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GPO-0857

Graniti e pietre pregiate di provenienza diversa, diorite d’Anzola, marmo di Carrara

88 x 136.5 m

GAM Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino

Acquistato nel 2001, n. inv. S/555

L’opera pavimentale commissionata all’artista dalla Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino all’inizio del 2000, in occasione del rifacimento del giardino del museo, è stata inaugurata il 9 maggio 2001. Ideata per il giardino del museo, occupa una superficie piana e praticabile di 60 mq, delimitata da tre gradini digradanti: durante i mesi estivi l’arena è destinata all’uso pubblico per spettacoli e concerti.
Ricorrendo all’effetto
trompe-l’œil, l’opera propone l’immagine di una stanza di un museo vista dall’alto, in cui i quadri, le porte, le finestre e il pavimento si spalancano su un cielo notturno, animato da corpi celesti e pianeti. Nove “tele” bianche volteggiano nella vertigine del vuoto – alcune entrano o escono dai quadri – in una prospettiva illusionistica orientata verso uno spazio abissale ad “anni-luce” di distanza. Nelle parole dell’artista: “Siamo così sospesi al di sopra di un’esposizione, dove le superficie dei quadri, abbandonate le cornici, sembrano a loro volta sospese o precipitare, nel tempo e nello spazio, a distanza incalcolabile dal nostro sguardo”1.
Le pareti della stanza sono costituite da tre graniti di diversa provenienza, scelti in base al colore: Bettel White (Stati Uniti), Barré Gray (Canada) e Porfido Bruno (Val Camonica). La grande superficie centrale nera è definita da lastre di diorite d’Anzola (Val d’Ossola). Le nove “tele” sono in marmo statuario di Carrara, le “cornici” in sabbia dorata di origine brasiliana, mentre i corpi celesti policromi sono in quarzite azzurra del Brasile, malachite verde della Svezia, Baltic Brown della Norvegia e altre pietre pregiate.

1 Dichiarazione dell'artista riportata nel comunicato stampa diffuso in occasione dell’inaugurazione dell’opera il 9 maggio 2001.

2025-26 Torino, GAM Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, NOTTI. Cinque secoli di stelle, sogni, pleniluni, 29 ottobre 2025 - 1 marzo 2026, ripr. col. p. 121 (ruotato di 90 gradi in senso antiorario), riferimento nel testo di C. De Pompeis p. 201.
G. Di Pietrantonio, Giulio Paolini. L’enigma della verità, in “Flash Art”, a. XXXVI, n. 237, Milano, dicembre 2002 - gennaio 2003, ripr. col. p. 73.
G. Paolini, Quattro passi. Nel museo senza muse, Giulio Einaudi editore, Torino 2006, ripr. p. 20.
Dieci anni di acquisizioni per la GAM di Torino 1998-2008, a cura di P.G. Castagnoli e E. Volpato, Umberto Allemandi & C., Torino 2008, scheda ragionata di V. D’Urso p. 514, ripr. col. cat. n. 90.
A. Rabottini, Mimesi permanente. Una mostra su simulazione e realismo, in Mimesi permanente, catalogo della mostra, GAM Galleria Civica d'Arte Moderna, Torino, Mondadori Electa, Milano 2010, pp. 18, 20, non ripr.
E. Volpato, Iconografie della malinconia, in Collezioni. Volume terzo: Allestimento 2011-2013, a cura di D. Eccher, GAM Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino, Umberto Allemandi & C., Torino 2012, pp. 210, 211, non ripr.
R. Cardillo, A Guide to Contemporary Installations of Public Art in Turin, Gabinetto della Sindaca, Torino 2019, p. 46, ripr. col.
Praemium Imperiale 2022. In honour of Prince Takamatsu, The Japan Art Association, Tokyo 2023, ripr. col. p. 10.
Scheda a cura di Maddalena Disch , 10/07/2026