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GPO-0901

Lastre di plexiglas, cavalletti di metallo, sedia, matita nera, elementi cartacei

Due lastre di plexiglas 160 x 80 cm ciascuna, misure complessive 105 x 180 x 180 cm

Opera non più esistente

2005, Winterthur, Kunstmuseum: allestimento con una sedia di legno; i fogli sparsi includono il disegno di una struttura orbitale (utilizzato tra gli altri anche nell’opera coeva In ascolto (stanza dello spettatore), GPO-0898); la matita è orientata verso il basso.
2009, Napoli, Galleria Artiaco: allestimento con una sedia di metallo grigio con seduta in resina sintetica bianca; diciannove fogli 30 x 30 cm ciascuno, che includono un disegno del profilo della mano aperta dell’artista in prossimità della matita (in questo caso orientata verso l’alto).

Due cavalletti sormontati da due lastre di plexiglas costituiscono un tavolo, accompagnato da una sedia. Al centro del piano d’appoggio si trova una matita nera orientata verso l’alto, associata al profilo della mano dell’artista delineato su un foglio, che in corrispondenza dell’area centrale presenta un ritaglio quadrato. Tutt’intorno – sul tavolo, sulla sedia e al suolo – sono sparsi dei fogli bianchi (quelli sul tavolo recano delineati dei quadrati, sfalsati rispetto ai lati del foglio e prevalentemente incompleti).
La sedia, la matita e la mano sono indizi dell’autore, seduto al tavolo di lavoro, nel tentativo di fissare qualcosa che continua a sfuggirgli, come indicano i fogli sul tavolo e al suolo. Cantiere di lavori in corso, l’opera evoca la condizione progettuale in cui nulla è definito e tutto resta possibile: una “terra di nessuno”, come indica il titolo, dove le immagini sono ancora alla ricerca della propria identità e l’autore naviga alla deriva, in attesa di un segnale rivelatore all’orizzonte. Come un fermo immagine su un’opera
in fieri, il lavoro mette in scena il momento in cui, attraverso la simbolica relazione tra la mano e la matita, si annuncia l’eventualità che un’opera possa rendersi manifesta allo sguardo dell’autore-spettatore.

2005 Winterthur, Kunstmuseum Winterthur, Giulio Paolini. Esposizione universale, 23 aprile - 24 giugno, citato come esposto p. 88 n. 21, ripr. col. s.p. (veduta dell’opera in mostra), riferimento nel testo di D. Schwarz p. 23.
2009 Napoli, Alfonso Artiaco, Giulio Paolini. Questo e/o quel quadro, 27 marzo - 9 maggio.
Giulio Paolini. Esposizione Universale, servizio fotografico dell’esposizione personale di Winterthur 2005, in “Lotus”, n. 125, Milano, settembre 2005, ripr. col. pp. 72-73.
Giulio Paolini. A come Accademia, catalogo della mostra, Accademia Nazionale di San Luca, Roma, Gangemi Editore, Roma 2023, ripr. col. p. 242 (veduta espositiva Winterthur 2005).
Scheda a cura di Maddalena Disch , 14/07/2026