Finale di partita, 2007
GPO-0951
Matita, matita rossa e collage su carta, lastre di plexiglas, cavalletto
Ventiquattro elementi incorniciati 70 x 70 cm ciascuno, collage 40 x 60 cm racchiuso tra due lastre di plexiglas 60 x 89.5 cm ciascuna, misure complessive variabili
Collezione privata
Dal 2007 al 3 gennaio 2019 in deposito presso MASI Museo d’arte della Svizzera italiana, Lugano, n. inv. MCA 2007/0133
L’allestimento degli elementi incorniciati su una o più pareti varia in base alla situazione espositiva e allo spazio disponibile. Vincolante rimane la suddivisione dei ventiquattro elementi in gruppi iconografici distinti (quattro quartetti e quattro dittici predefiniti; i dittici sono eventualmente accostabili a formare due quartetti); all’interno di ciascun gruppo, gli elementi incorniciati devono essere accostati a brevi intervalli (mai a contatto).
• 2007, Lugano, Studio Dabbeni: otto gruppi tematici (quattro quartetti e quattro dittici) sono allestiti sulle pareti di tre ambienti contigui; il cavalletto è collocato nello spazio di passaggio tra i due spazi principali; gli elementi con i valletti sono allestiti singolarmente sopra le due porte che collegano gli ambienti espositivi.
• 2024, Milano, Università Bocconi: sei gruppi iconografici (i dittici sono accostati a formare i due quartetti centrali) sono distribuiti a quadreria irregolare su un’unica ampia parete; il cavalletto è situato davanti alla parete, a destra.
Ventiquattro elementi incorniciati, tutti dello stesso formato quadrato, con interventi a matita, matita rossa e collage, sono suddivisi in otto gruppi tematici – quattro quartetti e quattro dittici – da allestire in modo variabile su una o più pareti di un ambiente espositivo. Ciascun gruppo propone, nell’insieme degli elementi accostati a brevi intervalli, un motivo o un tema caratteristico del repertorio iconografico dell’artista, formulato prevalentemente attraverso la relazione complementare bianco-nero o positivo-negativo (disegni di quadrati, coppie di valletti, un orologio con alcune matite, una cornice associata a una caduta di frammenti lacerati e altri soggetti). L’assieme dei ventiquattro elementi si trova prefigurato, in scala ridotta, nel progetto – di dimensioni pari a quelle del primo quadro dell’artista, Disegno geometrico (1960, GPO-0001) – trattenuto fra due lastre di plexiglas su un cavalletto.
Il titolo – ripreso da un’opera teatrale di Samuel Beckett – e utilizzato la prima volta per un lavoro realizzato nel 2006 (GPO-0938), rimanda alla parte finale di una partita a scacchi.
Tra la “scacchiera” sul cavalletto e le “figure” distribuite a parete la posta in gioco è la partita aperta che rappresenta il divenire di un’opera. La teoria di ipotesi, il gioco combinatorio di moduli quadrati che sembrano comporsi e moltiplicarsi all’insaputa dell’autore, evocano il labirinto progettuale, la vertigine e insieme il fascino della dimensione che precede il compimento o la configurazione finale. Una dimensione che concettualmente ritrova quella di Disegno geometrico, quadro di tutti i quadri, inteso come contenitore potenziale o palcoscenico virtuale di qualsiasi rappresentazione.
• Immagine dell’orologio tratta da Samuel Abraham Goudsmit, Robert Clairborne, Quarta dimensione: tempo, Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1967, p. 8 (“L’ora ufficiale americana”).
• Ritratto di Giulio Paolini scattato da Anna Piva, 1972.
• Titolo ripreso da Samuel Beckett, Fin de partie, Éditions du Minuit, Parigi 1957.
| 2007 | Lugano, Studio Dabbeni, Enrico Castellani, François Morellet, Giulio Paolini, 19 aprile - 2 giugno, documentazione in “temporale”, n. 64-65, Lugano, 2007, ripr. col. pp. 14-17 (vedute dell’opera in mostra). |
| 2024-25 | Milano, Università Bocconi, Bocconi Art Gallery 2024, 19 settembre 2024 - aprile 2025, ripr. col. s.p. (veduta dell’opera in mostra, allestimento errato). |
| • | G. Paolini, Finale di partita, in “temporale”, n. 64-65, Lugano, [giugno] 2007, p. 17. |