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GPO-0936

Teche di plexiglas con collage di frammenti fotografici, collage su parete

Dodici teche 75 x 100 cm ciascuna, misure complessive 306 x 304 cm

Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino, in comodato da Collezione privata Torino

2006, Parigi, Galerie Yvon Lambert: l’allestimento dell’opera è integrato a sinistra e a destra con un disegno a parete, che allude a un potenziale proseguimento della griglia di teche; in questi riquadri aperti verso l’esterno sono disseminati qua e là dei frammenti fotografici desunti da Le radeau de la Méduse di Géricault (i frammenti in corrispondenza della metà superiore sono particolari di cielo).
2016, Torre Pellice, Tucci Russo Studio per l’Arte Contemporanea: l’artista preferisce omettere il disegno e il collage a parete.

Dodici teche di plexiglas sono accostate a brevi intervalli a formare un grande quadro; le teche azzurre delle due file superiori evocano il cielo, mentre quelle grigio-verdi delle due file inferiori richiamano il mare. La teca situata all’altezza dello sguardo presenta al centro un ritaglio ovale, che lascia intravedere la parete retrostante. Il ritaglio è circoscritto da vari elementi d’immagine: un antico colonnato, che a sinistra sopravanza leggermente l’ovale mentre a destra è capovolto; il Genio funebre del Sepolcro di Clemente XIII (1787-92) di Antonio Canova (in alto), coricato sullo sfondo dei cipressi tratti da L’isola dei morti (1880) di Arnold Böcklin; una figura ripresa da La zattera della Medusa (1818-19) di Théodore Géricault (in basso), che si aggrappa all’ovale con il braccio proteso. Le teche di colore grigio-verde ospitano altri frammenti lacerati della riproduzione del dipinto di Géricault, sparsi con progressivo diradamento verso l’esterno.
Le immagini che in un’atmosfera cupa si addensano sulle sponde dell’ovale vuoto – che evoca al tempo stesso un’isola e una tavolozza – orientano lo sguardo verso un punto di fuga e di luce ancora incognito, sospeso tra il rischio del naufragio e la promessa di nuovi orizzonti.

Antonio Canova, Genio funebre del Sepolcro di Clemente XIII, 1787-92, marmo, 820 x 630 x 254 cm, Basilica di San Pietro, Roma (riproduzione tratta da L’opera completa di Canova, collana “Classici dell’arte”, n. 213, Rizzoli, Milano 19766, tav. XI).
Arnold Böcklin,
Die Toteninsel, 1880, olio su tela, 111 x 155 cm, Kunstmuseum Basel, Basilea.
Jean-Louis-Théodore Géricault,
Le Radeau de la Méduse, 1819, olio su tela, 491 × 716 cm, Musée du Louvre, Parigi.

2006-07 Parigi, Galerie Yvon Lambert, L’autore sconosciuto (The Unknown Artist – L’auteur inconnu). Giulio Paolini, 14 dicembre 2006 - 27 gennaio 2007.
2016 Torre Pellice, Tucci Russo Studio per l’Arte Contemporanea, selezione di opere degli artisti rappresentati dalla galleria, dall’8 maggio.
2017 Rivoli, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e Torino e Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Colori. L’emozione dei colori nell’arte, 14 marzo - 23 luglio, citato come esposto p. 320, non ripr.; esposto al Castello di Rivoli.
A. Bellini, Giulio Paolini. A Normal Life, in “Flash Art” (edizione internazionale), vol. XL, n. 225, luglio - settembre 2007, ripr. col. p. 117 (veduta espositiva Parigi 2006).
R. Shama, Le silence avant la création, in “Icôn”, n. 10, Losanna, estate 2007, ripr. col. p. 103 (veduta espositiva Parigi 2006).
Giulio Paolini. A come Accademia, catalogo della mostra, Accademia Nazionale di San Luca, Roma, Gangemi Editore, Roma 2023, ripr. col. pp. 252-253 (veduta espositiva Parigi 2006).
Scheda a cura di Maddalena Disch , 15/07/2026