La casa brucia, 1987-04
GPO-0887
Collage su stampa fotografica
Quarantatre elementi incorniciati 40 x 30 cm ciascuno, misure complessive 305 x 305 cm
Collezione privata
• 2004 e 2007, Torre Pellice, Studio Tucci Russo per l’Arte Contemporanea: 49 elementi sono divisi in due gruppi: uno compatto centrale (15 elementi accostati a brevi intervalli, in 3 file di 5 elementi ciascuna) e uno più diradato perimetrale (34 elementi allestiti a formare un’ampia cornice lungo i lati della parete).
• 2020, Milano, Galleria Christian Stein: 43 elementi sono allestiti in modo più concentrato su una parete meno ampia, divisi in due gruppi: uno compatto centrale (15 elementi a brevissimi intervalli, in 3 file di 5 elementi ciascuna) e uno perimetrale (28 elementi a brevissimi intervalli a formare una cornice perimetrale); l’ordine di successione è diverso rispetto ai precedenti allestimenti a Torre Pellice.
Quarantatre elementi incorniciati, allestiti a brevi intervalli, sono divisi in due gruppi distinti: uno compatto centrale, costituito da quindici unità, e uno perimetrale composto da ventotto elementi che definiscono una grande cornice. Tutti propongono lo stesso fotomontaggio di un edificio e di un paesaggio in fiamme, al quale si sovrappone di volta in volta il particolare di un’altra immagine. Gli elementi del gruppo centrale recano inserito un frammento lacerato di una veduta espositiva o di un’opera precedente dell’artista. Negli elementi del gruppo perimetrale, invece, l’immagine dell’incendio reca inserito materiali di lavoro solitamente utilizzati dall’artista (campioni di colore, carte di varia natura, riproduzioni fotografiche, un goniometro)1.
Nell’assieme, La casa brucia coniuga gli echi di opere compiute (già “consumate”) con indizi di opere ancora a venire, annunciate da materiali preliminari. Le une come le altre – dichiara Paolini – sono alimentate dallo stesso “fuoco”, costantemente acceso, che anima la ricerca dell’artista.
Lo stesso tema è stato formulato in una prima versione realizzata nel 1987 (GPO-0609), costituita da soli ventiquattro elementi allestiti in un’unica sequenza e corredati da inserti desunti esclusivamente da vedute espositive in bianco e nero.
1 In principio l’opera includeva quarantavove elementi e prevedeva un allestimento più ampio del gruppo perimetrale lungo i lati di una parete più estesa. Nel 2020, a seguito dello stato di conservazione compromesso di sei elementi, Paolini ha ridotto il numero dei componenti e ha ridefinito l’allestimento per una parete più ristretta, modificando inoltre l’ordine di successione degli elementi.
| 2004 | Torre Pellice, Tucci Russo Studio per l’Arte Contemporanea, Qui e ora, 8 maggio - 26 settembre. |
| 2007 | Torre Pellice, Tucci Russo Studio per l’Arte Contemporanea, Giovanni Anselmo, Daniel Buren, Francesco Gennari, Richard Long, Paolo Mussat Sartor, Giulio Paolini, Giuseppe Penone, Alfredo Pirri, Thomas Schütte, Jan Vercruysse, 5 maggio - 16 settembre. |
| 2020-21 | Milano, Galleria Christian Stein, Giulio Paolini. Qui dove sono, 30 settembre 2020 - 30 gennaio 2021. |