No comment, 1991
GPO-0682
Lavagna luminosa, riproduzione fotostatica su acetato, riproduzione fotografica, base
Proiettore 74 x 36 x 36 cm, misure complessive variabili
Collezione dell'artista
In linea teorica in ogni nuova presentazione dell’opera la planimetria dovrebbe essere aggiornata all’ambiente espositivo interessato. Analogamente, l’altezza della base dipende di volta in volta dall’altezza e dalla situazione della finestra; dovrà essere tale che la proiezione venga a trovarsi approssimativamente ad altezza dello sguardo (nonché circa a metà altezza della finestra).
Sul piano di vetro della lavagna luminosa una planimetria dell'ambiente in cui l'opera è esposta indica la posizione della lavagna medesima e si sovrappone all’immagine a colori di una porzione di cielo. La lavagna, appoggiata su una base, è collocata davanti a una finestra orientata verso lo spazio aperto, in modo che la proiezione del disegno e dell'immagine si disperdano nel vuoto.
Con una doppia tautologia, l’opera propone la sua stessa situazione nell’ambiente espositivo in cui è situata e proietta l’immagine del cielo verso uno scorcio di cielo reale.
| 1991 | Rivoli, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Anteprima 1. Giulio Paolini, 4 maggio - 30 giugno, ripr. p. 14, riferimento nel testo di G. Verzotti p. 9. |
| 2020-21 | Rivoli, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Giulio Paolini. Le Chef-d’œuvre inconnu, 15 ottobre 2020 - 16 maggio 2021, vol. 1: citato come esposto p. 78, ripr. col. pp. 30-31 (particolare), 32-33, 54 (vedute dell’opera in mostra), riferimento nel testo di M. Beccaria p. 58. |
| • | M. Bertoni, All’incrocio di due sguardi infiniti. La scrittura e il modello. Per Giulio Paolini, in Id., Tempi e forme. Una ricerca sulle arti visive contemporanee, Hopefulmonster editore, Torino 1998, p. 228, ripr. |
| • | M. Disch, Giulio Paolini. Catalogo ragionato 1960-1999, Skira editore, Milano 2008, vol. 2, cat. n. 682, p. 696, ripr. col. (veduta espositiva Rivoli 1991). |