Seleziona la tua lingua

MENU / QUADRI, SCULTURE, INSTALLAZIONI

QRcode

GPO-1103

Stampa digitale su tessuto acrilico, stampe fotografiche applicate su Dibond, bancali dipinti, tele preparate, telai, cornici, tela fotografica

Tessuto 300 x 140 cm, due stampe fotografiche: 100 x 70 cm, 90 x 60 cm, tre bancali dipinti 80 x 120 cm ciascuno, tela fotografica 40 x 60 cm, misure complessive variabili

Opera non più esistente

2020, Rivoli, Castello di Rivoli: l’artista allestisce l’opera a ridosso di un camino, coinvolgendo le soprastanti decorazioni plastiche per fissare l’estremità superiore del tessuto, e la cavità del camino in modo che i componenti al suolo sembrino fuoriusciti da quest’ultima.

L’ampio drappo che ricade a terra, recante un’immagine del cielo, è associato a un assieme eterogeneo di oggetti, allestiti al suolo a ridosso di alcuni bancali: telai e cornici, tele preparate, un passe-partout, due particolari fotografici dell’opera Fine, 2016 (GPO-1052) – l’uno riproduce L’Indifférent (1717) di Jean-Antoine Watteau, l’altro una bandiera con un’immagine del cielo che si staglia su uno sfondo marino al tramonto – e una tela fotografica con sovrimpresse le une sulle altre varie immagini in negativo di esposizioni personali dell’artista.
Sorta di rovinoso naufragio di un’imbarcazione arenata, con la vela ammainata, l’opera sembra suggerire l’esito del viaggio costantemente intrapreso dall’artista verso una meta ideale – rappresentata in chiave simbolica dalla dimensione eterea e ineffabile del cielo – pur consapevole dell’impossibilità di approdo. L’opera si richiama infatti al succitato lavoro Fine, che in termini paradigmatici proponeva l’irrinunciabile desiderio di imbarcarsi verso Citera – la mitica isola natale di Venere, dea della Bellezza, nonché rotta elettiva dell’artista – misurando l’incolmabile distanza dalla meta.
Il titolo richiama quello originale del film di Alfred Hitchcock (1958) diffuso in Italia come La donna che visse due volte, in cui il protagonista soffre di vertigini e per tre volte una donna precipita nel vuoto.

Titolo ripreso dal film di Alfred Hitchcock, Vertigo, 1958.

2020-21 Rivoli, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Giulio Paolini. Le Chef-d’œuvre inconnu, 15 ottobre 2020 - 16 maggio 2021, vol. 1: citato come esposto p. 78, ripr. col. pp. 32-35, 55 (vedute dell’opera in mostra), riferimento nel testo di M. Beccaria pp. 53, 58.
Giulio Paolini. A come Accademia, catalogo della mostra, Accademia Nazionale di San Luca, Roma, Gangemi Editore, Roma 2023, ripr. col. p. 290 (veduta espositiva Rivoli 2020).
Scheda a cura di Maddalena Disch , 27/07/2026