Decima musa, 1966
GPO-0098
Tele preparate
Opera non più esistente
Tre tele preparate di forma triangolare sono appoggiate l’una all’altra nell’angolo di un ambiente, a formare una composizione volumetrica in aggetto.
L’opera fa parte della linea di ricerca distintiva del 1966, che a partire da una medesima premessa – delle tele giustapposte a segnare l’angolo di un ambiente, inteso come elementare punto di origine di uno spazio – sviluppa le più diverse configurazioni ottiche, mettendo in gioco lo scarto tra il presupposto logico – il dato elementare e razionale – e la complessità illogica e mutevole della percezione. All’interno di questa serie di lavori è l’unica soluzione che propone una figura autenticamente tridimensionale (un dato spaziale in positivo anziché in negativo).
Il titolo “Decima musa” ricompare in un’opera dello stesso anno di poco successiva (GPO-0111).
| • | G. Celant, Arte Povera. Appunti per una guerriglia, in “Flash Art”, n. 5, Roma, novembre-dicembre 1967, ripr. s.p. (ripubblicato in Flash Art. Two Decades of History. XXI years, Giancarlo Politi Editore, Milano 1989, p. 3, ripr.). |
| • | M. Disch, Giulio Paolini. Catalogo ragionato 1960-1999, Skira editore, Milano 2008, vol. 1, cat. n. 98, p. 126, non ripr. |
| • | E. Dyangani Ose, Ipotesi per un’istituzione, in Germano Celant. Cronistoria di un critico militante, a cura di Studio Celant, Skira editore, Milano 2025, pp. 250, 251, ripr. n. pag. |