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In volo (Icaro e Ganimede), 2019

GPO-1075

Calco in gesso, ali di cartoncino dorato, base dipinta di blu, lastra di plexiglas, globo stellare, riproduzione fotostatica, luce di Wood

241 x 245 x 190 cm

Collezione privata

Il calco in gesso di Ganimede, collocato su una base di colore blu e rivolto verso la parete, tiene nella mano destra un paio di ali dorate. Al suolo, una lastra di plexiglas trattiene la riproduzione parziale del dipinto La caduta di Icaro (1636-37) del pittore fiammingo Jacob Peter Gowy; a ridosso della base è collocato un globo stellare, illuminato da una luce di Wood.
La chiave di lettura risiede nelle ali dorate che chiamano in gioco il destino tanto di Ganimede quanto di Icaro, entrambi appartenenti all’antica mitologia greca. Giovane di suprema bellezza, Ganimede volò in cielo, rapito da Giove che lo condusse sull’Olimpo per farne il suo amato. Icaro, al contrario, precipitò in mare per essersi avvicinato troppo al sole che sciolse la cera delle sue ali. Nelle parole dell’artista: “Due corpi nudi, l’uno precipitato al suolo, l’altro proteso verso l’alto, sono entrambi sospesi nella vertigine del volo (del vuoto). Sono attori volti a impersonare i destini paralleli di due personaggi: Icaro e Ganimede, fine e principio di una idea di Bellezza, di una stessa figura senza nome”
1. Sorta di “autoritratto” allegorico, In volo (Icaro e Ganimede) coniuga il desiderio di assoluto e la passione per la bellezza, pur conoscendo l’impossibilità della loro conquista e il destino fatale di un volo troppo ardito.
La dimensione ineffabile dalla quale l’artista non riesce a distogliere il proprio sguardo è suggerita anche dagli elementi cosmici. Il globo stellare e i frammenti di mappe celesti rinviano al contesto astronomico, in cui Ganimede è il principale satellite del pianeta Giove, nonché il più grande del sistema solare.
Lo stesso tema è stato formulato anche in una seconda versione, realizzata nel 2020 (GPO-1098), che si distingue principalmente per l’assenza della luce di Wood e per una diversa fonte degli elementi disposti al suolo.

1 G. Paolini in conversazione con B. Della Casa, gennaio 2019.

Benvenuto Cellini, Ganimede, 1548-50, marmo, h 109 cm, Museo del Bargello, Firenze.
Jacob Peter Gowy,
De val van Icarus, 1636-38, olio su tela, 195 x 180 cm, Museo del Prado, Madrid.

2019 Parigi, Galerie Marian Goodman, Giulio Paolini, 15 marzo - 11 maggio.
Scheda a cura di Maddalena Disch , 22/07/2026