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Fallit Imago (Lo sguardo irriducibile), 1985

GPO-0540

Matita, matita rossa e collage su carta

Nove elementi incorniciati 70 x 100 cm ciascuno, misure complessive 215 x 305 cm

Collezione Camerino

Le diagonali che determinano il disegno di una stanza vista in prospettiva definiscono il campo visivo della figura centrale e nello stesso tempo squadrano, a matita rossa, l’area del riquadro al centro della parete di fondo. Con il braccio proteso, l’autore-attore sfiora l’estensione del “suo” quadro ideale come volesse misurare la profondità di campo del proprio sguardo, offuscato da un vorticoso caleidoscopio di riproduzioni di opere precedenti dell’artista: il suo sguardo, sempre alla ricerca di un’immagine è irriducibile e non si arrende, pur consapevole dell’inganno implicito alle immagini, come recita il titolo.

Figura tratta da Antonio Sandre, Il costume nei tempi, Scuola Taglio Moderno, Torino 1961, p. 268, fig. 299 (“Da ‘Minister’s Gazette of fashions’, 1925-30”), con trasformazione della giacca originale in frac.

1985 Parigi, Galerie Maeght Lelong, Giulio Paolini. Melanconia ermetica, 14 maggio - 29 giugno, citato come esposto p. 32 n. 11, non ripr.
M. Disch, Giulio Paolini. Catalogo ragionato 1960-1999, Skira editore, Milano 2008, vol. 2, cat. n. 540, p. 551, ripr. col.
J. Meinhardt, Vedere ed essere visti. Giulio Paolini e lo sguardo, in E. Franz et al.,Giulio Paolini. Vedo e non vedo (In tema, n. 1), Fondazione Giulio e Anna Paolini, Torino, Corraini Edizioni, Mantova 2014, p. 105 (italiano) / 104 (inglese), ripr. col. p. 103.
Scheda a cura di Maddalena Disch , 15/05/2026