attualità del più giovane.
Il primo testo recita: "Tra le tante storie che si sovrappongono e si tramandano nel tempo (cose viste o ascoltate dai nostri occhi o dalle nostre orecchie ma forse più vere del vero), si dice che al Verrocchio fosse caduta la matita di mano dopo aver visto un disegno di un suo ragazzo di bottega. Da quel giorno la Storia (dell'Arte) avrebbe cioè sottratto lo strumento dalle mani del maestro (Verrocchio non avrebbe più tracciato una sola linea di sua mano) per passarlo in quelle del giovane Leonardo, al quale affidare così l'incarico di proseguire i ‘lavori in corso’."
Il secondo testo prosegue il primo: "Allo stesso modo, un altro episodio sembra rinnovare qualche tempo dopo la stessa procedura, confermare lo stesso inesorabile "passaggio di poteri" (che poteri non sono, come vedremo dopo). Pare insomma che Rossini, grande e incontrastato maestro del suo tempo, lasciò tacere la sua musica dopo aver intrattenuto una lunga e sofferta corrispondenza con Wagner. Dunque, lo strumento possiede già in sé la scrittura che è chiamato a decifrare? La voce dell'autore è muta se non si fa eco dell'opera che il Tempo, di volta in volta, assegna a scrittori, artisti, musicisti… ai suoi fidati e devoti funzionari "addetti ai lavori"?".

2005 Pesaro, Galleria di Franca Mancini, Les Rencontres Rossiniennes 2005: Giulio Paolini e Michelangelo Pistoletto, 10 agosto - 30 settembre; prima versione, senza il disegno a parete.
2006 La Spezia, CAMeC Centro Arte Moderna e Contemporanea, Melotti. Consonanze con Castellani, Fabro, Paolini, 2 luglio - 15 ottobre, non ripr., riproduzione di uno scritto dell’artista p. 172 e di uno studio per l'allestimento p. 173; seconda versione, con disegno a parete.
2019 Bologna, Studio G7, Isorhythm. Jacopo Mazzonelli, Giulio Paolini, 28 settembre - 23 novembre.
2020-21 Torre Pellice, Tucci Russo Studio per l’Arte Contemporanea, Underlining. Group show of one-man shows. Giovanni Anselmo, Giulio Paolini, Giuseppe Penone, Gilberto Zorio, 26 giugno 2020 - 25 aprile 2021, citato come esposto s..p., ripr. col. s.p., descrizione dell’opera a cura di M. Disch s.p.
2022 Torre Pellice, Tucci Russo Studio per l’Arte Contemporanea, Open Book, dal
22 ottobre.
2026 Milano, Galleria Christian Stein, Giulio Paolini. In studio (ora come allora), 4 giugno - 24 ottobre.
G. Paolini, Sottosopra, in Les Rencontres Rossiniennes 1980-2005. Venticinque anni di mostre del Teatro degli Artisti, Galleria di Franca Mancini, Pesaro, Umberto Allemandi & C., Torino 2005, p. 153 (ripubblicato in Melotti. Consonanze con Castellani, Fabro, Paolini, catalogo della mostra, Centro Arte Moderna e Contemporanea, La Spezia, Gli Ori, Prato 2006, p. 172).
Les Rencontres Rossiniennes 1980-2005. Venticinque anni di mostre del Teatro degli Artisti, Galleria di Franca Mancini, Pesaro, Umberto Allemandi & C., Torino 2005, pp. 152-154 (documentazione della prima versione), non ripr.
Scheda a cura di Maddalena Disch , 14/07/2026