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GPO-1150

Collage su passe-partout nero e su plexiglas

40.5 x 40.5 cm

Collezione privata

Le mani fotografiche (dell’artista medesimo), applicate sul passe-partout nero, sembrano trattenere un’immagine che, di fatto, resta preclusa allo sguardo. L’inquadratura centrale è ritagliata; l’elemento accartocciato, applicato sul fondo della teca, è un punto di fuga “cieco”.
In questo senso, il titolo allude all’accesso vietato o al limite invalicabile della finestra centrale, posta in risalto dal passe-partout e amplificata dal gesto delle mani. Oltre i limiti verificabili definiti dal sipario-passe-partout, si apre la dimensione virtuale e immateriale della rappresentazione, che si sottrae al contatto diretto, a ogni tentativo di fissazione.
Lo stesso tema viene formulato in alcune varianti su carta, sviluppate tra il 2003 e il 2005 (cfr. GPC-0959, GPC-1014, GPC-1019, GPC-1035), e in una versione successiva, realizzata nel 2008, con una teca a passe-partout e l’elemento centrale applicato sulla parete (GPO-1151).

1999 Londra, Lisson Gallery, Giulio Paolini. Stanze, 16 aprile - 22 maggio.
Giulio Paolini. Da oggi a ieri, catalogo della mostra, GAM Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino, Hopefulmonster, Torino 1999, ripr. col. p. 133 (primo stato).
G. Paolini, Quattro passi. Nel museo senza muse, Giulio Einaudi editore, Torino 2006, ripr. n. 14b p. 89 (primo stato).
Scheda a cura di Maddalena Disch, 10/07/2026