Capogiro (Lo sguardo dello spettatore), 2004
GPO-0886
Volume di plexiglas, lastra di plexiglas, indumenti, cappello a cilindro, sfera di plexiglas, riproduzioni fotostatiche
Volume di plexiglas 160 x 80 x 80 cm, misure complessive 160 x 95 x 95 cm
Collezione dell'artista
• 2004, Venezia, Fondazione Querini Stampalia: il volume e la lastra sono di vetro. Sul lato inferiore della lastra che sormonta in posizione sfalsata il volume sono fissate in cerchio sei scarpe maschili spaiate, in posizione capovolta e con orientamenti contrapposti, a formare una sorta di quadrante che allude a un moto circolare. All’interno del volume è allestito un costume teatrale azzurro, sospeso alle scarpe, che evoca un personaggio a testa in giù (in origine l’artista aveva previsto di disporre il costume al suolo, sopra gli elementi cartacei; a seguito di un’imprevista crepa nella lastra di vetro, tuttavia, ha deciso infine di collocare le scarpe a quadrante e di sospendere il costume, per nascondere alla vista l’incrinatura). Al suolo sono disposti un cappello a tricorno (ripreso da Autoritratto come marionetta, 1996, GPO-0767) con inseriti nella cavità una sfera di plexiglas e i frammenti lacerati della riproduzione fotografica di un astrolabio (strumento di orientamento); tutt’intorno sono sparse quattro stampe fotografiche del salone stesso in cui l’opera è esposta e quattro fogli bianchi (tutti gli elementi cartacei sporgono rispetto ai limiti del volume di vetro).
• 2009, Napoli, Museo Archeologico Nazionale: il volume e la lastra sono di plexiglas. Sul lato inferiore della lastra, anche in questo caso collocata in posizione sfalsata sopra il volume, sono fissate soltanto due scarpe maschili, che trattengono due frammenti di un foglio da disegno e un particolare lacerato della riproduzione fotografica di un affresco delle collezioni pompeiane conservate presso lo stesso Museo Archeologico Nazionale. Al suolo una giacca e una camicia da uomo sono allestiti su quattro fogli bianchi lacerati e altre tre riproduzioni fotografiche di opere conservate presso il museo (tutti gli elementi cartacei sporgono dai limiti del volume). Sopra gli indumenti, in posizione centrale, un cappello a cilindro contiene altri due frammenti lacerati della riproduzione di pitture pompeiane appartenenti alle collezioni del museo.
Un volume di plexiglas ospita in alto – sul lato inferiore della lastra appoggiata in posizione sfalsata sopra il volume – due scarpe da uomo, fra loro contrapposte, a suggerire un moto fermo sul posto; le scarpe trattengono i frammenti lacerati di un foglio da disegno e della riproduzione di un antico affresco1. Al suolo si trovano un abito maschile scompigliato, allestito sopra alcuni fogli lacerati e riproduzioni di opere antiche (tutti gli elementi cartacei sporgono rispetto ai lati del volume). Sugli indumenti è posato un cappello a cilindro, che contiene una sfera di plexiglas e due frammenti lacerati di riproduzioni di altre opere conservate nel luogo in cui l’opera è esposta.
Nelle intenzioni dell’artista, il capogiro evocato nel titolo è quello dello spettatore, che sopraffatto dalle suggestioni offerte dall’ambiente espositivo – dagli echi che risuonano attraverso gli arredi, le decorazioni o le opere ivi presenti – perde l’orientamento (da qui la posizione capovolta delle scarpe e gli indumenti allestiti al suolo)2. In senso ampio, è anche il capogiro dell’autore, che alla ricerca di una dimensione assoluta (rappresentata dalla sfera), con lo sguardo affollato dai più diversi elementi d’immagine perde l’equilibrio e precipita a terra.
1 Tutti i frammenti fotografici presenti in Capogiro (Lo sguardo dello spettatore) riproducono particolari di opere conservate presso la sede che ospita la presentazione del lavoro, oppure del luogo espositivo medesimo. A Venezia nel 2004 erano immagini del salone stesso in cui l’opera era esposta; a Napoli nel 2009 erano particolari di pitture o sculture di Pompei, Ercolano e Stabia conservate presso il Museo Archeologico Nazionale.
2 Nel contesto della prima presentazione del lavoro a Venezia nel 2004, Capogiro (Lo sguardo dello spettatore) era esposto al piano nobile della Fondazione Querini Stampalia – caratterizzato dal decoro d’epoca e dalle opere antiche in collezione – e rappresentava lo Spettatore, ovvero uno dei tre “attori” (accanto all’Autore e all’Opera) intorno ai quali ruotava il disegno concettuale della mostra.
| 2004 | Venezia, Fondazione Querini Stampalia, Giulio Paolini. L'ora X, 28 marzo - 30 maggio, ripr. col. pp. 52-54 (veduta dell'opera in mostra), riferimenti nel testo di C. Bertola pp. 64-67. |
| 2009-10 | Napoli, Museo Archeologico Nazionale, Sala della Meridiana, Giulio Paolini. L'Ora X. Né prima né dopo, 29 novembre 2009 - 18 gennaio 2010, citato come esposto p. 84, ripr. col. pp. 63-65, 69, 75, 79, 81 (vedute dell'opera in mostra), riferimenti nello scritto dell'artista p. 47 e nel testo di R.S. Pecorara pp. 25-27. |
| • | G. Paolini in Giulio Paolini. L'ora X, catalogo della mostra, Fondazione Querini Stampalia, Venezia, Gli Ori, Prato 2004, p. 31 (in riferimento all'allestimento dell'opera a Venezia; ripubblicato con lievi adattamenti in G. Paolini, Sala della Meridiana, in L'Ora X. Né prima né dopo, catalogo della mostra, Museo Archeologico Nazionale, Sala della Meridiana, Napoli, Mondadori Electa, Napoli 2009, p. 47). |
| • | C. Bertola, Curare l’arte, Mondadori Electa, Milano 2008, ripr. p. 20 (veduta espositiva Venezia 2004). |
| • | Arte povera 2011, a cura di G. Celant, Mondadori Electa, Milano 2011, ripr. col. n. 327 (veduta espositiva Napoli 2009). |
| • | Conservare il futuro. L’arte contemporanea alla Fondazione Querini Stampalia / Conserving the Future. Contemporary art at the Querini Stampalia Foundation, a cura di C. Bertola e M. Savaris, Grafiche Veneziane, Venezia 2015, ripr. col. (veduta espositiva Venezia 2004). |
| • | C. Bertola, Giulio Paolini, in Id., Conservare il futuro, Fondazione Querini Stampalia, Venezia 2023, pp. 53, 257, ripr. col. p. 160 (veduta espositiva Venezia 2004). |
| • | Giulio Paolini. A come Accademia, catalogo della mostra, Accademia Nazionale di San Luca, Roma, Gangemi Editore, Roma 2023, ripr. col. pp. 262-263 (veduta espositiva Napoli 2009). |