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Les instruments de la passion, 1998

GPO-0810

Cavalletti in legno dipinti di nero, piano di plexiglas, tela preparata, lampada alogena, lastre di plexiglas, sfera di cristallo, frammenti di riproduzione fotografica su acetato trasparente

Piano di plexiglas e tela 120 x 180 cm ciascuno, tre lastre di plexiglas 40 x 60 cm ciascuna, misure complessive variabili

Collezione dell'artista

Sul tavolo costituito da un piano di plexiglas, appoggiato su due cavalletti, sono disposti alcuni elementi caratteristici dello strumentario artistico di Paolini: una sfera di cristallo, che costituisce il fulcro dell’assieme, e tre lastre di plexiglas delle dimensioni di Disegno geometrico (GPO-0001), disposte con orientamenti diversi, che trattengono alcuni frammenti di un’immagine astrale stampata su acetato trasparente. Gli oggetti sono attraversati dal fascio di luce della lampada alogena, montata su un treppiede disteso a terra sotto il tavolo, in modo che la loro ombra disegni un’ambigua immagine sulla tela preparata, sospesa al soffitto in posizione inclinata.
L’origine aneddotica del titolo francese impiegato dall’artista per designare il suo armamentario – gli attributi della sua vocazione e “passione” – risale al ricordo di una visita guidata del Giudizio universale (1450) di Rogier Van der Weyden a Beaune, in particolare del momento in cui la guida indicò la tavola del polittico in cui sono raffigurati gli strumenti della passione di Cristo.
Lo stesso tema trova riscontro in quattro varianti precedenti, realizzate nel 1986 (GPO-0581), nel 1987 (GPO-0588, GPO-0602) e nel 1988 (GPO-0613).

1998 Graz, Neue Galerie im Landesmuseum Joanneum, Giulio Paolini. Von heute bis gestern / Da oggi a ieri, 4 aprile - 31 maggio, citato come esposto p. 182 n. 10 (con datazione errata “1987”), non ripr.
1999 Torino, GAM Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Giulio Paolini. Da oggi a ieri, 8 maggio - 25 luglio, citato come esposto p. 38 n. 39 (con datazione errata “1987”), ripr. col. pp. 96-97 (veduta espositiva Graz 1998), 116-117 (veduta dell’opera in mostra).
2001 Verona, Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Palazzo Forti, Giulio Paolini. Premio Internazionale Koinè 2000 alla carriera, 15 settembre 2001 - 6 gennaio 2002, citato come esposto p. 74, ripr. col. p. 59 (veduta espositiva Torino 1999), riferimento nel testo di M. Disch p. 66.
2006 Bergamo, Accademia di Belle Arti, Giulio Paolini. Fuori programma, 6 aprile - 16 luglio, ripr. col. pp. 108-111 (vedute dell’opera in mostra), riferimenti nei testi di G. Di Pietrantonio p. 13, E. Grazioli pp. 22, 24.
G. Paolini, Quattro passi. Nel museo senza muse, Giulio Einaudi editore, Torino 2006, tavola n. X (veduta espositiva Graz 1998).
M. Disch, Giulio Paolini. Catalogo ragionato 1960-1999, Skira editore, Milano 2008, vol. 2, cat. n. 810, p. 830, ripr. col. (veduta espositiva Bergamo 2006).
Giulio Paolini. A come Accademia, catalogo della mostra, Accademia Nazionale di San Luca, Roma, Gangemi Editore, Roma 2023, ripr. col. pp. 227 (veduta espositiva Graz 1998), 231 (veduta espositiva Torino 1999).
Giulio Paolini. Et in Arcadia ego, catalogo della mostra, Galleria d’Arte Moderna Achille Forti, Verona, Manfredi Edizioni, Imola 2024, ripr. col. p. 17 (veduta espositiva Verona 2001).
Scheda a cura di Maddalena Disch , 15/05/2026