In assenza, 2020
GPO-1111
Matita, matita blu, matita rossa e collage su carta
Sedici elementi 48 x 33 cm ciascuno, misure complessive variabili
Titolato, firmato e datato al verso del sedicesimo elemento, al centro: “In assenza / Giulio Paolini / 2020”
Sottotitolazione individuale al verso di ciascun elemento, al centro
Collezione dell'artista
I sedici elementi possono essere allineati in successione dal primo all’ultimo in fila orizzontale, a brevi intervalli, su un’unica parete oppure su più pareti secondo la situazione espositiva.
L’opera è costituita da sedici episodi che presentano ciascuno il disegno di un’anonima controfigura dell’autore, in atteggiamento riflessivo oppure intenta a osservare un ipotetico quadro, evocato tramite un motivo distintivo (telaio, riquadro lineare, cornice dorata, cavalletto, particolari di riproduzioni fotografiche). Ciascun elemento è siglato al verso da un sottotitolo, volto a descrivere la singola immagine: 1. Quel che appare, 2. Col tempo, 3. Nessun traguardo, 4. L’evidenza, 5. In lacrime, 6. Parole al vento, 7. In ascolto, 8. Fuori quadro, 9. In due, 10. Il quadro nella stanza, 11. La stanza nel quadro, 12. All’istante, 13. Niente (o quasi), 14. All’orizzonte, 15. Da lontano, 16. In assenza. Nell’insieme l’opera assume una dimensione autobiografica, come rileva l’artista: “Col tempo ho preso distanza da me stesso, tanto da potermi osservare da fuori: osservare ma non ritrarre, dato che si tratta di figura di incerta identità, come quelle delineate nei disegni che ora vediamo, immobili o a passo lento, senza meta, comunque assenti e inoperose”1.
In altre parole, l’“autoritratto” in sedici episodi convalida il paradigma concettuale formulato da Paolini fin dal suo primo quadro nel 1960 (GPO-0001): l’autore abdica al suo presunto ruolo di demiurgo, per calarsi nelle vesti dello spettatore; non ha nulla da dichiarare, nessuna verità da rivelare, alcuna urgenza da esprimere. In silenzio si limita a porsi in attesa o in contemplazione di un’eventuale apparizione entro l’inquadratura che annuncia e circoscrive lo spazio illusorio della rappresentazione.
Le sedici tavole sono state ideate per il libro d’artista Giulio Paolini, Edizioni Peccolo, Livorno 2021.
1 G. Paolini, in Giulio Paolini, Edizioni Peccolo, Livorno 2021, s.p.
Immagine dell’orologio tratta da Samuel Abraham Goudsmit, Robert Clairborne, Quarta dimensione: tempo, Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1967, p. 8 (“L’ora ufficiale americana”).