Giove e Antiope, 2021
GPO-1058
Collage su carta nera
Due elementi incorniciati 72 x 102 cm ciascuno, misure complessive 146 x 102 cm
Titolato, firmato e datato al verso del secondo elemento, al centro: “ “Giove e Antiope” / Giulio Paolini / 2021”
Collezione privata
Due elementi accostati a breve distanza, a suggerire l’illusione di un piano d’appoggio, propongono l’immagine di un satiro rivolto verso un nudo femminile, adagiato in equilibrio precario sul margine del foglio superiore. Il braccio sinistro della figura è proteso verso il foglio inferiore, sul quale si disperdono in caduta libera altri frammenti desunti dalla medesima fonte iconografica.
L’opera riprende i protagonisti del dipinto Nymphe et Satire (1715-16, noto anche come Jupiter et Antiope) di Jean-Antoine Watteau, in cui, come dichiara Paolini, “Giove in ombra e in secondo piano scopre Antiope senza toccarla... Nessun contatto sembra annunciarsi in una scena dove la luce è la sola a offrire l’assoluta bellezza di un corpo”1. In chiave metaforica, la figura mitologica di Giove, che in veste di satiro desidera e seduce Antiope, evoca l’artista che tenta di fissare la Bellezza entro i limiti della rappresentazione. La dimensione ideale sfugge però a ogni tentativo di definizione, come suggerisce l’immagine in frantumi.
1 G. Paolini in conversazione con B. Della Casa, 7 febbraio 2021.
Jean-Antoine Watteau, Nymphe et Satyre, dit parfois Jupiter et Antiope, 1715-16, olio su tela, 73.5 x 107.5 cm, Musée du Louvre, Parigi.