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GPO-0471

Fotografia su tela emulsionata

137 x 204 cm (due elementi 137 x 102 cm ciascuno)

Ubicazione sconosciuta

Sullo sfondo incongruo della doppia immagine delle rovine della Biblioteca di Pergamo – le due vedute sono rovesciate l’una rispetto all’altra – il Niobide ferito giace in equilibrio precario al centro di un’alternanza tra un pieno e un vuoto, come trascinato da un’inarrestabile dinamica rotatoria.
L’opera fa parte di una serie di nove lavori, realizzati tra il 1981 e il 1982, che di volta in volta vedono inserita nel paesaggio di rovine una riproduzione della scultura antica citata nel titolo (GPO-0451, da GPO-0470 a GPO-0477). Il gruppo di opere è riconducibile ai collages coevi, eseguiti dall’artista per un libro firmato insieme a René Denizot per la Galerie Yvon Lambert (De bouche à oreille / Hearsay, Parigi 1982).

- Niobide morente, copia romana da un originale tardo ellenistico, marmo, Le Gallerie degli Uffizi, Firenze (riproduzione tratta da Francis Haskell, Nicholas Penny, Taste and the Antique: The Lure of Classical Sculpture 1500-1900, Yale University Press, New Haven, Connecticut 1982, p. 279, fig. 147, “Son of Niobe”).
• Immagine delle rovine tratta da Rose Macaulay,
The Pleasure of Ruins, Thames and Hudson, Londra 1977, p. 72.

• M. Disch, Giulio Paolini. Catalogo ragionato 1960-1999, Skira editore, Milano 2008, vol. 1, cat. n. 471, p. 483, ripr.
Scheda a cura di Maddalena Disch , 29/09/2026